Caporale: “Allegri confermato, ma gli infortuni non sono un alibi. Ora serve la svolta”
Il giornalista Carlo Caporale, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato il pareggio per 1-1 contro la Lazio e il delicato momento della squadra di Massimiliano Allegri: “Direbbe Catalano: meglio pareggiare che perdere. Così è successo. Dopodiché mi indurrei a un grosso ottimismo dopo una serie ben più corposa di risultati e prestazioni positive, che chiaramente a questo punto rimandiamo dopo la sosta, speranzosi ma anche realisti per quello che è il cammino del Napoli. Anche oggi tu citavi un buon inizio del secondo tempo, anche parte del primo tempo, ma a spizzichi e bocconi. Al Napoli in questo avvio di stagione è mancata soprattutto una continuità o comunque un peso specifico nell'arco dei 90 minuti, che non si può ridurre a piccole fette o segmenti della partita”.
La società ha deciso definitivamente di proseguire con Allegri?
“La Lazio era un avversario di rispetto, non fosse altro perché era prima in classifica, è prima in classifica e lo sarà anche al termine di questa giornata di campionato. Analizziamo quelli che sono i soliti pro e contro. Dopo gli ultimi risultati chiedevo alla società di prendere una linea, una direzione. Credo che la società abbia scelto la direzione di Allegri. Si prosegue con Allegri. Dobbiamo rispettare questa decisione perché la società, che è il giudice supremo, nel senso che è quella che prende le decisioni finali, ha scelto e se ne assume le responsabilità nel bene e nel male. Giusto così, nel senso che poteva essere questa la decisione, come con ogni probabilità sarà, oppure anche altre. Però è giusto anche fare chiarezza, perché sennò andiamo sempre nelle incertezze, nelle mezze parole, mezze frasi, mezze situazioni che non aiutano e non costruiscono”.
Quanto pesa la classifica e quanto possono incidere gli infortuni sul giudizio della stagione?
“La situazione di classifica è sotto gli occhi di tutti. I numeri dicono che è la peggiore partenza ex aequo con il Napoli neopromosso di De Laurentiis ormai quasi vent'anni fa e questo è il dato oggettivo. Ascoltavo prima anche qualche ascoltatore che chiamava e diceva che tutto sommato questa rosa così male non è. Poi ci dobbiamo mettere d'accordo, perché c'è una corrente di pensiero che dice che questa è una squadra logora, ormai a fine ciclo, oppure altri che dicono altro. Allora dov'è la verità? Gattuso dice del Napoli: “Questa squadra ha dei giocatori fortissimi che hanno vinto scudetti e Champions League”. Quella potrebbe anche essere un'esaltazione della forza del Napoli per autoesaltare la sua squadra e ci può stare. Però io parlo dell'ambiente Napoli, che in qualche modo dovrebbe mettersi d'accordo se stiamo parlando di una squadra valida, che ha dei valori, al netto degli infortuni. I quali però vorrei sottolineare credo abbiano avuto una componente, ma come l'hanno avuta un po' tutte le squadre. Le ultime due gare, dove effettivamente siamo andati in difficoltà, non sono quelle che chiaramente determinano il rendimento del Napoli. Quando ci sono stati degli infortuni precedentemente, erano nell'ordine della fisiologica mancanza di quattro, cinque, sei elementi che hanno avuto un po' tutte le squadre della Serie A. Quindi non ce la possiamo prendere con gli infortuni per giustificare il rendimento del Napoli. Questo a onor del vero, perché sennò diamo degli alibi che secondo me sono fuorvianti circa quanto è accaduto fin qui”.
Allegri sembra sereno dopo il confronto con De Laurentiis. Cosa pensi della comunicazione della società?
