Conte e Manna come Spalletti e Giuntoli? La situazione

Conte e Manna come Spalletti e Giuntoli? La situazione
Oggi alle 12:15Rassegna Stampa
di Daniele Rodia
Come nell'estate del primo scudetto ADL, le ombre si allungano sia sulla panchina che sulla scrivania del direttore sportivo.

La storia al Napoli sembra volersi ripetere. Come riporta La Repubblica, le similitudini con l'estate del primo scudetto dell'era De Laurentiis sono sorprendenti: allora fu Luciano Spalletti a essere incerto sul futuro con un anno di contratto rimasto, e Cristiano Giuntoli a lasciare il club verso nuovi orizzonti. Oggi i protagonisti cambiano — Antonio Conte al posto di Spalletti, Giovanni Manna al posto di Giuntoli — ma la geometria della situazione è quasi identica. E come allora, a fine stagione non è da escludere un'altra rivoluzione profonda nell'organigramma e nel calciomercato del club azzurro.

Manna verso la Roma? Il ds del Napoli ha ricevuto un'offerta ricca: tre scenari per De Laurentiis

Il dossier più urgente riguarda Giovanni Manna. Secondo Repubblica, la Roma ha presentato al direttore sportivo del Napoli un'offerta concreta e significativamente più ricca rispetto all'ingaggio attuale in azzurro. I due si sono già incontrati più volte negli ultimi giorni e la decisione sembra vicina. Sul tavolo di De Laurentiis ci sono tre opzioni: costringere Manna a restare alle condizioni esistenti sfruttando il contratto in essere, blindarlo con un adeguamento economico importante, oppure accettare una separazione consensuale. Le chance di addio, sottolinea il quotidiano, non sono affatto da scartare.

Conte resta al Napoli? Il tecnico deciderà da solo: contratto fino al 2027, zero rischi di esonero. Prima però la Champions

Sul fronte Conte, invece, il quadro è diverso. Il tecnico salentino ha il contratto fino al 2027 e il Napoli non ha alcuna intenzione di esonerarlo: quella decisione appartiene esclusivamente a lui. Sarà Conte, e solo lui, a scegliere se proseguire il progetto azzurro o voltare pagina. Un potere negoziale rarissimo nel calcio moderno, che trasforma ogni sua dichiarazione in un segnale da decifrare. Ma ogni riflessione sul futuro passa inevitabilmente per un presente ancora aperto: prima di tutto, la matematica qualificazione in Champions League. Il resto può aspettare.