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Iezzo difende Meret: "Si dà sempre la colpa lui, ma col Celta a sbagliare è De Bruyne"

Iezzo difende Meret: "Si dà sempre la colpa lui, ma col Celta a sbagliare è De Bruyne"
Oggi alle 18:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli, ha parlato a Radio Tutto Napoli del gol subito nell'amichevole contro il Celta Vigo. E di tanto altro.

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Errore di Meret o di De Bruyne col Celta Vigo? Bisognerebbe essere in campo per valutare perfettamente certe situazioni, perché da fuori le prospettive sono differenti. Oggi, però, quel tipo di pallone viene giocato spesso anche sotto pressione: serve proprio ad attirare gli avversari per poi trovare un'imbucata alle spalle della prima linea di pressione. È una soluzione che le squadre propositive provano continuamente, soprattutto durante il precampionato. In questo caso c'è stato l'errore di un giocatore di livello mondiale come De Bruyne e può capitare, soprattutto dopo pochi giorni di preparazione."

Quindi non attribuisce responsabilità particolari a Meret?

"Assolutamente no. Il problema è che si dà sempre ed esclusivamente la colpa a Meret per qualsiasi cosa accada. Guardando anche la gestualità dell'azione, inizialmente De Bruyne gli aveva fatto capire di non dargli il pallone perché era marcato. Poi il suo avversario si è spostato per chiudere la soluzione sull'esterno e Kevin si è liberato. Meret gliel'ha data perché, anche osservando la posizione del corpo, sembrava volesse riceverla. De Bruyne poi l'ha protetta male ed è stato sorpreso dalla forte pressione dell'avversario. Sono episodi che possono capitare in un'amichevole, quando psicologicamente non hai la stessa attenzione di una partita ufficiale. Non ci tornerei troppo sopra."

Se Meret sarà il titolare, quale profilo sceglierebbe come suo vice qualora Milinkovic-Savic decidesse di partire?

"Dipende da quello che vuole fare la società. Puoi prendere un portiere giovane che offra già determinate garanzie, farlo crescere alle spalle di un portiere esperto come Meret e poi valutarlo per il futuro. Oppure puoi puntare sul cosiddetto usato sicuro, quindi un giocatore che accetti le gerarchie, dia una mano al gruppo e si faccia trovare pronto quando viene chiamato in causa. Sono entrambe soluzioni valide. Credo però che tra Meret e Milinkovic-Savic, chi non avrà garanzie sulla titolarità possa cercare una soluzione differente."

L'emergenza in difesa rende ormai indispensabile un intervento sul mercato?

"Per me il difensore centrale è la priorità assoluta del Napoli. Non puoi pensare di iniziare il campionato in queste condizioni. Buongiorno resterà fuori per un periodo importante e Beukema ha un problema al tendine d'Achille che non va sottovalutato. Purtroppo conosco bene quel tipo di problema perché ho rotto entrambi i tendini. Quando la situazione diventa cronica, rischi di allenarti due giorni, avere nuovamente un'infiammazione e poi trascorrere una settimana facendo fatica persino a camminare. Il Napoli non può semplicemente aspettare di vedere cosa succederà: deve trovare una soluzione sul mercato, anche a prescindere dalle cessioni."

Federico Gatti sarebbe una soluzione che la convincerebbe?

"Io Gatti lo prenderei subito, se ce ne fosse la possibilità. Qualcuno storce il naso perché ha giocato nella Juventus, ma dobbiamo crescere e capire che il calcio è cambiato. Un calciatore va giudicato per quello che può dare alla tua squadra, non per la maglia che ha indossato in passato. Gatti ha carattere, cattiveria agonistica, esperienza e sa rendersi pericoloso anche sulle palle inattive. Inoltre conosce perfettamente il campionato italiano e Allegri. Se non ci fossero soluzioni migliori, io andrei a prenderlo senza esitazioni."

Con i problemi fisici già presenti in difesa, sarebbe rischioso puntare su un altro giocatore con qualche incognita atletica come Badiashile?

"Bisogna fare delle scelte. Se hai la possibilità di prendere un giocatore come Gatti, che conosce il campionato, conosce l'allenatore e da anni offre una certa affidabilità, inevitabilmente devi tenerne conto. In questo momento il Napoli ha bisogno di certezze, perché non può permettersi di aspettare contemporaneamente il recupero di diversi difensori."

Oltre al centrale, quale considera l'altra priorità del Napoli?

"L'attaccante. Sono questi i due ruoli nei quali, secondo me, il Napoli deve intervenire. Si parla di Gabriel Jesus e lì parliamo di un calciatore fortissimo, di un vero top player. Con tutto il rispetto per Lucca, bisogna capire se Lorenzo riesca finalmente a dimostrare di poter stare a questi livelli. E non mi riferisco soltanto agli errori davanti alla porta, che possono capitare. È il suo atteggiamento che mi lascia dei dubbi."

Cosa non la convince di Lucca?

"Un attaccante di due metri deve riuscire a proteggere il pallone anche quando ha avversari fisicamente più piccoli. Quando arrivano palloni alti in area dovrebbe comandare lui, mentre finora non l'abbiamo visto. Per me non è tanto un problema tecnico quanto mentale: serve cattiveria. Deve dimostrare di averla se vuole giocarsi le sue possibilità nel Napoli, altrimenti bisogna andare su un altro profilo."

Gabriel Jesus sarebbe il giocatore giusto?

"Io su Gabriel Jesus andrei subito. È un giocatore fortissimo e credo che arriverebbe a Napoli per giocare. Lo dico con tutto il rispetto anche per Hojlund: tra i due, oggi, per me non c'è partita. Hojlund è più giovane, ha grandissime possibilità e può ancora crescere molto, ma Gabriel Jesus è un top player, uno di quei calciatori che ti alzano realmente il livello della squadra. E una concorrenza del genere potrebbe aiutare anche Hojlund a crescere ulteriormente."