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Ex prep. portieri Napoli: "Errore col Celta? Vi spiego cosa è accaduto tra Meret e De Bruyne"

Ex prep. portieri Napoli: "Errore col Celta? Vi spiego cosa è accaduto tra Meret e De Bruyne"
Oggi alle 11:30Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli, è intervenuto nel corso del Bar di Tuttonapoli su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni. 

Mister, come giudica l’azione che ha portato al gol del Celta Vigo? Ci sono responsabilità di Meret?

«Siamo in una fase in cui dovremmo parlare soprattutto di altro. Siamo nel precampionato e c’è stato anche un cambio di allenatore. Se vogliamo analizzare il dettaglio possiamo farlo, ma bisogna prima conoscere i principi e i riferimenti dati da Max Allegri. Dopo aver visto alcuni allenamenti a Castel di Sangro, dove è stata provata l’uscita dal basso, penso che non si possa addossare a Meret la responsabilità di aver passato il pallone a De Bruyne. Anche De Bruyne compie poi una scelta sbagliata, ma siamo in una fase in cui i carichi sono ancora pesanti».

Quindi non è sbagliato servire un centrocampista che riceve spalle alla porta?

«Dire che la palla non si debba dare al centrocampista di spalle è una grande sciocchezza. Oggi, con la costruzione dal basso, tanti allenatori forzano proprio questa giocata e si assumono la responsabilità della scelta. Basta guardare quante volte Maignan serve Modric in quella posizione. Incolpare Alex Meret per questa scelta mi sembra troppo avventato».

Quali sono vantaggi e rischi della costruzione dal basso?

«Il vantaggio è avere il controllo del ritmo e creare spazi attirando il pressing avversario. È un’azione collettiva e coordinata. Naturalmente esistono anche degli svantaggi e uno di questi è proprio il rischio di perdere il pallone vicino alla propria porta. Ma io andrei oltre quei trenta secondi della partita: ho visto una squadra ancora imballata, ed è normale, ma anche una maggiore velocità nella manovra».

Errori del genere, quindi, possono capitare durante la stagione?

«Assolutamente sì. Se riesci a superare il pressing puoi trovare delle vere e proprie praterie alle spalle degli avversari. Il rischio è perdere il pallone vicino alla porta. A Meret è stata data la colpa per un passaggio elementare, che avrebbe potuto fare qualsiasi grande portiere. La responsabilità, quando viene richiesta una determinata giocata, è dell’allenatore che cerca quel filtrante e quel tipo di costruzione».

Quanto conta il portiere nel calcio moderno?

«Nei prossimi dieci anni si continuerà a costruire sfruttando l’uomo in più, che è proprio il portiere. Gasperini è stato tra i primi in Italia a utilizzarlo in maniera determinante. Lo stesso De Zerbi ha fatto scuola con la costruzione dal basso. Prima di giudicare Allegri dobbiamo vedere almeno tre o quattro partite e capire quali saranno i suoi principi, riferimenti e concetti. Nel calcio gli schemi praticamente non esistono, se non magari sulle palle inattive».

Allegri ha annunciato che sceglierà un titolare tra Meret e Milinkovic-Savic. Per lei deve essere Meret?

«Per me la prestazione del portiere è un continuo: fase di possesso, non possesso e transizione non possono essere separate. Alex Meret rappresenta molto bene ciò che deve fare un portiere nelle varie situazioni di gioco. Ha vinto due scudetti con il Napoli e a volte ce ne dimentichiamo. È uno dei portieri più bravi a livello nazionale ed è il secondo portiere della Nazionale italiana soltanto perché davanti c’è un fenomeno come Donnarumma».

È ancora presto, dunque, per dare giudizi sul nuovo Napoli?

«Dobbiamo soffermarci su altre cose in questo momento, forse più sul mercato. Lasciamo lavorare Max Allegri con calma, così come i calciatori e la società. Poi, a novembre o dicembre, tireremo le somme e capiremo se il Napoli è sulla strada giusta».