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Jacomuzzi promuove Gabriel Jesus e Badiashile: "Sarebbero due bellissimi colpi"

Jacomuzzi promuove Gabriel Jesus e Badiashile: "Sarebbero due bellissimi colpi"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 17:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Carlo Jacomuzzi, ex direttore sportivo e intenditore di Premier League, si sofferma su Gabriel Jesus, Badiashile e non solo.

Carlo Jacomuzzi, ex direttore sportivo del Napoli, poi una vita in Premier League, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Gabriel Jesus? Dipende da come Allegri vuole impostare la squadra. Gabriel Jesus non è il classico finalizzatore puro, non è l'uomo dell'ultimo tocco. È un calciatore che partecipa molto alla manovra, crea spazi, viene incontro e aiuta a sviluppare il gioco. Per questo lo vedo più adatto a giocare accanto oppure dietro Hojlund, piuttosto che come semplice alternativa nel ruolo di centravanti."

Quindi potrebbe giocare insieme a Hojlund?

"Assolutamente sì. Hojlund è un attaccante che riempie molto l'area, ha presenza, fisicità e personalità. Se costruisci il reparto offensivo intorno a lui, devi affiancargli giocatori capaci di muoversi bene, creare spazi e interpretare correttamente le situazioni. Gabriel Jesus possiede qualità tecniche e tattiche per farlo. Non è un attaccante di forza fisica, ma è un giocatore di qualità e può rappresentare un'alternativa tattica importante."

I tanti infortuni di Gabriel Jesus devono preoccupare?

"Prima di giudicare bisogna capire che tipo di infortuni ha avuto, come sono avvenuti e soprattutto in quale campionato ha giocato. La Premier League è molto dispendiosa. È chiaro che non parliamo di un giocatore dalla struttura imponente, ma, avendo già Hojlund, il Napoli potrebbe cercare proprio un'alternativa con caratteristiche differenti. Il concetto deve essere questo: creare soluzioni tattiche diverse mantenendo alta la qualità."

Badiashile, invece, che tipo di difensore è?

"È un bellissimo profilo. Ha una grande presenza fisica, ma non è un difensore basato esclusivamente sulla forza: è agile, intelligente tatticamente e sa giocare molto bene in coppia. Non è semplice saper interpretare correttamente i movimenti di reparto e lui sotto questo aspetto ha qualità importanti. Ha gambe che possono sembrare leggere, ma si è abituato alla fisicità della Premier League e ha imparato a utilizzare anche la potenza. Se viene abbinato al compagno giusto può avere un grande futuro."

Lo vedrebbe bene accanto a Rrahmani?

"Sì, perché potrebbero completarsi. Rrahmani dà solidità, esperienza e forza, mentre Badiashile può aggiungere agilità, velocità e qualità tecnica. Può essere un'accoppiata interessante, soprattutto se Allegri cerca un centrale mancino capace di difendere in avanti e di gestire bene il pallone."

Che idea si è fatto invece di Lorenzo Lucca?

"Finalmente parliamo anche di un italiano. Il problema è che ai nostri giovani non diamo mai il tempo di crescere. Pretendiamo immediatamente che diventino fenomeni. Lucca non va aspettato all'infinito, va semplicemente capito: bisogna chiedersi che tipo di giocatore sia e se quelle caratteristiche servano davvero al Napoli."

Quindi il problema di Lucca è soprattutto tattico?

"Anche tattico. Se pensi che debba fare lo stesso lavoro di Hojlund, allora secondo me parti da un presupposto sbagliato. Quando compri un calciatore devi già sapere quali siano le sue caratteristiche e in quale tipo di calcio possa rendere. A Udine Lucca veniva utilizzato in maniera diversa: attaccava la profondità, giocava più in verticale e veniva messo nelle condizioni di arrivare alla finalizzazione. Il Napoli, invece, deve spesso attaccare squadre chiuse e sviluppare un gioco differente."

Ha sbagliato anche occasioni semplici. È un problema di fiducia?

"Sicuramente. Quando manca fiducia e serenità diventa tutto più complicato, soprattutto se giochi nel Napoli. Non sei alla Salernitana o al Foggia: le pressioni sono completamente diverse. Lucca è un buon giocatore, non un fenomeno, e deve essere messo nelle condizioni di fare ciò che sa fare meglio."

Per il suo bene sarebbe meglio lasciare Napoli?

"Probabilmente sì. Credo che per lui sarebbe utile trovare un ambiente nel quale possa giocare con maggiore continuità e tornare ai livelli mostrati a Udine. Se resta al Napoli rischia di trovarsi ancora in un contesto tattico poco adatto alle sue caratteristiche."

Ha lanciato anche un appello sull'utilizzo dei calciatori italiani.

"Dobbiamo ricominciare a dare fiducia agli italiani. Continuiamo a leggere soltanto nomi stranieri e poi ci lamentiamo perché la Nazionale non riesce neppure a qualificarsi ai Mondiali. Se un giovane è bravo deve avere la possibilità di giocare. Penso anche a Favasuli: se il Napoli lo prende, deve dargli realmente fiducia. Non può arrivare per essere quarto o quinto nelle gerarchie. Se manca Di Lorenzo, deve sapere che può toccare a lui. Solo così i giovani crescono davvero."