Serie A, dott. Nanni: "La regola sul nuovo positivo può cambiare in corsa”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” è intervenuto Gianni Nanni, medico sociale del Bologna e medico della Serie A.
01.06.2020 22:20 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
Serie A, dott. Nanni: "La regola sul nuovo positivo può cambiare in corsa”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” è intervenuto Gianni Nanni, medico sociale del Bologna e medico della Serie A: “Dobbiamo essere ottimisti, speriamo che i dati epidemiologici ci aiutino ad arrivare in fondo al campionato senza problemi. Chiaramente è stato un lavoro molto duro, abbiamo dovuto fare un protocollo che potesse dare un po’ più di libertà alle squadre non andando in ritiro da subito ma senza rinunciare alla sicurezza, anzi abbiamo stretto molto le maglie. Lavoro duro ma portato in fondo, c’è ancora da lavorare però sul protocollo gare che è da uniformare alle giornate e alle partite. Sarebbe bene organizzare i controlli il giorno prima della gara, sarebbe un ulteriore passo avanti.

Responsabilità penale dei medici? Ovviamente il medico ha una responsabilità sanitaria, deve stare attento ai protocolli e sottoporre gli atleti ai controlli, oltre che valutare gli esami fatti. Però non è una responsabilità di vigilanza, un medico non può guardare se le persone si comportano in maniera non corretta. Il medico informa, stimola le misure di sicurezza, fa in modo che gli esami vengano eseguiti secondo il protocollo ma non può fare il poliziotto.

Quarantena del nuovo positivo nel protocollo gara, ottimista su cambio regola in corsa? La regola non possiamo cambiarla noi, la regola perché fa parte di un decreto ministeriale di febbraio, possono cambiarla solo il Governo e il CTS. Qualora i dati si confermino in miglioramento potrebbe esserci questa possibilità di togliere la quarantena, o quantomeno attenuarla per il calcio. Noi cercheremo di fare più controlli nel gruppo squadra, andremo in ritiro. Poi la speranza è che si possano accorciare i tempi, un conto è perdere cinque partite e un conto è perderne una. Se si perde una partita si riesce a recuperarla prima o poi, se se ne perdono cinque, a questo ritmo, diventerebbe impossibile.

Riapertura stadi per una parte di spettatori? L’auspicio è quello, i calciatori stessi non si trovano bene con lo stadio vuoto, è difficile entrare nell’atmosfera della gara senza gli spettatori. Speriamo. Effettivamente per pensare a uno stadio come prima, è troppo presto. Probabilmente, con dati buoni, si può pensare a un ingresso di un numero limitato di spettatore. Sarebbe un buon punto di partenza, con distanziamento sociale e misure di sicurezza. Se aprono i teatri e altri spettacoli, perché non gli stadi.

Aumento rischio infortuni e preparazione? Dal punto di vista fisico abbiamo avuto tempo per prepararci, individualmente ci si allena dal 4-5 maggio, si arriverà a metà di giugno con un buon background. Diverso il discorso della probabilità di infortuni: chiaramente giocando tre partite a settimana il rischio aumenta. Il fatto di avere 5 sostituzioni però aiuta, sarà un po’ come fare un Mondiale un po’ più lungo. Certo, mi aspetto che gli infortuni muscolari possano aumentare un po’ rispetto alla norma, anche questa sarà una sfida. Abbiamo ottimi medici e fisioterapisti, sarebbe un ottimo risultato se riuscissimo in qualche modo a mantenere la stessa incidenza e media di infortuni pre COVID-19”.