Podcast

Napoli-Lazio, il match-analyst Galardo: "Svolta mentale nella ripresa, Olivera tra i migliori”

Napoli-Lazio, il match-analyst Galardo: "Svolta mentale nella ripresa, Olivera tra i migliori”
Oggi alle 21:15Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Francesco Galardo analizza la reazione degli azzurri, le occasioni sprecate e il ruolo di Olivera.

Il match analyst Francesco Galardo, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato la prestazione della squadra di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulla netta differenza tra primo e secondo tempo. Secondo Galardo, la reazione degli azzurri nella ripresa è stata soprattutto mentale, più che tattica, e rappresenta il punto da cui ripartire durante la sosta per le nazionali. Il match analyst ha inoltre elogiato le prestazioni di Mathías Olivera, Noa Lang e Kevin De Bruyne, evidenziando le difficoltà nella costruzione del gioco e la scarsa lucidità sotto porta.

Come analizzi le due facce del Napoli contro la Lazio?

“Assolutamente. È stata una partita veramente a due facce ed è probabilmente la prima volta in assoluto che sono due facce completamente opposte. Perché se analizziamo il primo tempo, c'è un Napoli sulla falsariga di tutto quello che è successo nelle scorse settimane, un Napoli remissivo con questo 3-5-2 molto accorto, con Vergara molto sacrificato come quinto, Lang un po' più vivace. E mi accodo anche al tifoso che ha chiamato: i fischi abbastanza ingenerosi per Lang, che poi certo non si è trattenuto e non è che abbia buttato benzina sul fuoco, però diciamo che di partenza sono stati fischi un po' ingenerosi. Nel secondo tempo è cambiato non tanto qualcosa a livello tattico, ma è cambiato l'atteggiamento. Quindi il Napoli è riuscito a pressare con una ferocia molto maggiore, è riuscito a rimanere corto, è riuscito a vincere molti più duelli in mezzo al campo. De Bruyne si è caricato la squadra sulle spalle e ha iniziato a svariare molto di più sul campo. Hojlund, nonostante le occasioni sbagliate, comunque è andato a fare sportellate con i difensori avversari. Poi sicuramente il fatto di avere sia Lang, ma nel secondo tempo anche Vergara, molto più propositivi ha tenuto anche più bassi i terzini della Lazio. Quindi la Lazio nel secondo tempo oggettivamente non ha creato nulla, il Napoli ha creato tante, tante occasioni. È quasi un peccato averla pareggiata. Io poi faccio anche una riflessione guardandomi indietro: il Napoli con la Lazio, con l'Inter e con la Roma poteva fare tranquillamente nove punti, tranquillamente. Io dico che si riparta dalla testa del secondo tempo. Non parlo a livello tattico, non parlo a livello fisico, io parlo della testa, perché se con questa testa con cui il Napoli è entrato in campo nel secondo tempo, probabilmente con la Roma la partita la portavi a casa, con l'Inter non dico che vincevi ma il pareggio te lo portavi a casa, con il Como un punto poteva essere tranquillamente portato a casa. Io credo che la sosta debba servire a questo, cioè a ricompattare la testa della squadra, la testa dei giocatori, perché già fare quello, una volta sistemata la testa dei giocatori, poi può essere sistemato tutto il resto. Quindi io credo che questa sosta debba essere un punto di svolta proprio a livello mentale per la squadra”.

Quanto è stato importante Olivera per la prestazione di Lang e per gli equilibri della squadra?

“Sì, bravissimo. Io volevo già farlo notare che Olivera per me è stato uno dei migliori in campo, ma al di là della questione di essere propositivo con la palla, di essere propositivo nell'andare a occupare quei mezzi spazi che lo hanno contraddistinto negli ultimi anni, è stato anche a livello di attenzione difensiva probabilmente il migliore oggi. Sempre pronto, sempre pronto nelle preventive, mai dato mezzo metro per ripartire. Parlo sempre del secondo tempo, perché poi nel primo tempo comunque ha fatto una buona partita, ma è sempre stato inglobato in tutte le difficoltà della squadra. Nel secondo tempo veramente è stato di uno spessore importantissimo, sempre ben posizionato, letture del gioco ottime. Sembra un po' l'Olivera che abbiamo ammirato negli anni scorsi a Napoli, l'Olivera pulito, l'Olivera attento, l'Olivera con la garra da sudamericano. Hai fatto benissimo a sottolinearlo perché davvero merita, non dico la palma di migliore in campo, ma ci siamo quasi”.

Un ascoltatore sostiene che il Napoli giochi soltanto attraverso le iniziative dei singoli, senza un'organizzazione offensiva. Sei d'accordo?

“Allora dipende, nel senso che è vero che il Napoli, quando deve costruire effettive palle gol, è sempre un po' monotono. Ha difficoltà a entrare per vie centrali, a giocare tra le linee, non porta tanti uomini tra le linee, quindi si va sempre perimetralmente sugli esterni. È un po' difficile che si trovino trame che ti portano poi effettivamente a creare occasioni da rete. In parte mi trovo d'accordo, anche perché oggi l'occasione di De Bruyne viene da un rilancio di Milinkovic-Savic. L'occasione di Hojlund è stata ben costruita, per esempio. Quindi comunque c'è quell'attacco di quella zona che contro il Porto è stata denominata, come la chiama Farioli, la golden zone, quella da cui poi si va per l'assist centrale e Hojlund non è riuscito a metterla dentro. Diciamo che è una mezza verità, nel senso che il Napoli ha difficoltà a manovrare, però quando effettivamente, e ritorniamo al discorso di prima, mentalmente è lucido, allora le occasioni ben manovrate arrivano, questo non c'è dubbio”.

Le occasioni di Hojlund e De Bruyne avevano valori di expected goals molto elevati. Quanto pesa la scarsa lucidità sotto porta?

“Sono completamente d'accordo. Diciamo che il Napoli costruisce le occasioni, ce le ha, poi ovviamente non è lucido sotto porta. Hojlund è stato, diciamo, voglio dargli un'attenuante, un po' sfortunato nel posizionamento, perché la palla poi gli è arrivata un po' dietro, anche se comunque effettivamente stava dentro, letteralmente dentro la porta. E poi De Bruyne lì ha fatto un aggancio stratosferico, poi preso anche dalla stanchezza, anche perché De Bruyne ha corso tantissimo anche oggi. Fino a un minuto prima che uscisse, De Bruyne continuava a scattare, continuava ad andare a pressare con una forza anche mentale importante. Quindi il Napoli è stato anche sfortunato sull'impallo successivo, perché ovviamente quando le cose devono andare male possono sempre andare peggio e quindi neanche sull'impallo successivo la palla è entrata. Ovviamente questo è un momento che il Napoli deve superare con calma, con la testa, perché il divorarsi gol fatti non è un caso, denota sempre una poca tranquillità, una poca lucidità mentale. Quindi io credo che il Napoli debba lavorare su questo adesso”.