Lo Monaco: "Lukaku può curarsi dove vuole, ma prima il Napoli deve capire come sta"

Lo Monaco: "Lukaku può curarsi dove vuole, ma prima il Napoli deve capire come sta"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 21:10Le Interviste
di Davide Baratto
Il dirigente sportivo analizza il caso che tiene banco tra Lukaku e il Napoli. Il punto sulla corsa Scudetto con l'Inter e sulla Nazionale

Il dirigente sportivo Pietro Lo Monaco è intervenuto sulle frequenze di Radio Napoli Centrale nel corso di Un Calcio alla Radio, per parlare dei temi attuali in casa azzurra: "Caso Lukaku? Bisogna conoscere i regolamenti. Il regolamento collettivo con i calciatori firmato assieme a Lega, Assocalciatori, consente di curarsi dove e come vuole una volta appurata la problematica fisica. È sbagliato dal punto di vista deontologico il fatto che Romelu stia accusando la gestione medica del Napoli. Sta dicendo che si è fatto male e non sono stati capaci a curarlo e allora lo fa per conto suo. Pecca quantomeno di buon comportamento ad accusare la consulta del Napoli. Non è così che uno se ne esce fuori. In passato ha già fatto qualche giochetto con altri club. È una violazione non presentarsi? Assolutamente sì, perché il Napoli è legittimato a capirci qualcosa e capire se sta bene o sta male. Ma l'accordo collettivo mette il giocatore di decidere dove curarsi. Il Napoli oggi non sa cosa ha il ragazzo.

Campionato riaperto? Il calcio è imprevedibile. Quello che fino a ieri era impossibile pensare, alla luce di certe circostanze può cambiare tutto. Ci sta che il Napoli batta il Milan e la Roma possa fare risultato a San Siro. Dovesse succedere qualcosa, ci sarebbe da ridere. La Roma perse lo Scudetto in casa. L'Inter quando venne a Catania e gli demmo tre 'pappine'. Ma la Roma giocava contro la Sampdoria e perse. E rimasero a un punto. La Nazionale? La situazione diventa drammatica se non andiamo al Mondiale. Siamo già in una crisi che merita un'attenzione e rivoluzione. C'è l'immobilismo più totale. In Consiglio Federale le società hanno ottenuto che l'indice di liquidità cambiasse. Ma questo non ha nulla a che fare con le riforme del calcio. La gente si sta disinnamorando. Non ho mai visto tifoserie intere non andare allo stadio".