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Dazn, Farina: "Rafa Marin è cresciuto, con Allegri può fare un altro salto”

Dazn, Farina: "Rafa Marin è cresciuto, con Allegri può fare un altro salto”TuttoNapoli.net
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Ieri alle 21:15Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli Luca Farina analizza Rafa Marin, Molina, Musso e il possibile rilancio di Miguel Gutiérrez.

Luca Farina, telecronista di Dazn per la Liga Spagnola, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.

Ti abbiamo interpellato per parlare di uno dei grandi protagonisti dei primi giorni del ritiro azzurro: Rafa Marin, rientrato dal prestito al Villarreal. Che calciatore ritrova il Napoli dopo questa esperienza e pensi che sia pronto per la Serie A? "Sicuramente è un difensore cresciuto. Diciamo che, se l’idea era quella di cercare un prestito stimolante per il livello della competizione, ma che potesse anche farlo sentire a suo agio, la scelta aveva senso. Comunque è il suo campionato, quello in cui un paio d’anni fa, ormai tre anni fa, con l’Alavés era esploso e aveva fatto benissimo. Si cercava la condizione migliore per far emergere le qualità di questo ragazzo, che rimane ancora molto giovane e ha compiuto da poco 24 anni. È stata un’esperienza interessante perché gli ha permesso di giocare la Champions League e il Villarreal ha chiuso la stagione qualificandosi nuovamente alla Champions. È qualcosa di molto complesso, perché per un club come il Villarreal arrivare davanti a una delle tre grandi, in questo caso davanti all’Atletico Madrid, è importante. Ha giocato la Champions, anche se non è stato un percorso esaltante, e ha disputato cinque partite. Credo che sia stata una stagione molto completa. Faceva parte delle rotazioni perché dietro c’era una certa abbondanza nel Villarreal e Marcelino, allenatore della scorsa stagione, ha ruotato spesso i calciatori tra campionato e coppe, cercando di tenere tutti sul pezzo. Magari soprattutto nella seconda parte di stagione è stato un po’ meno continuo, però penso che sia stata una stagione di conferma. Perlomeno in Spagna l’opinione pubblica ha detto questo: è stata una stagione in cui ha confermato di avere qualità. Per la seconda parte del ragionamento, ovvero la possibilità di adattarsi in Italia, è chiaro che qualche punto interrogativo in più rimane, perché lo abbiamo visto pochissimo due stagioni fa con il Napoli. Bisogna capire se possa essere un giocatore adatto. Cambieranno tante cose anche nel modo di difendere con l’arrivo di Allegri e sicuramente è un giocatore da tenere d’occhio, viste anche le condizioni di Buongiorno."

Se i tempi di recupero di Buongiorno dovessero essere lunghi, Rafa Marin potrebbe essere chiamato a sostituirlo. Può giocare sul centrosinistra in una difesa a quattro? Lo vedi adatto al modo di difendere di Allegri? "Quelle sono valutazioni che farà lo stesso Allegri. Io parto dalla base dell’allenatore, ovvero un tecnico che valorizza i difensori. Basta prendere l’ultimo Milan per vedere come, se magari sono stati depotenziati o non hanno reso al massimo alcuni giocatori più creativi o i finalizzatori, sul piano difensivo tanti calciatori hanno fatto un deciso passo in avanti. Penso a Gabbia, che tra l’altro ha in comune con Rafa Marin un passaggio al Villarreal nel suo percorso, ed è cresciuto. Anche Pavlovic ha fatto un passo in avanti notevole. Quindi penso alla capacità di Allegri di valorizzare i difensori e sicuramente Rafa Marin può beneficiarne. Al Villarreal ha giocato stabilmente nella difesa a quattro, quindi è un modulo che ha conosciuto la scorsa stagione con Marcelino, che sotto questo punto di vista è anche molto integralista. Gli piace una linea a quattro molto riconoscibile anche in fase di non possesso. È un modo di difendere che Rafa Marin ha imparato a fare e quindi sicuramente potrebbe farlo. Ha giocato anche sul centrosinistra. Nella seconda parte della stagione del Villarreal è stato lanciato un ragazzo giovane, Pau Navarro, che è destro e ha giocato sempre sul centrodestra. Quando ha giocato Rafa Marin, quindi, lo ha fatto praticamente sempre sul centrosinistra. È sicuramente qualcosa a cui è già abituato. Come caratteristiche ha chiuso anche con una buona media di passaggi, poco sopra il 90%, e con il 70% nell’ultimo terzo di campo. Andando a vedere i numeri freddi, è un giocatore che ha dimostrato di saper passare il pallone anche in zone di campo avanzate. Magari non sarà ancora un costruttore finissimo, però sicuramente è un giocatore che vedo bene anche in quella zona di campo. Per quanto riguarda l’adattamento al campionato italiano, cambieranno sicuramente tante cose rispetto alla Liga, perché ci sono modi di intendere e attaccare diversi da quelli italiani."

