Italia, Gattuso: "Bosnia è fisica e sa giocare, il campo un alibi. C'è un aspetto molto importante"

Italia, Gattuso: "Bosnia è fisica e sa giocare, il campo un alibi. C'è un aspetto molto importante"TuttoNapoli.net
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Oggi alle 20:00Mondiali
di Davide Baratto
Il ct della Nazionale presenta lo spareggio Mondiale in programma domani: positività e paura, il campo e l'avversario, il momento del calcio italiano

Gennaro Gattuso, commissario tecnico della Nazionale italiana, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match con la Bosnia ed Erzegovina, finale dei play-off per accedere ai Mondiali 2026. Di seguito le sue dichiarazioni: "Uguale a quando eravamo a Bergamo, cambia poco. Oggi ci giochiamo tanto, lo sappiamo io, il mio staff, i miei giocatori. Giochiamo contro una squadra forte, con giocatori di qualità, forti fisicamente. Ci vuole una grandissima Italia per riuscire a coronare il sogno di tornare ai Mondiali".

Sui motivi per essere positivi.

"Spero di non deluderli, scenderemo in campo con grande voglia e veemenza. È l'aspetto più importante della nostra storia calcistica, siamo diventati campioni pur non essendo i più forti, ma con grande cattiveria agonistica e sofferenza. Non deve mancare questo".

Sulla paura.

"Quando fai il calciatore o l'allenatore... Le partite sono difficili, soprattutto quando non puoi sbagliare, non puoi fallire. Poi puoi dire quel che vuoi ai calciatori. Loro vanno in campo e tatticamente l'altra sera l'abbiamo sbagliato. Secondo me qualche problematica, sotto l'aspetto tattico, l'abbiamo trovata. Siamo stati molto bravi, la verità è una sola. Parlo del mio percorso: noi sette mesi fa non eravamo questi, soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta, ci creavano occasioni da gol. In sette mesi questa squadra nell'annusare il pericolo, lavorare in maniera diversa, è migliorata. Forse non abbiamo giocato in maniera ultraoffensiva e ci sta essere meno brillanti. Preferisco in questo momento una squadra che stia bene in campo, che soffra meno, per essere meno bellini. Pensiamo al concreto".

Come avete trovato questo campo?

"Non dobbiamo pensare a quello. È un alibi. Se il campo è brutto lo è per entrambi, la partita bisogna giocarla. Se pensiamo al campo, alla tribuna... No, è da deboli. L'ho visto il campo e può andare. lo ho fatto un anno qui vicino, so bene cosa vuol dire. I campi brutti erano quelli dove giocavo con l'Hajduk. Sinceramente anche se fosse stato brutto possiamo fare poco. Dobbiamo pensare a che squadra sono loro".

Sull'autobus del tecnico bosniaco.

"Sergej Barbarez è un grande giocatore di poker... Lo apprezzo. Giocava attaccante, capelli biondi, al Leverkusen, all'Amburgo. È un allenatore preparato, si sa far volere bene, entra nell'animo dei suoi calciatori. Era un giocatore importante, con la maglia della Nazionale penso che abbia fatto 45-47 partite, segnato diversi gol. Lasciamo stare i discorsi della polemica con Dimarco, quelle sono stupidaggini. Siamo stati stupidi noi a farci del male da soli. Abbiamo sempre saputo che la Bosnia è di qualità, fisica, quando ti viene addosso si fa sentire. Sa soffrire e sa giocare, i due attaccanti, quando devono ricevere il cross, sanno muoversi molto bene. Per legare il gioco fanno robe interessanti con Dzeko. Sanno cosa devono fare. Scherzava? Lo avevo capito. Gli sto facendo un complimento, mi piace molto come personaggio".

Cosa succede al calcio italiano se non si qualifica al Mondiale?

"Non credo sia la sede adatta. Sicuramente posso parlare di me, sarà una delusione. Una mazzata importante, dovrò assumermi le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parleremo dopo. Per ora la testa non ce la siamo spaccata, se succederà ci metteremo i punti. C'è gente preposta a dire cosa succederà, il mio pensiero lo tengo dentro di me".

Lei è stato un anno all'Hajduk, riesce a capire meglio la mentalità balcanica?

"lo sono stato bene all'Hajduk, quello che vedo nella nazionale bosniaca è un mix. Di giocatori forti fisicamente. Ho fatto giocare tantissimi giovani, non hanno paura, sono sfacciati. Hanno grande forza fisica, mi aspetto questo. Perché ha queste caratteristiche qui".

Quali sono i miglioramenti?

"Siamo un gruppo unito, vedo questi ragazzi dal primo giorno. All'inizio abbiamo preso gol assurdi, eravamo fragili, facevamo fatica a tenere il campo. Con Israele, alla prima difficoltà, abbiamo rischiato di buttare una partita finita. Questo è un aspetto e siamo migliorati. Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, una fascite plantare e un problema al ginocchio. Tantissimi altri giocatori a Bergamo: Zaccagni doveva fare la risonanza oggi e ha priorità il club giustamente. È fondamentale vedere questo attaccamento. Dicevano non ci fosse amor proprio, che a nessuno importava. lo lo vedo e mi auguro di cuore, ma non a livello personale bensi per questi ragazzi, di raggiungere questo obiettivo qui. Per come la vivono. Sono orgoglioso, sono contento, anche se le cose andranno male. Spero di no, mi tocco".