L'editoriale di Forgione: "ADL vuole Champions stabile, ma non basta se poi fai brutte figure"
Il nostro opinionista Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Parlavamo di un calcio che sta andando da una parte, però le scelte delle società, non solo quelle del Napoli, vanno totalmente da un'altra. Con Farioli che resta al Porto, Italiano che va in Turchia e noi che riprendiamo Allegri e Gattuso. Fermo restando che possa essere la scelta giusta, come mai sta accadendo questo?
"Ho la sensazione che un po' tutti siano immersi in questa preoccupazione per il calcio italiano. Siamo tutti coscienti del fatto che il calcio italiano sia in regressione e quindi, invece di provare a smuovere le acque, si resta in questa comfort zone, dimenticandosi che l'Italia ormai è marginale in Europa. Se si vuole crescere bisogna fare qualche tentativo più coraggioso. Credo che sia un problema di mancanza di coraggio. La scelta fatta da De Laurentiis va anche in questa direzione. C'è la certezza, forse da parte sua, di fare qualcosa in più magari in Europa, e poi quella base di punti che ti può assicurare Allegri per ritornare stabilmente in Champions. Se questo è l'obiettivo delle scuole calcistiche italiane, cioè qualificarsi in Champions per poi fare brutte figure, penso che il gioco non valga la candela. Credo che qualcuno debba prendere la situazione di petto e cominciare a dare una risposta. Se non lo fa un De Laurentiis, che fino a oggi è stato un pioniere e uno che ha smosso le acque, penso sia difficile che lo faccia qualcun altro."
Prima ci stavamo soffermando sulle dichiarazioni di Leao, che ha raccontato di un anno logorante in cui non si è divertito e non è riuscito a esprimersi. Dice che sia stata soprattutto una questione tattica e di posizione in campo. Cosa ne pensi?
"È infatti un problema serio. Anche quello delle squadre lunghe, evidentemente, rende difficile arrivare in porta con la facilità che magari ritroviamo altrove. Non c'è bisogno nemmeno di scomodare squadre che hanno calciatori straordinari: è forse proprio la filosofia tattica del calcio italiano a essere in regressione. Credo che, se qualche tempo fa ci potevamo appellare ai tecnici perché c'era una carenza di materiale umano a livello di calciatori, oggi vediamo che i tecnici migliori magari vanno all'estero e quelli più antichi restano in Italia. La situazione non cambia, siamo ancora all'anno zero e nessuno dà una scossa."
È stato svelato il calendario di Serie A e il Napoli comincerà la prossima stagione in trasferta. Ti chiedo: quante trasferte potranno fare quest'anno i tifosi del Napoli? Continueremo con le restrizioni oppure ci sarà finalmente una svolta?
"Spero che gli enti competenti capiscano che tutti vanno trattati allo stesso modo, ma non vedo soluzioni all'orizzonte. Penso che la linea adottata dall'Osservatorio e poi dalla Federazione sia quella di evitare che le tifoserie in conflitto vengano a contatto. Purtroppo la tifoseria napoletana, per un motivo o per un altro, ha tante rivalità. Paga più degli altri proprio perché è una tifoseria massiccia, una tifoseria invisa che sconta anche una cattiva narrazione. I tifosi napoletani non sono così aggressivi e violenti come possono esserlo altri, però le inimicizie sono quelle che sono e i napoletani ne hanno più degli altri, finendo per scontare questo problema."
Stavamo parlando delle dichiarazioni di Leao contro Allegri, un po' come quelle di De Bruyne nei confronti di Conte. Vedi delle analogie? E Leao ti è sembrato nelle condizioni tattiche migliori per esprimersi?
"Leao non fa testo in questo senso perché, purtroppo, anche nelle precedenti stagioni non ha dato il meglio di sé, fatta eccezione per l'anno dello Scudetto. È sempre stato un oggetto un po' misterioso a Milano, quindi quest'anno non è stato diverso dagli altri e la sua dichiarazione lascia il tempo che trova. L'analogia che riesco a trovare è che entrambe le dichiarazioni vanno nella direzione di Allegri: una in maniera diretta e l'altra indiretta. Quando De Bruyne parla di Conte, in realtà si sta riferendo anche ad Allegri. Sta dicendo alla società: se questo è l'indirizzo tattico che stiamo assegnando al club, non so se sia il caso che io rimanga. Credo quindi che tutte queste dichiarazioni, direttamente o indirettamente, finiscano per riguardare Allegri."
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