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Calciomercato Napoli, Zambardino perplesso: "Incomprensibile! Perché via i giovani?"

Calciomercato Napoli, Zambardino perplesso: "Incomprensibile! Perché via i giovani?"
Oggi alle 17:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Vittorio Zambardino parla a Radio Tutto Napoli del calciomercato del Napoli, della possibile uscita di Gutierrez e del centenario.

Vittorio Zambardino, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Il primo che mi viene in mente è naturalmente il 10 maggio 1987, il giorno del primo scudetto. Non ero allo stadio, ma ricordo ancora l'abbraccio con i miei figli e le lacrime di felicità. Poi penso alla punizione di Maradona contro la Juventus nel novembre del 1985, quella con il tocco di Pecci. Oppure al gol di Altafini nel Napoli-Juventus del febbraio 1966, con l'assist di Sivori. Potrei andare avanti per ore: basta sfogliare l'album dei ricordi."

Un pensiero anche per Franco Baresi, scomparso oggi.

"È stata una perdita enorme per tutto il calcio italiano. Al di là della rivalità sportiva, parliamo di un campione straordinario e di una vera bandiera, uno di quei calciatori che hanno legato l'intera carriera a una sola maglia. Ho letto tanti messaggi molto belli da parte dei tifosi del Milan: finalmente si è parlato di calcio e non di polemiche. Maradona ha sempre avuto parole di grande rispetto nei suoi confronti e questo dice tutto sul valore dell'uomo e del calciatore."

Che impressione le sta facendo il mercato del Napoli?

"È un mercato molto difficile da interpretare. La campagna acquisti della scorsa estate ha inciso pesantemente sui conti del club e oggi il Napoli si ritrova a dover gestire una situazione complicata. Molte risorse sono già state assorbite dai riscatti e questo inevitabilmente limita le possibilità di intervento. La sensazione è che si debbano vendere alcuni calciatori prima di poter intervenire in entrata, ma questo rende tutto più lento e complicato."

Tra i nomi in uscita c'è anche Gutierrez. Sarebbe una perdita importante?

"Per me sì, sarebbe una cessione dolorosa. Lo consideravo uno dei punti fermi dai quali ripartire. Se dovesse partire, il Napoli si ritroverebbe praticamente con il solo Spinazzola come esterno sinistro di ruolo, al netto dell'eventuale impiego di Olivera da centrale. Spinazzola è un giocatore che adoro, ma ha una certa età e negli ultimi anni ha avuto diversi problemi fisici. Se la scelta nasce da una valutazione tecnica di Allegri, allora bisogna prenderne atto, ma personalmente Gutierrez mi è sempre sembrato un giocatore valido, con margini di crescita importanti. Fatico a considerarlo un calciatore da bocciare."

Il Napoli sembra costretto a sacrificare alcuni dei suoi giocatori migliori. È il segnale di una difficoltà economica?

"Il punto di partenza è proprio questo. Quando sei costretto a vendere, inevitabilmente rischi di perdere anche elementi importanti. La cosa che mi lascia perplesso è vedere partire spesso proprio i giovani più interessanti. Non riguarda soltanto Gutierrez, ma è una tendenza generale. È un mercato che, sinceramente, faccio fatica a comprendere."

Nel frattempo le concorrenti sembrano muoversi con maggiore decisione.

"È questo che mi preoccupa. Roma, Juventus, Como e altre società stanno portando avanti operazioni interessanti. Non stanno facendo campagne acquisti faraoniche, ma stanno intervenendo nei ruoli giusti. Penso, ad esempio, a Castro, che secondo me sarebbe stato un profilo perfetto anche per il Napoli. Oppure ad altri giovani talenti sui quali le concorrenti stanno investendo con convinzione."

Come giudica le voci che accostano Vlahovic al Napoli?

"Francamente le considero poco credibili. Vlahovic ha un ingaggio elevatissimo e faccio fatica a immaginare un'operazione del genere. Inoltre bisognerebbe capire con quale ruolo arriverebbe. Si è già discusso molto della difficoltà di immaginare Lukaku come alternativa a Højlund: figuriamoci Vlahovic. Mi sembrano indiscrezioni utili soprattutto ad alimentare il dibattito estivo."

Che sensazione le lascia questo mercato?

"Da tifoso mi sento molto disorientato. Non sono un esperto di mercato, seguo il lavoro dei colleghi che hanno fonti dirette, ma quest'anno faccio davvero fatica a capire la strategia del Napoli. E questa incertezza, inevitabilmente, mi rende piuttosto preoccupato."

Ha infine ricordato anche un episodio legato a Gianni Di Marzio.

"Conservo un'immagine che oggi sarebbe impensabile. Passavo per Piazza Trieste e Trento e vidi Gianni Di Marzio, allora allenatore del Napoli, fermo a discutere tranquillamente con tre tifosi che contestavano alcune sue scelte. Lui rispondeva con calma, spiegava le proprie decisioni. Oggi una scena del genere sarebbe impossibile. È il calcio di un'altra epoca, ma è un ricordo al quale resto molto legato."