Napoli, partenza in salita: infortuni, mercato frenato e una squadra ancora in cerca della forma migliore

Napoli, partenza in salita: infortuni, mercato frenato e una squadra ancora in cerca della forma migliore
Oggi alle 13:10Notizie
di Redazione TN
Napoli, sette punti in cinque giornate: infortuni, condizione e poca concretezza frenano gli azzurri, ora attesi dalla sosta.

Il Napoli immaginava probabilmente un avvio diverso. Dopo il secondo posto della scorsa stagione e il cambio in panchina con l'arrivo di Massimiliano Allegri, l'obiettivo era ripartire immediatamente nelle zone alte della classifica, dando continuità a una rosa costruita negli ultimi anni per competere ai massimi livelli. Le prime settimane hanno invece raccontato una storia più complicata. In Serie A gli azzurri hanno raccolto sette punti nelle prime cinque giornate, mentre l'esordio in Champions League si è concluso con una sconfitta casalinga contro l'Arsenal. Nel mezzo sono arrivati problemi fisici, una campagna acquisti condizionata dalla necessità di sfoltire l'organico e una condizione atletica che lo stesso Allegri ha indicato come ancora in crescita.

Il quadro non è necessariamente quello di una squadra in crisi, soprattutto considerando quanto sia ancora breve il campione di partite. Esistono però criticità piuttosto evidenti. Il pareggio contro la Fiorentina ha confermato come il Napoli sia ancora alla ricerca di quella continuità necessaria per trasformare le fasi positive delle partite in risultati pesanti. Nulla è compromesso in Serie A, ma Allegri dovrà sfruttare la pausa per lavorare sugli aspetti che hanno caratterizzato questo primo mini-ciclo di stagione e recuperare progressivamente gli elementi indisponibili. Anche le partite di Champions League rappresenteranno un banco di prova importante per una squadra che deve ancora trovare il proprio equilibrio.

Sette punti in cinque giornate e un cammino già irregolare

L'inizio era stato incoraggiante. Il Napoli aveva espugnato Marassi battendo il Genoa 2-0, ma alla prima al Maradona è arrivata la sconfitta per 2-1 contro il Como. Poco dopo gli azzurri hanno perso 3-2 sul campo dell'Inter, nonostante fossero riusciti a portarsi sul doppio vantaggio nei primi minuti della ripresa. È quindi arrivato lo 0-1 interno contro l'Arsenal in Champions League, prima della vittoria per 1-0 contro il Bologna che ha interrotto la serie negativa.

A Firenze è arrivato infine l'1-1 contro la Fiorentina. Il Napoli è passato in vantaggio con Billy Gilmour al 23', ma a inizio ripresa Alex Jimenez ha ristabilito la parità. Gli azzurri hanno avuto altre occasioni per tornare avanti, senza però riuscire a trovare il gol decisivo. Al termine della gara Allegri ha sottolineato proprio la necessità di essere più lucidi e determinati nelle situazioni offensive, riconoscendo alla squadra una prestazione positiva ma non sufficiente per portare a casa i tre punti.

Il bilancio dopo cinque giornate è quindi di due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Sette punti che tengono il Napoli ancora vicino al gruppo di testa, ma che evidenziano anche la necessità di trovare maggiore continuità nelle prossime settimane.

Gli infortuni hanno condizionato l'intera preparazione

Uno degli elementi che ha accompagnato l'avvio di stagione è stato il numero degli indisponibili. Il Napoli ha iniziato il campionato dovendo fare i conti con diverse assenze, costringendo Allegri a modificare uomini e soluzioni già nelle prime settimane.

Uno dei primi casi è stato quello di Alessandro Buongiorno. Gli accertamenti effettuati durante l'estate hanno evidenziato la necessità di intervenire chirurgicamente per riparare la radice del menisco mediale del ginocchio destro. Il difensore ha così saltato il precampionato ed è rimasto fuori dalla lista UEFA per la prima fase della Champions League.

Poco dopo si è fermato Luca Marianucci, alle prese con una lesione di alto grado del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro rimediata in amichevole. Anche lui è rimasto fuori dalla lista Champions. A complicare ulteriormente il quadro è stato poi il problema di Scott McTominay: al centrocampista è stata diagnosticata un'aritmia cardiaca benigna ed è stato successivamente sottoposto con successo a una procedura di ablazione in Inghilterra.

La situazione si è ulteriormente complicata contro l'Arsenal. Alex Meret ha riportato una lesione di basso grado dell'adduttore lungo della coscia sinistra, mentre Alisson Santos ha accusato una lesione di medio grado del bicipite femorale sinistro. Anche Anguissa ha dovuto gestire un problema muscolare, pur tornando progressivamente ad allenarsi con il gruppo. Alla vigilia della sfida di Firenze, Allegri aveva inoltre annunciato il rientro del centrocampista e indicato la sosta come un momento utile per recuperare altri elementi.

Il risultato è stato un Napoli costretto a cambiare uomini, gerarchie e soluzioni quasi continuamente, con una rosa che solo nelle prossime settimane potrà essere valutata con maggiore continuità.

Un mercato frenato dalla necessità di cedere

A rendere più delicata la situazione è stata anche una sessione estiva nella quale il Napoli ha dovuto gestire un organico numericamente ampio e diverse situazioni di rientro dai prestiti. Il club ha lavorato sia sulle uscite sia sugli innesti necessari per completare la rosa, arrivando a definire le operazioni più importanti nel corso dell'estate.

