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Vergara, l'ex allenatore: "Il futuro di Napoli e Nazionale, che carattere! Vi dico di più sul ruolo"

Vergara, l'ex allenatore: "Il futuro di Napoli e Nazionale, che carattere! Vi dico di più sul ruolo"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 16:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Massimo Carnevale, ex allenatore di Vergara nell'Under 17 Napoli, racconta la crescita del talento azzurro: "Ha sempre avuto una personalità incredibile"

Massimo Carnevale, ex allenatore di Antonio Vergara nell'Under 17 del Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Vergara in Nazionale? È una felicità per tutti e per la famiglia del Napoli. Quando vedi un ragazzo da piccolo arrivare fin qui è qualcosa di straordinario. Di talenti a Napoli ne passano tanti e inizialmente speri soprattutto che possano restare nel mondo del calcio. Antonio sta facendo qualcosa di eccezionale. Le qualità si vedevano già da piccolo, ma soprattutto si vedeva la sua personalità. Mi sembra di rivedere lo stesso Antonio di allora: quello che faceva con i ragazzi oggi lo fa con i grandi. Non si emoziona e questo non mi sorprende. Sessanta o settantamila persone non lo condizionano, perché ha carattere e personalità. In qualsiasi contesto dimostra di divertirsi quando gioca ed è un piacere guardarlo".

Mancini lo vede anche come possibile ala destra dell'Italia, mentre nel Napoli lo abbiamo visto da mezzala, trequartista ed esterno. Qual è realmente il ruolo migliore di Vergara?
"Antonio può ricoprire più ruoli. Nasce trequartista, ma può giocare mezzala e può fare benissimo anche l'esterno alto. Ha le caratteristiche del centrocampista offensivo, un grande strappo, ma non disdegna assolutamente la fase difensiva. Quando perde il pallone vedete come va a riconquistarlo: recuperi in velocità, scivolate e strappi sono caratteristiche che possiede fin da bambino. Mancini e Allegri sapranno individuare il ruolo più adatto. Ha tantissima qualità e credo possa rappresentare il futuro sia del Napoli sia della Nazionale".

Come spieghi allora il poco spazio trovato finora con Allegri rispetto alla fiducia che gli sta concedendo Mancini in Nazionale?
"Credo siano semplicemente scelte tecniche. Allegri vede quotidianamente il ragazzo e sicuramente lo considera, ma bisogna anche ricordare il valore della rosa del Napoli. Antonio saprà conquistarsi il proprio spazio. Allegri è, a mio avviso, uno dei migliori allenatori in circolazione e saprà sfruttarlo e valorizzarlo al momento giusto. Siamo ancora all'inizio. In Nazionale Mancini sta facendo anche degli esperimenti pensando al futuro e non ha convocato soltanto Vergara, ma diversi giovani. Antonio, però, ha tutto per prendersi in mano il Napoli del futuro e diventare un punto di riferimento anche per l'Italia, soprattutto grazie alla sua grande personalità".

Vergara è una delle gemme prodotte dal vivaio azzurro. Perché il Napoli, nonostante l'enorme quantità di talento presente in Campania, è riuscito a portarne relativamente pochi fino alla prima squadra?
"Bisogna fare un applauso a Gianluca Grava e al suo staff, perché nel settore giovanile del Napoli passano tantissimi talenti. Io ci sono stato nove anni e ho avuto la fortuna di allenarne diversi. Per esempio ho sempre considerato Gianluca Gaetano uno dei talenti più importanti che abbia avuto. Poi ci sono Ambrosino e tanti altri. Il problema è che per diventare calciatori non basta il talento: servono caratteristiche mentali, sacrifici e anche una famiglia equilibrata alle spalle. Poi entrano in gioco procuratori, contratti e tantissimi altri fattori. Il Napoli potrebbe fare da padrone in Italia e secondo me anche in Europa, perché in Campania ci sono alcuni dei migliori talenti italiani. Quando affrontavo Roma, Inter o Juventus trovavo spesso quattro o cinque napoletani nelle loro squadre. E pensavo: potrebbero stare tutti a Napoli, a casa loro, formando una squadra importante che diventerebbe anche un serbatoio per la prima squadra. Poi alcuni possono essere mandati a maturare in Serie B o altrove, esattamente come è successo con Vergara. Bisogna saper aspettare i ragazzi".

C'è chi continua ad avere qualche dubbio sulla tenuta atletica di Vergara. Avendolo allenato, ritieni possa sostenere partite intere ad alta intensità?
"Non ho dubbi. Già nel settore giovanile riusciva a disputare partite ad alto livello. Basta guardare quello che ha fatto con la Nazionale: ha giocato ad altissima intensità, ha corso tantissimo, ha mostrato qualità, è andato a rifinire e poi è tornato fino alla propria area di rigore. È normale che dopo ottanta minuti giocati in quel modo possa accusare un po' di stanchezza. Nel Napoli ha giocato meno semplicemente perché gli è stato concesso quel minutaggio, non perché non abbia tenuta fisica".

Fisicamente è cambiato molto rispetto al ragazzo che allenavi nell'Under 17?
"È cresciuto tantissimo e si è strutturato. Non è diventato un metro e novanta, ma ha acquisito molta forza ed è oggi un calciatore decisamente più strutturato rispetto agli anni del settore giovanile. Allora era ancora piccolino, però personalità e qualità erano già evidenti. Il Napoli e in particolare Grava sono stati bravi a tenerselo stretto, aspettarlo e mandarlo a maturare in altri club. Oggi si ritrovano un campioncino. E il merito enorme è anche di Antonio, perché ha saputo farsi trovare pronto esattamente nel momento in cui il Napoli aveva bisogno di lui".