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Calciomercato Napoli, Gallo: “Non condivido la preoccupazione di alcuni tifosi”

Calciomercato Napoli, Gallo: “Non condivido la preoccupazione di alcuni tifosi”
Oggi alle 19:40Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Massimiliano Gallo, firma del Corriere dello Sport, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Inizia ufficialmente la seconda parte del ritiro estivo del Napoli a Castel di Sangro: cosa ci dirà questo ritiro? “Secondo me a Castel di Sangro si capirà probabilmente anche il futuro dei due belgi, perché arrivano per il Centenario: De Bruyne e Lukaku. Cominceremo forse a capire qualcosa in più, perché dal futuro dei due belgi dipenderà molto della stagione del Napoli. Per quanto riguarda lo schema di gioco, Allegri è sempre stato un allenatore duttile. Prova il 4-3-3, può giocare con quel sistema, ma non credo sia un allenatore ostinato che utilizzerà sempre e solo un modulo. Il Napoli, anche con Conte negli ultimi due anni, ha imparato a giocare in più modi e questa duttilità rappresenta sicuramente un vantaggio. Si parte quindi dal 4-3-3, ma poi si potrà cambiare in corso d’opera”.

I tifosi sono un po’ preoccupati dall’immobilismo del Napoli sul mercato. Condividi questa preoccupazione? “Io non condivido questa inquietudine, perché il mercato è ancora lungo e sono convinto che il Napoli abbia due fasi. La prima è quella di cui abbiamo parlato: una fase di smaltimento necessaria, obbligatoria, nella quale il Napoli si sta già dando molto da fare e dovrà accelerare. Poi c’è anche da capire il destino dei due belgi. Questa fase è propedeutica e obbligatoria, perché lo scorso anno il Napoli ha agito diversamente: ha comprato tanto e subito. Alla fine, però, non sempre comprare tanto significa fare meglio. In Europa la squadra che ha investito di più è stata probabilmente il Liverpool, con una spesa enorme, ma a fine stagione l’allenatore è stato esonerato. Stessa cosa per il Tottenham, che ha rischiato addirittura la retrocessione. I grandi acquisti e i grandi colpi si possono fare anche negli ultimi giorni di mercato, come ha dimostrato la storia del Napoli con Anguissa, McTominay e lo stesso Lukaku. Non è detto che i giocatori debbano essere acquistati il 9 luglio. Il calcio non è fisica nucleare: non serve studiare tre anni per capire come giocare. Se un calciatore arriva, entra in campo, gioca e possibilmente segna. Quindi acquistare a luglio o ad agosto cambia poco. Anche perché l’esempio di Alisson Santos dimostra che un giocatore arrivato a gennaio può fare meglio di altri arrivati prima”.

Per quanto riguarda i ruoli, dove interverresti? Hai qualche nome o qualche desiderio? “Io credo che il Napoli prenderà un difensore centrale forte. Non ho un nome preciso, ma penso sia una necessità. Poi credo che arriverà un attaccante importante, perché il Napoli non può giocare soltanto con un centravanti. L’Inter, ad esempio, ha tre attaccanti forti: Lautaro, Thuram e Pio Esposito. Il Napoli può giocare in maniera diversa, con un modulo diverso, ma credo debba arrivare un giocatore equivalente a Højlund. Questo è quello che mi auguro. Poi serve anche un esterno destro, come alternativa a Di Lorenzo. Secondo me questi sono i tre ruoli principali: difensore centrale, esterno destro e attaccante”.

Saresti favorevole anche a una permanenza di Romelu Lukaku? “Io sarei favorevole, perché sono un lukakiano di ferro. Però Lukaku ha una grande incognita: quella fisica. A malincuore mi priverei di lui, anche se secondo me resta un grande calciatore. È stato fondamentale per la vittoria del quarto Scudetto: ha segnato 14 gol e fornito 12 assist. Però i rischi sono troppo elevati, soprattutto considerando l’ingaggio. Liberare quello stipendio permetterebbe al Napoli di investire diversamente”.

Un tifoso ci ha chiesto un parere su Noa Lang: secondo te ha le caratteristiche giuste per fare bene con Allegri o è un giocatore poco adatto al calcio italiano? “Io non mi sono innamorato di Lang. Non mi sembra un calciatore che abbia caratteristiche straordinarie. In quel ruolo o sei molto forte tecnicamente oppure devi avere grande velocità e forza fisica. Lang è un buon giocatore, ma non eccelle né dal punto di vista tecnico né sotto l’aspetto fisico. Non è Alisson Santos: magari Alisson non è fortissimo tecnicamente, ma ha grande esplosività. Lang invece mi sembra diverso. Il calcio italiano finalmente si è svegliato: Leonardo e Ranieri sono arrivati alle posizioni che Allegri sosteneva già dieci anni fa. Il problema dell’Italia è tecnico: bisogna insegnare ai giovani a saltare l’uomo, a giocare a calcio. Nelle scuole tennis si insegna a giocare a tennis, non soltanto a posizionarsi. Nel calcio bisogna tornare a formare giocatori capaci di creare superiorità. Da questo punto di vista Lang mi sembra un po’ deficitario. È un buon giocatore, ma secondo me non è quello che serve al Napoli”.

Secondo te Allegri si è già preso il Napoli come gruppo, considerando che l’inizio della stagione è ormai vicino? “Secondo me Allegri è l’allenatore ideale per mille motivi. Anche perché serviva un tecnico con le spalle larghe, paziente e capace di gestire questa fase di mercato e il dopo Conte. Conte ha fatto vincere lo Scudetto al Napoli, ma due anni con lui sono stati molto intensi: tante energie spese, sotto ogni punto di vista. Conte è un grande allenatore e una persona che porta sempre alla vittoria, ma dopo questo ciclo serviva un tecnico alla Ancelotti, capace di gestire una transizione. Allegri conosce il calcio, conosce il Napoli, lo segue da tempo e arriva anche da un periodo meno positivo: secondo me questo non è un aspetto negativo. Inoltre le aspettative non sono altissime, perché il consenso nei suoi confronti è diviso tra i tifosi. Il clima di attesa può fare bene al Napoli. Quando a Napoli si parte ad agosto con grandi aspettative e “lancia in resta”, spesso finisce male. Ricordo l’estate di Spalletti e anche il primo anno di Conte, quando arrivammo dopo il decimo posto e perdemmo 3-0 a Verona. Quando invece si parte con maggiore tranquillità, spesso le cose vanno meglio”.