Non si è trattato quindi di immobilismo sul mercato. Il Napoli ha inserito Favasuli e Badiashile e ha definito diverse operazioni a titolo definitivo o legate ai prestiti già esistenti. Parallelamente sono partiti diversi elementi, tra cui Romelu Lukaku, ceduto a titolo definitivo al Fenerbahçe, oltre ad altri giocatori che hanno lasciato il gruppo dopo essere rientrati dai rispettivi prestiti.

Proprio la cessione di Lukaku ha modificato gli equilibri offensivi. Hojlund è diventato uno dei principali riferimenti del reparto, con Lucca come alternativa, mentre il nuovo assetto offensivo ha richiesto inevitabilmente un periodo di adattamento. La scelta di puntare su giocatori con caratteristiche differenti rispetto al centravanti belga ha cambiato anche il modo in cui il Napoli può sviluppare la propria fase offensiva.

Il problema emerge soprattutto quando gli infortuni si sommano. Una rosa che sulla carta presenta diversi giocatori importanti diventa più corta quando vengono meno contemporaneamente elementi come McTominay, Buongiorno, Marianucci, Alisson Santos e Meret.

La condizione fisica è ancora in crescita

C'è poi un'altra variabile che aiuta a interpretare queste prime partite: la preparazione atletica. Allegri ha spiegato più volte che il Napoli avrebbe avuto bisogno di tempo, anche perché alcuni giocatori sono arrivati all'inizio della stagione con poche partite nelle gambe e con una preparazione inevitabilmente frammentata.

Alla vigilia della trasferta di Firenze, il tecnico aveva parlato di una squadra in crescita di condizione e della necessità di chiudere il primo mini-ciclo della stagione prima della pausa. L'obiettivo dichiarato era sfruttare le settimane successive per recuperare giocatori importanti e riprendere il lavoro con una rosa più completa.

Anche per questo il Napoli ha alternato fasi convincenti ad altre nelle quali è apparso meno brillante. A Milano, contro l'Inter, gli azzurri erano riusciti a costruire un doppio vantaggio, salvo poi subire la rimonta nerazzurra. Contro il Como sono emerse difficoltà nella gestione della partita, mentre contro la Fiorentina il problema principale è stato trasformare una prestazione complessivamente positiva in una vittoria.

Non sembra dunque esserci un'unica causa. La difficoltà nasce piuttosto dalla sovrapposizione di diversi fattori: condizione atletica, indisponibili, nuovi equilibri tattici e una rosa che in alcuni reparti ha dovuto modificare rapidamente le proprie gerarchie.

Anche l'attacco deve ancora trovare continuità

Un altro segnale significativo arriva dalla produzione offensiva. Hojlund rimane uno dei principali riferimenti del reparto, ma deve ancora trovare continuità dentro un sistema differente rispetto a quello della passata stagione. Alle sue spalle, inoltre, gli interpreti sono cambiati frequentemente.

Politano e Neres garantiscono esperienza e capacità nell'uno contro uno, mentre Alisson Santos aveva aggiunto un'opzione differente prima dell'infortunio. Noa Lang deve ancora trovare continuità nel nuovo contesto, mentre De Bruyne può fornire qualità tra le linee e allo stesso tempo essere utilizzato per compensare le esigenze del centrocampo.

A Firenze Allegri ha insistito proprio sulla necessità di essere più concreti nell'area avversaria. Il Napoli ha avuto occasioni per vincere, ma non è riuscito a sfruttarle. È un aspetto sul quale il tecnico dovrà lavorare durante la pausa, soprattutto considerando l'obiettivo di mantenere il passo delle squadre che occupano le prime posizioni.

Il dato non racconta però una squadra incapace di creare occasioni. Il problema emerso nelle ultime partite riguarda piuttosto la capacità di trasformare le situazioni favorevoli in gol e di mantenere la stessa efficacia per tutta la durata dell'incontro.

La sosta può diventare il vero punto di ripartenza

Il calendario offre adesso al Napoli una possibilità importante. La pausa per le nazionali permette ad Allegri di recuperare alcuni degli indisponibili e di lavorare sulla condizione di chi è rimasto indietro durante la preparazione. Alla ripresa arriveranno però subito impegni significativi: prima il Frosinone in campionato, poi la trasferta di Champions League contro il Villarreal.

Sette punti nelle prime cinque giornate non compromettono una stagione, ma rappresentano un bottino inferiore alle ambizioni del Napoli. La distanza dalla vetta è ancora recuperabile e il tempo non manca, tuttavia le prime settimane hanno chiarito che il nuovo corso di Allegri richiederà più pazienza del previsto.

Per capire il reale potenziale degli azzurri bisognerà probabilmente aspettare che l'infermeria cominci a svuotarsi e che la condizione atletica diventi più uniforme. Solo allora sarà possibile valutare fino in fondo la qualità della rosa costruita dal club e il lavoro di Allegri.

Nel frattempo, il Napoli deve rimanere agganciato al gruppo di testa. Perché in un campionato competitivo perdere punti durante la fase di costruzione può essere comprensibile, ma lasciare che il distacco diventi troppo ampio trasformerebbe le difficoltà iniziali in un problema molto più serio.