Breda sul "calcio semplice" di Allegri: "Alcuni pare debbano inventare la bomba atomica..."
Roberto Breda, ex allenatore di Favasuli, obiettivo di mercato del Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Da allenatore, come si colloca nel dibattito attuale? Da una parte Allegri parla di un calcio semplice, dall'altra avanzano sempre di più le statistiche. Conte dice che il blocco basso è fondamentale, però poi vincono Spagna e Argentina proponendo un calcio offensivo e coraggioso.
"Alla fine sono tutte cose ugualmente importanti, non è che ce n'è una sola. Poi le caratteristiche dei ragazzi e anche l'impostazione che vuoi dare in quell'anno fanno la differenza. Un allenatore deve conoscerle tutte e deve saperle usare tutte. Conte ha parlato di blocco basso, però è uno che va anche sui riferimenti e viene a pressarti alto. Ci sono i momenti e le letture: se estrapoli un concetto e lo trasformi in un'etichetta, secondo me fai il più grande errore. Il calcio è vero che è semplice, ma la difficoltà è farlo diventare semplice. L'obiettivo di ogni allenatore è proprio quello, però il percorso richiede capacità, attenzione, conoscenza, giocatori giusti e tante altre cose. Si parla di calcio semplice perché tante volte sembra che uno debba inventare la bomba atomica, invece non è così: l'obiettivo è semplificare tutto, ma all'interno di un contesto di alta complessità e quindi anche di alta difficoltà."
Si parla di blocco basso, ma c'è anche una differenza tra farlo bene e farlo male. Abbiamo visto l'Inghilterra, con una linea molto piatta sul tiro da fuori: se non hai l'abitudine a farlo, forse è meglio evitarlo.
"Ogni partita ha una storia a sé. Devi avere la capacità di fare più mosse possibili, perché è una partita a scacchi, e in base a quello che succede scegliere quelle giuste. Tante volte le interpretazioni vengono analizzate dopo, però non è sempre così semplice, perché in quel momento hai delle letture che ti portano a fare un certo tipo di scelta. Faccio un esempio: adesso parliamo della grande Argentina, ma poteva uscire sia con l'Ecuador sia contro il Canada. Sarebbe stato un torneo fallimentare, invece adesso si trova in finale, e con merito. È tutto relativo, in un calcio che diventa sempre più competitivo ed equilibrato. Una volta Argentina-Canada finiva 15-0, adesso non è più così. Questa è la cosa bella dell'evoluzione del calcio, anche della cultura tattica, degli allenatori e di tutti."
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