Critiche a Hojlund, ma i numeri lo scagionano. E svelano il vero problema del Napoli
Due gol nelle prime cinque giornate di campionato, ma pochissime occasioni per incidere realmente. Per il Napoli e ovviamente in primis per il suo centravanti, Rasmus Hojlund, costantemente al centro del dibattito ma che paga anche l'approccio scelto da Massimiliano Allegri in un avvio complicato da assenze e calendario. Il dato più significativo riguarda i palloni giocati dal danese dentro l'area avversaria: 2 contro il Genoa, 3 col Como, 2 con l'Inter, appena uno contro l'Arsenal, 6 col Bologna e nuovamente 2 contro la Fiorentina. Totale: 16 tocchi in in area in sei partite, con Napoli-Bologna unica vera eccezione.
Hojlund lontanissimo da Lautaro, Malen e Dybala
Il confronto con gli altri attaccanti rende ancora più evidente l'isolamento di Hojlund ed un gioco poco propositivo. Lautaro Martinez totalizza 48 tocchi in area in sei gare, Malen 47 e Dybala 44. Seguono Douvikas e Kolo Muani a 31, Ramos a 26, Thuram a 26 e Raimondo a 20. Senza considerare la sfida contro il Bologna, Hojlund si ferma addirittura a una media di due palloni giocati in area a partita.
Napoli settimo per tocchi in area: Allegri cerca una svolta dopo la sosta
Il problema coinvolge l'intera produzione offensiva: il Napoli è soltanto settimo in Serie A per tocchi nell'area avversaria con 137, dietro Roma (219), Inter (215), Como (209), Fiorentina (158), Juventus (154) e Sassuolo (145). Numeri che aiutano a contestualizzare il rendimento di Hojlund, spesso chiamato al lavoro di sponda lontano dalla porta. Dopo la sosta, i rientri di Alisson Santos e McTominay e la crescita di elementi offensivi come David Neres possono offrire ad Allegri nuove soluzioni per aumentare i rifornimenti al centravanti danese.
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