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Olivera provato centrale, Marino: "Non mi convince! Prenderei uno di questi due"

Olivera provato centrale, Marino: "Non mi convince! Prenderei uno di questi due"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
L'allenatore Giuseppe Marino parla delle prove di stamattina, con Olivera centrale, e della necessità del Napoli di acquistare un difensore.

Giuseppe Marino, allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Baresi? Fino all'ultimo ho sperato che la notizia non fosse vera. Quando ieri hanno iniziato a circolare le prime voci speravo che tutto venisse smentito. Stamattina, invece, mio figlio mi ha detto subito: 'Papà, è morto Baresi'. A lui cerco sempre di far vedere i grandi campioni di un tempo, quelli che considero il calcio vero. Per me, che da calciatore facevo il difensore, Baresi è stato un punto di riferimento assoluto. Quel braccio alzato per guidare la linea difensiva è diventato un'immagine iconica. È un'altra pagina di calcio che si chiude. Tocca alla nostra generazione continuare a raccontare questi campioni e trasmetterne il valore ai ragazzi di oggi."

La possibile cessione di Gutierrez la convince?

"Devo dire che anche a me ha sorpreso. Se vuoi costruire una squadra che imposti l'azione dal basso servono inevitabilmente difensori con qualità tecnica, e sotto questo aspetto Gutierrez possiede caratteristiche importanti. Oggi, in generale, quasi tutti i difensori sono chiamati a partecipare alla costruzione del gioco, ma è chiaro che alcuni abbiano qualità superiori. Se però il Napoli sta valutando la sua cessione, mi viene da pensare che Manna abbia già individuato un profilo almeno dello stesso livello, se non superiore. Mi fido del suo lavoro. È evidente che il Napoli debba vendere dove ha abbondanza e non nei ruoli in cui rischia di rimanere scoperto."

La soluzione Olivera centrale la convince?

"Sinceramente no. Olivera può fare molto bene il braccetto in una difesa a tre, ma da centrale in una linea a quattro non mi entusiasma. Ha caratteristiche diverse e io continuo a preferirlo sulla fascia. È giusto che Allegri, in questa fase della preparazione, provi tutte le soluzioni possibili, soprattutto considerando le difficoltà fisiche di Buongiorno e Beukema, ma credo che il Napoli abbia comunque bisogno di acquistare un difensore centrale di ruolo."

Quale profilo vedrebbe bene nella difesa azzurra?

"Io avrei provato a prendere un ragazzo come Leoni. Mi piacciono questi profili giovani, italiani, che possono crescere all'interno di un progetto importante. Penso anche a giocatori come Scalvini: difensori moderni, capaci di giocare sia in una linea a tre sia in una difesa a quattro. Sono investimenti che possono garantire presente e futuro."

Al di là delle qualità tecniche, cosa manca oggi alla difesa del Napoli?

"Secondo me serve soprattutto carisma. È giusto che Allegri stia provando tutte le soluzioni che ha a disposizione, ma lì dietro serve un leader, un giocatore capace di trasmettere personalità alla squadra. Rrahmani lo considero un leader silenzioso: gioca con continuità, sbaglia poco, ma non è quel difensore che trascina il reparto anche dal punto di vista caratteriale. Il Napoli ha bisogno di un profilo che sappia dare sicurezza e alzare il livello dell'intera linea difensiva."

Domani il Napoli compirà cento anni. Qual è il ricordo più bello che la lega alla maglia azzurra?

"Da bambino mio padre mi portava allo stadio a vedere Maradona. Sono nato nel 1983 e magari allora capivo poco di calcio, ma quelle emozioni sono rimaste dentro di me per sempre. Mio padre mi ha trasmesso questa passione e l'abitudine di vivere la domenica allo stadio. Ho avuto la fortuna di vedere Diego, di vivere gli scudetti e di attraversare un secolo di storia del Napoli. Mi considero davvero privilegiato: appartengo a una generazione che ha vissuto momenti irripetibili e che continuerà a custodirli con orgoglio e senso di appartenenza."