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America's Cup, Zazzera; "Tanti legami storici con Napoli e i napoletani"

America's Cup, Zazzera; "Tanti legami storici con Napoli e i napoletani"
Oggi alle 20:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli, Carlo Zazzera presenta il libro sull'America's Cup e racconta i legami storici tra Napoli e il trofeo velico.

Carlo Zazzera, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Hai pubblicato il libro 'Storie e campioni di Napoli nell'America's Cup'. Raccontaci come nasce questo lavoro e quali storie contiene. "Ringrazio per l'opportunità. Con l'editore Marco Lopazio abbiamo sempre cercato di dare attenzione anche agli altri sport oltre al calcio. L'arrivo dell'America's Cup a Napoli era l'occasione migliore per celebrare questo grandissimo evento che arriverà in città e abbiamo pensato di farlo raccontando tutti i napoletani che fino ad oggi hanno preso parte all'America's Cup, che non sono pochissimi. Era possibile raccontarne le storie e, attraverso loro e non solo, raccontare anche tutti i legami che uniscono Napoli a questo grande evento. La prima avventura di Azzurra nel 1983 non l'ho potuta vivere perché ero troppo piccolo, ma ho potuto studiarla. Avevo presente quella prima sfida negli Stati Uniti e tutto quello che ha portato a Napoli. È un piacere far sapere quanto una città possa essere legata a questa manifestazione."

Tra le tante storie del libro, quali sono quelle che più rappresentano il legame tra Napoli e l'America's Cup? "È stata l'occasione per raccontare tutti questi legami, a partire dalla presenza di Azzurra, passando per tante altre storie che uniscono Napoli alla Coppa America, ma soprattutto quelle dei tanti campioni. Pensiamo agli otto napoletani che facevano parte del Moro di Venezia, oppure a Francesco De Angelis che nel 2000 fu il primo timoniere non anglosassone a vincere la Louis Vuitton Cup. Ci sono poi tanti altri protagonisti, come Mascalzone Latino che aveva undici persone nel team, tutte napoletane, e soprattutto aveva il Circolo Savoia, il primo circolo napoletano in Coppa America. Sono alcuni esempi, quelli forse più semplici da raccontare, ma ce ne sono tanti altri. Abbiamo voluto preparare questo libro sia per far ricordare a chi conosce questa manifestazione tanti episodi e tante storie, sia per dare a chi non la conosce uno strumento per capire cosa sia stata fino ad oggi la Coppa America e cosa vedremo in mare già da settembre con le pre-regate e soprattutto l'anno prossimo."

Tra Azzurra, Moro di Venezia, Luna Rossa e Mascalzone Latino, quale imbarcazione rappresenta meglio lo spirito napoletano? "Non c'è dubbio, sicuramente Mascalzone Latino. Una barca con un armatore napoletano, un manager napoletano, un timoniere napoletano, che ha visto la sfida lanciata da un circolo napoletano e con tanti napoletani nel team tra barca e terra. Quella è sicuramente la rappresentazione migliore di Napoli. Purtroppo dopo quelle sfide sono cambiate tante cose, poi chi leggerà il libro lo potrà capire e scoprire. Io però non disisto e penso che Vincenzo Onorato possa avere la voglia, magari un giorno, di rientrare. Chiaramente non a bordo, perché ama essere sulle sue barche e con questi nuovi mezzi sarebbe difficile, ma potrebbe comunque tornare. Soprattutto se non ci fermeremo a Napoli 2026, non si può escludere che magari nel 2029 un team napoletano possa nuovamente essere in Coppa America."

Che messaggio daresti ai ragazzi che vogliono avvicinarsi al mondo della vela? "La vela è sinonimo di libertà, fondamentalmente. Mi piace ricordare una frase di Gianni Agnelli che diceva: 'Mi piace il vento perché è l'unica cosa che non posso comprare'. Credo che questo racchiuda in poche parole il senso dell'andare a vela: fare qualcosa dove si parte tutti alla pari, si ha a che fare soltanto con la natura e poi con le proprie capacità per riuscire a ottenere o meno un risultato. Credo sia una delle cose più belle che si possano fare e i napoletani lo possono fare in uno dei luoghi più belli del mondo, anzi probabilmente il più bello del mondo da questo punto di vista. Vivere Napoli e andare a vela a Napoli credo sia una delle esperienze più belle che si possano avere."

Vuoi aggiungere qualcosa su un'iniziativa legata al libro? "I proventi della vendita del libro serviranno anche per offrire corsi di vela gratuiti ai ragazzi di Napoli e provincia che non hanno avuto questa opportunità. L'obiettivo è portare i ragazzi in mare e far scoprire o riscoprire il mare ai napoletani, soprattutto ai più giovani."

L'America's Cup sarà un grande evento. Ti aspetti che abbia un impatto ancora superiore rispetto a quello che immaginiamo oggi? "Secondo me chi non conosce l'America's Cup, e tu sei un appassionato quindi sai di cosa parliamo, non ha ancora la percezione di cosa significhi davvero. Probabilmente il napoletano medio non ha ancora capito pienamente cosa succederà e cosa rappresenterà per la città, soprattutto al di là dell'evento sportivo. Credo che da qui a un anno, ma soprattutto negli anni successivi, si vedrà quanto questa manifestazione avrà portato alla città."