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Rao, il prestito al Pisa fa discutere: il dibattito a Passionapoli

Rao, il prestito al Pisa fa discutere: il dibattito a Passionapoli
Oggi alle 21:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Rao, il prestito che fa discutere: Baratto e Luongo lo rivogliono a Napoli, Gaglione apre un altro scenario.

Il percorso di crescita di Emanuele Rao diventa argomento di discussione nel corso della live di PassioNapoli, su Radio TuttoNapoli, con Davide Baratto, Nicola Luongo e Guido Gaglione. Al centro del confronto non c'è tanto la scelta di mandare un giovane in prestito, quanto l'utilità dell'operazione quando il calciatore non riesce a trovare continuità.

A sollevare per primo il tema è Davide Baratto, che esprime un giudizio molto netto sul livello raggiunto dal ragazzo prima della partenza: "Per me Rao era già da Serie A. Vedere che non gioca al Pisa mi fa ribollire il sangue". Il punto, secondo Baratto, riguarda soprattutto la finalità del prestito. Lasciare Napoli dovrebbe significare avere maggiori opportunità di giocare e accelerare il proprio processo di maturazione. "Se deve stare in prestito per non giocare, che almeno si abbiano delle garanzie dal club dove lo si manda".

Una posizione sulla quale interviene anche Nicola Luongo, che arriva a una conclusione ancora più radicale: "Rao non si può vedere che a Pisa praticamente non gioca. Rao deve tornare a Napoli". Per Luongo, se il minutaggio dovesse continuare a essere così ridotto, diventerebbe legittimo interrogarsi sulla convenienza di proseguire l'esperienza lontano da Castel Volturno. "Se deve stare là a scaldare la panchina, meglio che torni a scuola dai campioni che abbiamo qua".

Il ragionamento apre una questione più ampia sulla gestione dei giovani: è sempre preferibile un prestito oppure, in assenza di spazio, può essere più formativo allenarsi quotidianamente con calciatori di alto livello e provare a ritagliarsi delle opportunità nel Napoli? A introdurre un punto di vista differente è però Guido Gaglione, che invita a non attribuire automaticamente alla società la responsabilità della partenza. "Quando si fanno questo tipo di scelte sono gli stessi calciatori che si sentono chiusi in un contesto considerato troppo importante rispetto a quella che è la loro condizione e il loro momento di carriera".

Secondo Gaglione, quindi, dietro una cessione temporanea può esserci anche la volontà del giovane di cercare altrove uno spazio che ritiene difficile ottenere restando in una rosa competitiva come quella azzurra. E sul caso specifico aggiunge: "Potrebbe essere stato, e credo che sia così, lo stesso Rao a premere affinché potesse lasciare Napoli". Tre interventi che portano così a una domanda comune, pur partendo da prospettive differenti. Se Rao ha lasciato Napoli per trovare maggiore continuità, il problema non è necessariamente averlo mandato in prestito: il problema nasce nel momento in cui quella continuità non arriva. Baratto ritiene che fosse già pronto per la Serie A. Luongo, davanti allo scarso utilizzo, preferirebbe riportarlo a Napoli. Gaglione ricorda invece come la scelta iniziale possa essere maturata anche dalla volontà dello stesso calciatore.