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Jacomuzzi: “Lucca è un buon giocatore, l’ha dimostrato. Va aiutato e supportato”

Jacomuzzi: “Lucca è un buon giocatore, l’ha dimostrato. Va aiutato e supportato”
Oggi alle 20:40Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Il Napoli prova a lasciarsi alle spalle le prime difficoltà della stagione e a ritrovare continuità dopo la vittoria contro il Bologna. Tra le critiche di una parte della tifoseria e la necessità di dare tempo alla squadra e ai nuovi arrivati, resta forte la fiducia nel lavoro di Massimiliano Allegri e nella competitività della rosa. Dal rendimento di Badiashile alla crescita di Lorenzo Lucca, passando per la piacevole sorpresa di Costantino Favasuli, sono diversi i temi che accompagnano questo avvio di stagione. Ne abbiamo parlato con Carlo Jacomuzzi, ex direttore sportivo del Napoli, ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania. 

Che momento è questo per il Napoli? E, al netto di quanto visto in queste prime giornate, secondo te quale deve essere l'obiettivo reale del Napoli targato Max Allegri? “Di vincere tutto quello che si può vincere, perché la squadra è competitiva, la rosa è competitiva. L'allenatore mi sembra abbia l'esperienza giusta per avere tutti gli obiettivi. Alla società non si può dire niente, perché ha investito, è solida, non ha delle crepe che si possano vedere, che si possano toccare con mano e quindi criticare. È questione di momenti. Ci sono momenti in cui va tutto bene e momenti in cui va tutto male, però adesso andare a criticare il Napoli mi sembra un po' esagerato. Anzi, cerchiamo di fare in modo che il pubblico stia vicino alla squadra, che abbia fiducia e che la aiuti con un tifo che è eccezionale in quello stadio, per ottenere i risultati. E poi ci penseranno i ragazzi e ci penserà De Bruyne a dare soddisfazione”.

Oggi giocatori come Badiashile ancora non hanno espresso il loro massimo. Siamo solo all'inizio: oppure ti senti già di fare un passo indietro su qualcuno? “Guarda, io ti dico: state tranquilli. Il calcio inglese, come mentalità, come avvicinamento alla partita e come aspettative, è completamente diverso da quello italiano. Quindi questo ragazzo è arrivato in un ambiente dove c'è calore tutti i giorni, mentre lassù c'è freddo: ti aspettano solo per la partita e basta. Durante la settimana non è che non vedono un tifoso, non vedono proprio niente. Si allenano nei rispettivi centri sportivi e non sanno neanche cosa sia la partita fino a quattro ore prima, quando vanno allo stadio e tutto il resto. Quindi anche il ragazzo, in questo momento, ha un po' più di sensibilità. Oltretutto ha delle responsabilità. Diamogli il tempo di capire qual è il calcio italiano, che è completamente diverso non come qualità in campo, ma come situazione esterna. Il ragazzo può rendere al meglio, perché ha qualità. Per il resto, sono tutti ragazzi che sono arrivati e magari hanno avuto qualche infortunio, qualche incomprensione, qualcosa da sistemare. Allegri, in queste cose, è un allenatore che ha esperienza. Dopo un mese di campionato non possiamo arrivare a criticare”.

Voglio chiederti un parere invece su Costantino Favasuli. Ti piace lo spirito, ti piace l'atteggiamento? “Ecco, questo è il pregio. Vedi che il San Paolo ha di nuovo qualcosa da applaudire. Ai miei tempi abbiamo fatto esordire Tagliaferri, Cannavaro, aiutato anche voi, Tarantino. Tutti i ragazzi, tutti i giovani che arrivavano li facevamo giocare. Erano altri tempi. Adesso è un po' più difficile con tutti questi stranieri. E vedere questo ragazzotto che arriva, se non sbaglio, da Catanzaro e che ha fatto un campionato di valore, in una piazza difficile, significa che ha già dentro di sé queste caratteristiche per sopportare la pressione del pubblico. Finalmente ha avuto l'occasione di giocare e finalmente vediamo un italiano. Su undici giocatori ne abbiamo tre italiani in campo: questa è una cosa fantastica. Se vedo altre partite, non ce n'è neanche uno di italiano. Io sposo questa tesi. E Favasuli speriamo che sia di buon auspicio per tutte le squadre italiane e per la nostra Nazionale, perché può essere un potenziale elemento per la Nazionale, per l'Under 21, quello che sarà. Ed è fantastico che Napoli abbia la forza di far esordire un ragazzo così. Bellissimo”.

Lucca è ancora un pochino bloccato dal punto di vista mentale. Forse sta vivendo ancora lo scotto di essere passato da una realtà come quella di Udine a quella di Napoli? “Sicuramente questo può incidere. Dal freddo di Udine al caldo di Napoli ci può essere una diversità. Le esigenze sono anche diverse e quindi lui deve mettersi, oltre che a pensare a se stesso, a pensare anche alla squadra. Mentre a Udine erano tutti gli altri che pensavano per lui, per lui era l'ultimo compito: finalizzare. Inoltre dovete pensare anche che ci sono altri giocatori in squadra che possono giocare al suo posto e quindi lui magari, in questo momento, morde il freno, morde se stesso, magari vuole fare qualcosa di più. E quando si vuole fare qualcosa di più, magari si sbaglia qualcosina nelle cose più facili e quindi trova un po' di difficoltà. Io penso che il pubblico, la società e i compagni lo aiuteranno a superare questo momento, perché un giocatore che si garantisce il suo numero di gol in Serie A e l'ha sempre garantito lo farà anche quest'anno. È logico: ci sono momenti in cui, soprattutto per le punte, è difficile, perché poi si guarda e si pensa: "Gioca quello lì, arriva dal Lecce, io non giocherò mai". Vuoi fare qualcosa di più, e quel qualcosa in più ti porta magari a strafare, a sbagliare. Quindi cerchiamo di aiutarlo, dicendogli: "Non importa, vai avanti, vai avanti". E ritroveremo un giocatore, perché è un buon giocatore. L'ha dimostrato a Napoli come a Udine”.