Restando in Liga, due calciatori dell’Atletico Madrid, Juan Musso e Nahuel Molina, sono stati accostati anche al Napoli. Potrebbe essere l’anno giusto per entrambi per tornare nel campionato italiano? "Sì, possono essere sicuramente discorsi attuali, perché parliamo di due giocatori che non sono partiti titolari nell’Atletico Madrid. Nel caso di Musso è chiaramente la riserva di Oblak, che ha un ruolo importante. Quando è stato chiamato in causa ha giocato parecchio e anche nel percorso fino alla finale di Coppa del Re è stato un grande protagonista. Ho commentato un paio di partite di quel percorso e l’ho visto bene tutte le volte che è stato chiamato in causa. Anche in campionato ha avuto sempre un buon rendimento. È un giocatore che magari da un paio d’anni non è più un portiere da 40 o 50 partite stagionali, però nelle 10 o 15 che ha dovuto disputare, più o meno negli ultimi due anni all’Atletico Madrid, ha sempre risposto. È un portiere che conosciamo, affidabile e da Nazionale. Pur non essendo il titolare dell’Argentina, è un portiere di alto livello. Bisogna capirne le motivazioni. Ovviamente un’eventuale prospettiva di tornare in Italia, in un campionato e in un ambiente che conosce già benissimo, per fare il titolare potrebbe essere allettante in questa fase della sua carriera, più che rimanere ancora a fare la riserva di uno dei migliori portieri al mondo. Per quel che riguarda Molina, è un giocatore che a Simeone piace tantissimo, perché, nonostante non lo reputi sempre un titolare, non lo ha mai messo in discussione. Tante volte è stato criticato e ha avuto dei passaggi difficili negli ultimi anni, soprattutto nell’ultima stagione, con una percezione negativa. Llorente, di fatto, nell’ultimo anno ha giocato titolare e lui si è dovuto un po’ adattare, ritagliandosi i suoi spazi nel corso della stagione. Su Molina ho qualche perplessità in più. Dipenderà molto dalle cifre. Lui potrebbe anche pensarci, perché il posto in Nazionale è quasi assicurato per il momento. Vedremo se Scaloni cambierà qualcosa a livello di gerarchie, però non è un giocatore che deve ragionare proprio in quell’ottica, perché alla fine nel gruppo della Nazionale c’è. Deve pensare alla possibilità di tornare a giocare in Italia e di essere più protagonista. Non mi hanno convinto del tutto, dico la verità, gli ultimissimi anni di Molina a Madrid. Mi ha fatto vedere qualcosa in meno rispetto a quanto di ottimo aveva mostrato a Udine. Magari si tratta di un discorso tattico: con Simeone è un po’ più bloccato nella fase difensiva e si esprime meno in avanti rispetto a quanto faceva a Udine. Sono due situazioni molto personali, soprattutto quella di Musso, che dipende dalla sua voglia di essere protagonista."

Molina potrebbe tornare su livelli molto alti in Italia giocando da esterno in una difesa a tre, magari in un 3-4-2-1? "Sì, potrebbe essere una soluzione adatta alle sue caratteristiche. Con maggiore libertà di spingere e meno compiti prettamente difensivi potrebbe probabilmente ritrovare quei livelli molto alti che aveva mostrato a Udine."

