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Vergogna Italia! Male già in 11, soffre in 10 e perde ai rigori: la Bosnia al Mondiale

Vergogna Italia! Male già in 11, soffre in 10 e perde ai rigori: la Bosnia al MondialeTuttoNapoli.net
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Ieri alle 23:36In primo piano
di Francesco Carbone
La cura Gattuso non ha sortito gli effetti sperati e, per la quarta volta nella storia e la terza consecutiva, gli azzurri guarderanno la competizione dal divano.

L’Italia è fuori dal Mondiale. La cura Gattuso non ha sortito gli effetti sperati e, per la quarta volta nella storia e la terza consecutiva, gli azzurri guarderanno la competizione dal divano. Con lo stesso undici sceso in campo giovedì sera, l’Italia si è trovata davanti una Bosnia più aggressiva e tecnica, con centrocampisti ed esterni capaci di mettere in difficoltà gli azzurri con il palleggio. Dopo appena 15 minuti, il portiere bosniaco Vasilj ha regalato involontariamente il vantaggio agli ospiti, servendo il pallone a Barella che ha poi assistito Kean per il gol del vantaggio: il sesto nel ciclo Gattuso per l’attaccante della Fiorentina, con una conclusione di prima intenzione imprendibile.

La rimonta bosniaca e i rigori fatali

La partita, però, non è stata in discesa per l’Italia. Dopo il vantaggio, gli azzurri hanno rallentato, e la Bosnia, senza mai perdere la bussola, ha progressivamente preso il controllo, rendendosi pericolosa minuto dopo minuto. Nel primo tempo, Demirovic e Memic hanno sfiorato il pareggio, mentre Bastoni è stato espulso al 42’ per un fallo da ultimo uomo, lasciando l’Italia in inferiorità numerica per tutta la ripresa. Con Gatti e Palestra inseriti da Gattuso, gli azzurri hanno tentato qualche ripartenza sporadica, ma la Bosnia ha chiuso il gioco nella loro area, trovando l’1-1 al 79’ con Haris Tabakovic. Nei tempi supplementari, l’episodio più clamoroso è stato il mancato rosso a Muharemovic per un fallo su Palestra, aumentando la tensione fino ai rigori. Dagli undici metri, gli errori di Esposito e Cristante hanno consegnato la qualificazione ai bosniaci, che eliminano così anche l’Italia.