Scandalo Suarez: c’è già la prima sentenza

25.09.2020 08:06 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
Scandalo Suarez: c’è già la prima sentenza

(di Arturo Minervini) - "Forse l'etica è una scienza scomparsa dal mondo intero. Non fa niente, dovremo inventarla un'altra volta". Jorge Luis Borges, l’illuminato poeta che come pochi altri prima di lui aveva fotografo ne ‘I Giusti’ la virtuosità dei piccoli gesti, parlava di etica come scienza scomparsa. Materia ormai sempre più rara, passata in secondo piano come uno strumento che emette un suono che poche anime son disposte a sopportare. 

Cos’è l’etica? Come si combina con l’ossessione per il risultato? Può convivere con principio come ‘vincere è l’unica cosa che conta’? Nel calcio, nella vita e forse anche nei tribunali. Si parla del caso Suarez, questione che mette un rosso profondo di vergogna sulle guance della nostra Italia. L’italietta, arruffona, imbrogliona, maledettamente provinciale nella peggiore accessione del termine. Delle teste basse, delle lingue srotolate come tappeti, dei borghesucci che anelano l’attenzione per qualche secondo dei potenti. 

Cosa raccontano le intercettazioni di Perugia? Sul piano giuridico qualcosa, magari poco, forse addirittura nulla. Questo lo stabiliranno gli organi competenti, nelle sedi opportune. 

C’è però un tribunale, che non emette sentenze esecutive, ma che urla sdegno e indignazione. È un tribunale morale, una voce profonda che si cerca di zittire come Pinocchio col suo Grillo Parlante. È un tribunale che non ha bisogno di troppe prove per emettere le proprie sentenze, perché certi comportamenti sono immorali sin dal primo vagito. Nascono cattivi, guasti, anche se possono viaggiare sui binari della legalità facendo gli equilibristi sui fili della giustizia. 

La prima sentenza sul caso Suarez c’è. È senza appello. Arriva dal senso etico, dalla semplice contrapposizione tra quello che è giusto e quello che non è giusto fare. La cittadinanza è una cosa seria, è un fuoco che arde. È il sentirsi parte di un tutto, sineddoche che non può essere stuprata cercando scorciatoie. Una regola è una regola fino a che è uguale per tutti: nell’istante preciso in cui tradisce questo principio diventa ingiustizia. 

Tutte le voci che la Guardia di Finanza ha intercettato nell’affare Suarez hanno, in misure differenti, tradito sul semplice principio etico che dovremmo sentire come nostro. Se gli ultimi sono ultimi è perché i primi restano irraggiungibili, fino a che ci sarà qualcuno che gli aprirà porte che ad altri sono sbarrate.