Neanche McTominay ha retto: i numeri di un ritmo forse insostenibile
Alla fine si è fermato anche Scott McTominay. Come Giovanni Di Lorenzo, era stato un cyborg per il Napoli sin dall'anno scorso, ma con l'aggiunta delle coppe europee non ha potuto reggere il ritmo dei 90 minuti ogni tre giorni. I numeri del centrocampista scozzese in questa stagione evidenziano un'intensità quasi insostenibile, che ha portato al forse inevitabile stop.
Assente solo alla settima giornata contro il Torino per un problema fisico, McTominay è stato poi risparmiato appena due volte: ad ottobre con il Lecce e in Coppa Italia con il Cagliari, subentrando comunque in entrambi casi al 60esimo. Nel momento in cui esce contro il Genoa per il problema al tendine, è alla 22ª partita consecutiva da titolare tra Serie A e Champions League (più due in nazionale) di cui 21 senza mai uscire: l'unica eccezione a Bologna il 7 novembre (sostituito all'82esimo). Per dare un termine di paragone, al 7 febbraio lo scozzese ha già accumulato 2844 minuti (in media 84 a gara), che sono appena 127 in meno dei 2971 disputati nell’intera scorsa stagione, conclusa il 23 maggio.
Il club azzurro non ha comunicato un nuovo infortunio, l'ultima versione ufficiale resta quella di Antonio Conte post-Genoa, secondo la quale Scott aveva "un'infiammazione della zona del tendine che va dal gluteo all'ischiocrurale". Ecco che McTominay salta il Como e la Roma (per ora), e viene spontaneo chiedersi se lo stop, inevitabile per il carico accumulato, non potesse essere evitato con una gestione più parsimoniosa.
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