Martino: "Vi svelo la formazione per Napoli-Lecce! Conte ha un solo dubbio"

Martino: "Vi svelo la formazione per Napoli-Lecce! Conte ha un solo dubbio"
Oggi alle 19:40Le Interviste
di Pierpaolo Matrone
Oggi su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il radiocronista di Radio CRC Carmine Martino.

Oggi su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il radiocronista di Radio CRC Carmine Martino. Di seguito le sue parole: "Meglio la Champions League o Diletta Leotta? Preferisco la Champions (ride; ndr) Vi dico la formazione titolare del Napoli per il match contro il Lecce: Milinkovic-Savic; Beukema, Buongiorno e Olivera; Politano, Anguissa, Gilmour, Gutierrez, Giovane; Alisson Santos; Hojlund. Il mio unico dubbio è legata alla presenza o meno dal primo minuto di Giovane, facendo partire dalla panchina di Elmas, o viceversa.

Penso sia più probabile che Elmas parta dal primo minuto mentre Giovane dalla panchina. Tutto dipende dallo stato di salute del macedone che potrebbe anche tirare un po’ il respiro, partendo dalla panchina. Dobbiamo vedere quanta voglia avrà Conte di impiegare Giovane e come lo ha visto nell’arco della settimana in quel ruolo dal primo minuto. Penso che il brasiliano possa esserci in campo per il fischio d’inizio dell’arbitro.

È un'ottima occasione per vedere Giovane in campo anche se il Lecce è una squadra in forma. Nel primo tempo contro la Cremonese i pugliesi hanno giocato. Tutte le squadre del tecnico leccese Di Francesco giocano sempre a calcio.



Politano ci ha dato dentro per tutta la stagione, ci possono stare delle pause. Lui è rientrato dall’infortunio. Magari lui trova subito la forma, ma poi proseguire su certi standard non è mai semplice. Sono curioso di vederlo in campo contro il Lecce e come si comporterà. Contro Gallo penso che il duello lo possa vincere. Per fortuna c’è anche Gutierrez, su quella fascia bisogna stare molto attenti.

Non parlerei di fallimento o di crisi totale per il percorso delle squadre italiane in Champion League. Tutto dipende dalle annate. Il Napoli di Spalletti affrontò il Milan ai quarti di finale di Champions. Ci sono stati dei periodi positivi in Europa per l’Italia con l’Inter che è arrivata in finale. Il problema principale è legato ai giocatori. Se non hai calciatori di primissimo livello, non riesci ad arrivare fino in fondo soprattutto in Champions. Le italiane in Europa vincevano e dominavano quando avevano i giocatori più forti in circolazione.

L’Atalanta si è suicidata contro il Bayern Monaco, non può essere inserito in questo contesto. Mi dispiace dirlo poiché ho sempre seguito con estremo interesse il percorso di Raffaele Palladino da quello che ha fatto a Monza che è stato sbalorditivo a come ha proseguito la sua carriera presentandosi a Bergamo. Una squadra come l’Atalanta non può giocare contro i bavaresi che sono tra i più forti. Ci vuole umiltà e rendersi conto della forza degli avversari. I bergamaschi hanno regalato letteralmente la partita ai bavaresi.

C’è un un altro fattore che incide nel percorso delle italiane in Europa: l’identità del calcio italiano. L'identità del calcio italiano non è ancora ben definita. Quando si pensa al calcio italiano tutti pensano al catenaccio e a quel tipo di gioco legato all’attesa e al contropiede e alla ripartenza. Qualcosa è cambiato sia con Sacchi che con Mancini che è riuscito a dare una dimensione diversa al calcio italiano con la nazionale italiana. Ci sono stati momenti, adesso c’è una mancanza d’identità all’interno del calcio italiano che non ci permette di avere una squadra come il Bodo Glimt che, anche se non ha grandissimi interpreti, riesce ad andare fino in fondo. Quello, però, è un miracolo che si verifica dopo non so quanti anni. Forse, uno su un decennio. I norvegesi hanno giocato in Europa praticamente mentre erano in letargo (ride; ndr)".