Stai commentando anche il Mondiale per DAZN. Come vedi la finale tra Spagna e Argentina? "Non è forse la finale che potevamo aspettarci alla vigilia delle due semifinali. La Spagna è una Nazionale molto forte, però la Francia si era presentata, con giusti meriti per quanto aveva fatto vedere, come una superpotenza e come una grande favorita. Invece la Spagna ha avuto l’enorme merito di annullare completamente la Francia per 90 minuti. Dall’altra parte, l’Argentina non partiva favorita contro l’Inghilterra, perché le ultime partite erano state faticose, sempre risolte all’ultimo, con delle rimonte e tanta sofferenza. Però è sempre arrivata alla fine superando l’ostacolo e lo ha fatto anche con l’Inghilterra. Si è alzato il livello e l’Argentina, a sua volta, lo ha alzato. È questo, secondo me, che tiene aperta la finale. L’Argentina non ha dato l’impressione in questo Mondiale, tolte un paio di partite del proprio girone, di superare nettamente gli avversari. Nonostante ciò, è una squadra bella da vedere in certi momenti, ma sembra sempre essere un gradino sopra l’avversario sul piano della competizione, della lotta e del duello individuale. È quello che tiene aperta la finale. La Spagna ha sicuramente un collettivo fenomenale e non abbiamo ancora visto Lamine Yamal al cento per cento. Potrebbe essere l’occasione giusta per spingere al massimo, anche se non sta benissimo fisicamente. Però l’Argentina ha uno spirito di gruppo che difficilmente si è visto a livello di Nazionali. È una squadra magica, si possono usare tanti aggettivi. È veramente una famiglia che scende in campo, si fa guidare da Messi e gioca per lui. È qualcosa di mai visto, perlomeno con i miei occhi, a livello di Nazionali. Questo fa credere che tutto sia possibile. Per me la Spagna ha qualcosa in più, però anche l’Inghilterra aveva qualcosa in più dell’Argentina e abbiamo visto come è andata."

Cosa pensi di Miguel Gutiérrez? Dopo un anno di ambientamento nel calcio italiano e con Antonio Conte, potrebbe diventare un uomo importante per il Napoli di Allegri? "Glielo auguro, perché è un giocatore per il quale stravedo e che conosco da tanti anni. Nel Girona, nella macchina perfetta di Míchel, era veramente uno dei giocatori che impressionavano di più per come interpretava il gioco. Per caratteristiche ricordava un po’ Cambiaso, con quella capacità di venire dentro il campo e impostare in mezzo. Era veramente bellissimo da vedere quel Girona e lui era uno degli elementi più interessanti per come interpretava il gioco. L’anno scorso non è stato semplicissimo, tra l’ambientamento, la concorrenza e la necessità di adeguarsi a un modo di giocare completamente diverso da quello di Míchel. Secondo me può avere veramente l’intelligenza per interpretare le situazioni che Allegri richiede ai suoi giocatori. Potrebbe parlare la lingua dell’allenatore nei momenti in cui c’è da fare una scelta in autonomia, occupare uno spazio o vedere un corridoio. Lui queste cose le capisce molto bene, quindi potrebbe scattare qualcosa tra lui e Allegri. Secondo me è un giocatore del quale in Italia non abbiamo ancora visto tutto il potenziale. Anche lui rimane giovane, ha 24 anni e tanti margini."

Lo immagini più come quinto di centrocampo o come terzino sinistro in una difesa a quattro? "Può fare anche il quarto. Alla fine quel Girona aveva un assetto molto ibrido: a volte giocava con tre centrali, altre volte con due terzini. Lui normalmente parte largo a sinistra, a destra non lo metterei, però a sinistra resta largo veramente poco perché viene sempre dentro il campo. Secondo me è una qualità che si può sfruttare, perché è qualcosa di molto moderno. Penso anche a Guardiola, che porta i suoi terzini dentro il campo. Non è facile trovare profili che sappiano interpretare questa modernità del ruolo come lui. Secondo me può funzionare anche da terzino in una difesa a quattro. Chiaramente non sarà mai un difensore robusto sul piano difensivo e bisognerà sempre avere qualche accorgimento sul suo lato, però è un giocatore che, anche da terzino, può andare benissimo."