“Adesso Allegri ostenta certezze, mi è sembrato sereno e certo della sua posizione anche dopo i colloqui con De Laurentiis. Abbiamo detto che la società ha preso una sua decisione e se ne assume implicitamente la responsabilità, senza esplicitarla con comunicati. L'unico messaggio del presidente è stato per giustificare un'altra scivolata, quella di cancellare cinque minuti prima la conferenza stampa. Io parlo di un'implicita direzione perché ancora una volta, così come anche quest'estate, siamo stati noi a decifrare le strategie societarie che praticamente si dirigevano verso un non mercato, per motivi anche ragionevoli e condivisibili, ma che sarebbe stato meglio spiegare in maniera più chiara e nitida. Non come ha fatto Manna la settimana scorsa, quando la stagione era iniziata da oltre due mesi. Queste sono tutte manchevolezze che forse sono più gravi della decisione presa quest'estate, perché quella appartiene a una gestione anche economica di un club che, se non si sente in grado di poter sostenere certe situazioni economiche, anche perché il biennio precedente non è che fosse stato all'insegna dell'austerità, forse era andato ben oltre la propria sostenibilità sotto questo aspetto. Quindi ci poteva stare questo tipo di situazione, forse andava spiegata un po' meglio, così come andavano spiegati meglio il post trasferta di Champions, la decisione del ritiro, questi colloqui e come erano andati, con una spiegazione del presidente, del direttore sportivo, di qualcuno. Ormai siamo quasi all'autogestione della società”.
Che cosa ti aspetti dal Napoli dopo la sosta per le nazionali?
“A quelli che pensano che la squadra ormai sia logora, sia a fine ciclo e quant'altro, direi: niente di nuovo, il Napoli farà una stagione anonima o poco più. Ma qual è il dispiacere, se voi pensate questo? Il dispiacere non c'è, comunque si è acclarato quando avete dipinto in questo modo la potenzialità di questa squadra. Agli altri, che invece pensano che indubbiamente la squadra valga di più, che abbia più potenzialità che fin qui non ha espresso per una serie di motivazioni, ecco, forse quelli invece dovrebbero andare a curarsi il fegato. Spero non tra molto, nel senso che intervenga qualche situazione che li possa rasserenare e normalizzare anche dal punto di vista sanitario. Magari i segnali di oggi ci danno speranze, ci tranquillizzano e quindi la nostra fisiologia è salva per almeno tredici giorni, per l'esattezza il 21 novembre si torna in campo. Non dovremmo avere problemi digestivi. Voglio unirmi anche io a questa parte, perché forse appartengo più a questo partito che non all'altro. Però questa è la situazione. Il primo mese e mezzo per recuperare la classifica, quando Allegri disse ciò dopo la trasferta di Firenze ed era prima dell'altra sosta, è trascorso invano. Vediamo il prossimo periodo, dopo il quale credo si delineerà, in un modo o nell'altro, la strada quantomeno in campionato, forse anche in Champions, degli azzurri. Capiremo se ci dobbiamo aspettare una seconda parte del campionato frizzante, perché ancora in ballo c'è qualcosa e la squadra sta dando segnali importanti, oppure ci appiattiremo nel completo anonimato. E potrebbe anche essere un limite accettabile per chi considera la rosa a fine ciclo, perché in certi casi non c'è limite al peggio. Se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, con questa classifica si fa poco a fare una doppia rovesciata all'indietro. In questo momento rimane tutto tra color che sono sospesi”.
Il calendario dopo la sosta può consentire al Napoli di risalire la classifica?
“Se noi riteniamo difficile questo ciclo, dove le squadre più in alto del Napoli sono seriamente il Milan e forse oggi il Torino, non so se il Torino sia un punto avanti o siamo a pari punti, tutte le altre sono dietro. Quindi se il Napoli non fa punti in queste partite, non risolleva la sua situazione, altro che essere preoccupati. È una striscia di partite che, se non viene sfruttata, sarebbe anche inutile fare il mercato. Mi sembra una serie di partite in cui il Napoli, come dice Allegri, ha la possibilità di sollevarsi, perché poi recupereremo giocatori, perché poi il lavoro darà i suoi frutti, tutte le speranze possibili e immaginabili. Metto da parte la Champions, dove abbiamo una partita, a detta sempre del nostro allenatore, improponibile, e l'altra che è quella da vincere o comunque da non perdere quantomeno. Quindi la mettiamo da parte, è un torneo a parte. Per il campionato, se il Napoli non si risolleva in queste sei partite, dove tra l'altro una delle ultime è contro il Milan e poi c'è l'Atalanta, che oggi ha ben altri problemi, forse sta messa peggio del Napoli, e non riesce a fare, non dico il filotto, ma una serie importante, allora rassegniamoci a quel discorso che ci vedrà purtroppo non protagonisti nella seconda parte della stagione”.
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