Niente più cambio modulo? Altamura: "Ora è un rebus a causa di quest'assenza"
Marcello Altamura, giornalista di Cronache di Napoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Allegri per tutta la scorsa settimana ha lavorato sui tre centrali difensivi. Il Napoli magari già si difendeva a cinque in determinate situazioni, ma non aveva mai schierato tre centrali di ruolo. L'idea potrebbe essere Beukema centrodestra, Rrahmani centrale e Rafa Marin centrosinistra. Il problema riguarda gli esterni. A quanto mi risulta, Allegri pensava di utilizzare Favasuli a destra almeno in una delle due partite contro Frosinone e Venezia, anche per dare un po' di fiato a Di Lorenzo ed eventualmente utilizzare il capitano come braccetto qualora Beukema non fosse stato pronto. Adesso Favasuli non c'è e, giocando con tre centrali, saresti praticamente costretto a schierare Di Lorenzo a tutta fascia. Non è semplicissimo alla sua età. In alternativa puoi abbassare Politano, ma Alisson non è disponibile e bisognerà capire in quali condizioni tornerà Lang dalla Nazionale. Paradossalmente siamo passati dall'emergenza dei centrali ad averne diversi a disposizione. La formazione diventa un rebus. Gli infortuni di Favasuli e Olivera non ci volevano: il primo stava portando gamba ed energia, mentre Olivera è un'arma tattica molto importante soprattutto dal punto di vista difensivo".
Ti sta convincendo la gestione di Antonio Vergara? Dove potrebbe rendere maggiormente considerando anche l'assenza di McTominay?
"Vergara ha l'energia, l'entusiasmo e la fame di chi vuole arrivare. Credo che Allegri debba fare una valutazione importante. Per le notizie che ho, non penso che McTominay possa essere disponibile contro il Frosinone e credo sia presto anche per il Villarreal: potrebbe tornare tra i convocati per il Venezia. Allegri ha provato Vergara per tutta l'estate come mezzala sinistra, ma secondo me non è il ruolo che gli si addice maggiormente. Io vedrei bene una coppia Politano-Vergara alle spalle di Hojlund, magari gestendo De Bruyne inizialmente dalla panchina. Antonio deve essere un po' liberato: utilizzarlo da centrocampista centrale con tanti compiti di copertura rischia di mortificarne le caratteristiche, un po' come accade con De Bruyne. Deve giocare da trequartista, sottopunta, chiamatelo come volete, per sfruttare la sua gamba, la velocità e la capacità di creare superiorità. Lo proverei accanto a Politano oppure a Neres alle spalle di Hojlund".
De Bruyne e Hojlund hanno fatto molto bene con Belgio e Danimarca. Quale indicazione dovrebbe cogliere Allegri dal loro rendimento in Nazionale?
"Giocatori di questo livello non hanno bisogno di un gol o di una buona prestazione in Nazionale per acquistare fiducia o consapevolezza. Credo piuttosto che Allegri e il Napoli debbano riflettere sulle parole di De Bruyne, quando dice che un gioco più aggressivo si adatta maggiormente alle sue caratteristiche. Questo dovrebbe rappresentare uno spunto. Lo stesso discorso vale per Hojlund: con la Danimarca gioca in una posizione differente rispetto a quella che occupa nel Napoli, è più coinvolto nella manovra offensiva e soprattutto più vicino alla porta. Sono indicazioni che Allegri dovrebbe cogliere al loro rientro".
Nel Napoli De Bruyne e Hojlund dialogano pochissimo. Come riusciresti a creare una connessione maggiore tra i due?
"De Bruyne e Hojlund innanzitutto devono giocare più vicini. Kevin è probabilmente l'unico calciatore del Napoli capace di trovare quel passaggio che può mandare Hojlund direttamente in porta. Sono due giocatori che devono stare maggiormente a contatto. Ma farei anche un altro discorso su De Bruyne: lo prenderei sotto braccio e gli chiederei perché con il Belgio riesca a giocare facendo grandi prestazioni e anche con il sorriso. Nel Napoli, invece, sembra sempre fare molta più fatica".
Pensi quindi che non sia soltanto una questione tattica per De Bruyne?
"Bisogna anche capire quanto riesca a sentirsi completamente a proprio agio. Io da allenatore gli direi: vai in campo e fai quello che ti senti di fare, quello che hai sempre fatto. Gioca leggero, senza sentire tutta questa pressione. Sei Kevin De Bruyne, facci vincere le partite e fai la differenza. Magari il suo senso della professionalità è talmente elevato da portarlo a sentire eccessivamente la pressione. Però credo che giocare con maggiore leggerezza e con il sorriso potrebbe aiutarlo a esprimersi molto meglio anche nel Napoli".
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