Pastore su Allegri: "Se ha una squadra che può fare un calcio spettacolare, lo fa"
Il giornalista Adriano Pastore è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
Come vedi il nuovo ciclo con Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli?
"Devo dire molto bene, nel senso che penso sia stata la scelta migliore da fare in questo momento storico. Dopo un'annata complicata ci voleva un allenatore di grande esperienza, di grandi risultati e quindi uno quadrato, che sa essere il pugno duro della squadra ma sa anche essere amico con i calciatori. In questa fase, secondo me, è stata la scelta migliore. Qualcuno storce un po' il naso, dice che il gioco non è un bel gioco, ma per me sono tutti luoghi comuni. Ho avuto la fortuna di parlare con il mister privatamente un po' di anni fa e l'ho trovato uno pragmatico: per me, se ha una squadra dove può fare un calcio di un certo tipo, anche spettacolare, lo fa. Io ricordo la sua prima Juventus che faceva tanti gol, per esempio. Lui fa con ciò che ha. Ha una squadra importante e forte, con degli esterni importanti. Poi vedremo anche un attaccante importante, uno che lo scorso anno si è dovuto trasformare in Lukaku, quindi fare la boa lì davanti e segnare pochi gol, ma oggi è un attaccante che può fare veramente tanti gol con gli esterni del Napoli. Penso che Allegri sia uno molto intelligente e quindi punterà molto su questi calciatori che possono fare la differenza. Quindi, gioco bello o brutto che sia, penso che questo Napoli sarà comunque forte, spero sano come l'anno scorso. Ripeto: la scelta migliore che si poteva fare."
Giovanni Manna ha fatto capire che bisognerà prima vendere e poi comprare. Ti sorprende questa strategia?
"No, nel senso che mi ha sorpreso quella dello scorso anno. È stata la prima volta che il Napoli non ha lavorato prima in uscita e poi in entrata. Quella è la strategia del Napoli da sempre, che forse è anche la carta vincente, non semplicemente del mercato, ma quella che De Laurentiis ha adottato sin dal primo momento con il Napoli. Non ha mai derogato, è andato sempre dritto con le sue idee, compresa questa di lavorare prima in uscita e poi in entrata. Ha funzionato, alla fine, addirittura nell'anno del terzo Scudetto, dove tutti pensavamo che tutti quei calciatori in uscita importanti potessero creare problemi seri in una stagione con Spalletti, mentre invece poi abbiamo visto che i risultati sono arrivati. Non mi sorprende, ma avrà tanto da lavorare sicuramente, perché gli esuberi sono tanti. Non tutti sono utili, se pensiamo già a Lucca e anche Lukaku, immagino. Però c'è tanto altro materiale, a partire da De Bruyne, che secondo me sarà il centro di quello che sarà questo Napoli, perché è un giocatore che sta dimostrando anche ora ai Mondiali di stare bene e di fare ancora la differenza. Se la fa al Mondiale, figuriamoci in un campionato come quello italiano, che ormai è sempre un campionato importante e difficile, ma se hai qualità la differenza la fai ancora."
Cosa succederà con Lukaku? Verrà ceduto o con l'arrivo di Allegri potrebbe esserci una scelta diversa?
"È complicato, secondo me, nel senso che Lukaku è un bravo calciatore e quindi il ruolo da comprimario non gli sta benissimo, gli sta un po' stretto. È probabile che ci si possa accordare e che possa andare via. Io comunque lo terrei, perché è uno che in Champions serve, sicuramente anche in campionato. Uno con la sua esperienza in Champions, secondo me, può essere molto utile in partite complicate, come è stato anche nel quarto Scudetto del Napoli: la sua esperienza ha fatto la differenza. Quindi in Champions potrebbe essere la stessa cosa. Bisogna capire come sta mentalmente, attraverso un anno terribile, la perdita del padre, i problemi con Napoli. Bisogna capire tante cose, non è facile decidere cosa fare, ma lo faranno insieme."
Allegri ha sensibilità nei confronti dei giovani. Potremmo vedere Hasa, Rao e Vergara nel nuovo Napoli?
"Sarebbe molto bello. Lui è sensibile ai calciatori più giovani, è anche la vocazione di un allenatore, solo che oggi si è un po' persa di vista. Io spero per Vergara. Parlando con qualche collega non sento tanta fiducia verso Vergara, ma io penso che questo ragazzo l'anno scorso, in una stagione così importante e difficile, si sia fatto trovare pronto, perché non era facile nemmeno quello. Ricordiamo che ha segnato in tutte e tre le competizioni: campionato, Coppa Italia e Champions. Secondo me uno come Vergara, e anche Asa, hanno bisogno di spazio e io gliene darei, soprattutto a Vergara, che ha dimostrato di essere all'altezza di giocare a certi livelli."
Oltre al Napoli, quale squadra vedi come antagonista dell'Inter per la prossima stagione?
"Potrebbe essere una stagione più divertente ancora. Ovviamente l'Inter, ma c'è la Roma, c'è questo Como che sorprende. Quest'anno non penso che possa essere una che può lottare per lo Scudetto, ma può dare fastidio come ha dato fastidio quest'anno sicuramente. È un progetto indipendente che cresce. Io pensavo si accontentassero a un certo punto dell'Europa League e invece hanno fatto un risultato incredibile. Dico la Roma sicuramente. Il Milan non credo, perché mi sembra una società un po' allo sbando. La Juventus dipende da tanti fattori. Io quest'anno veramente non credevo che Spalletti non riuscisse a portare la Juventus in Champions, perché ha sempre centrato l'obiettivo e quindi può sbagliare un anno. La Juventus è comunque un club che deve tornare in qualche modo ai fasti di un tempo. Però la Roma quest'anno ha lavorato in un certo modo, anche all'inizio stagione sembrava potesse vincere il campionato. Io non riesco a fare mai pronostici, però mi godo partita dopo partita, perché il calcio cambia in nulla. Se pensiamo anche allo Scudetto vinto dal Napoli con Conte, sembrava quasi impossibile a un certo punto. Quindi mi godo la giornata domenica dopo domenica, quando si gioca di domenica, in maniera romantica."
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