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Il match-analyst Galardo: "Il 4-3-3 è una base, ma il vero segreto di Allegri è l'adattabilità"

Il match-analyst Galardo: "Il 4-3-3 è una base, ma il vero segreto di Allegri è l'adattabilità"
Ieri alle 16:00Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli Francesco Galardo analizza il metodo Allegri, il 4-3-3 e il possibile rilancio di Hasa e Lindstrom.

Francesco Galardo, match-analyst, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Un nostro ascoltatore ci chiede se la figura del mental coach possa favorire la crescita del Napoli, soprattutto nella gestione degli infortuni e delle difficoltà personali dei calciatori. "Assolutamente sì. Il mental coach ormai è una figura completamente riconosciuta all'interno degli staff. L'aspetto psicologico aiuta anche nella prevenzione degli infortuni e questo è un tema ormai studiato, ovviamente in abbinamento alle metodologie di allenamento che prevedono proprio la prevenzione degli infortuni. Mi collego anche al discorso che stavamo facendo prima sulla metodologia di lavoro. Metodologie come quelle che sta utilizzando Allegri possono servire proprio nella prevenzione degli infortuni, perché prevedono situazioni di gioco che simulano ciò che poi accade realmente in partita. Di conseguenza articolazioni e muscolatura vengono stimolate con movimenti che si ripetono durante la gara. Anche da questo punto di vista mi aspetto un miglioramento. È vero che Allegri ha riportato il pallone al centro del lavoro, però da qui a dire che questa metodologia funzioni bisogna aspettare. Non basta fare possessi palla, 5 contro 5 o 6 contro 6: tutto deve essere studiato nei minimi dettagli. Per adesso i segnali sono buoni, ma aspettiamo prima di esprimere giudizi definitivi."

Le prime esercitazioni sono state svolte con il 4-3-3. Pensi che possa essere il sistema di riferimento del nuovo Napoli oppure Allegri cambierà spesso in base agli avversari? "È una possibilità concreta, anche perché partire da un impianto già conosciuto è molto più semplice che stravolgere tutto e ricominciare da zero. Credo che il 4-3-3 sarà una delle soluzioni tattiche di Allegri. Però la parola fondamentale è adattabilità. Questo è l'aspetto che bisogna sottolineare del suo modo di allenare. Le grandi squadre europee hanno un'idea di gioco e dei principi ben definiti, ma poi si adattano a ciò che propone l'avversario. Negli ultimi anni, invece, si è un po' perso questo concetto, perché si è andati avanti con dogmi dai quali non si poteva uscire. Se invece arriva un allenatore che insegna alla squadra ad adattarsi a ciò che trova dall'altra parte, allora puoi partire anche da un 4-3-3, ma essere pronto a cambiare durante la partita. È questo che rende una squadra efficace. Se rimani chiuso nelle tue convinzioni, ci sono partite dalle quali non riesci a venirne fuori. Allegri deve partire proprio dal concetto di adattabilità e su questo sono completamente d'accordo."

Hasa e Lindstrom potrebbero essere le sorprese di questo ritiro di Dimaro? "Me lo auguro, soprattutto per Hasa, perché secondo me è un calciatore di grande qualità. Bisogna aspettare, perché ogni estate si dice che questo o quel giocatore possa restare. Io spero che possano rimanere entrambi, perché significherebbe che durante il ritiro hanno dimostrato di essere pronti. Soprattutto Hasa, ma ci metto tranquillamente anche Lindstrom, che secondo me sta raccogliendo molto meno rispetto alle sue reali potenzialità. Quando arrivò a Napoli mi piaceva tantissimo. Purtroppo la carriera di un calciatore dipende anche da tanti fattori e può capitare di incontrare un allenatore con cui non c'è compatibilità oppure una squadra che attraversa un momento difficile. Lindstrom, sotto questo punto di vista, non è stato fortunato. Mi auguro che riesca a ritrovare il suo potenziale e a dimostrarlo proprio a Napoli. Se così non dovesse essere, la società farà le proprie valutazioni."