De Rienzo su Allegri: "Fiducia confermata, ma deve cambiare approccio! Basta dialogo..."
Jolanda De Rienzo, giornalista, intervenuta sulla nostra Radio Tutto Napoli, ha analizzato il momento di profonda difficoltà attraversato dal Napoli dopo la pesante sconfitta contro il Porto. Presente allo stadio do Dragão, De Rienzo ha raccontato le sensazioni raccolte durante la partita, soffermandosi sulle divisioni all'interno dello spogliatoio, sulle responsabilità della società e di Massimiliano Allegri e sull'importanza della sfida contro la Lazio capolista."
Eri presente allo stadio do Dragão per la settima sconfitta stagionale del Napoli. Quali sensazioni hai avuto osservando la squadra dal vivo?
"Mi è sembrato che ci siano stati giocatori che hanno provato in tutti i modi a giocare questa partita e altri che invece sono sembrati distratti. La percezione, purtroppo, è che questa non sia una squadra. Le avvisaglie c'erano già state la scorsa stagione. Io per prima credevo che Allegri potesse essere l'uomo giusto per entrare nella testa dei giocatori, perché era soprattutto questo che denunciava anche Conte l'anno precedente. Ricordate quando parlava delle nuove teste pensanti nello spogliatoio? Giocatori che erano stati allontanati e che poi sono stati confermati in rosa, confermando anche il loro carattere ingestibile o comunque il fatto che pensino soltanto al proprio orticello anziché alla squadra. Questa è la percezione che ti lascia la partita di Porto. Sento critiche feroci anche nei confronti di giocatori come Politano e Vergara, che invece hanno provato a fare la loro partita. Se ti aspetti che Vergara non commetta qualche errore difensivo quando gioca fuori ruolo, in una posizione in cui avrebbe dovuto giocare qualcun altro, mi sembra ingeneroso nei confronti di un ragazzo che ha provato ad aiutare la squadra. È questo che manca. A un certo punto, anche sui calci piazzati e in determinate fasi di gioco, la squadra perde completamente la testa. Bisogna assolutamente trovare una soluzione".
Dopo la partita contro il Porto sono arrivate anche dichiarazioni discordanti da parte dei calciatori. È il segnale di uno spogliatoio che si sta sfaldando? Quanto pesa la responsabilità di Allegri?
"Io non credo che un allenatore diverso avrebbe potuto fare qualcosa in più. Credo che il progetto non sia stato costruito nella maniera giusta. Non hai fatto mercato per una squadra ancora più vecchia rispetto all'anno precedente, che aveva già subito tutta una serie di infortuni. Hai preso Badiashile, che rappresentava comunque una scommessa, un punto interrogativo, come ha detto anche Giovanni Manna, e finora è stato più infortunato che disponibile. Favasuli, invece, è stata una sfortuna, perché era uno di quei giocatori che ti servivano: giovane, di prospettiva, utile anche per ringiovanire la rosa. È un rischio che puoi correre se fai un mercato per rinforzare la squadra. A tutto questo si aggiunge il momento attuale, con troppi infortuni e un allenatore che non sa nemmeno chi mettere in campo. Il ritorno di Olivera, ad esempio, può essere una buona notizia perché ti permette almeno di avere un esterno di ruolo e un'alternativa nei cambi difensivi.
Questo fa capire che Allegri ci ha provato, ma non ci è riuscito. Anche da parte sua bisogna registrare un fallimento, però è vero che ha cercato di risolvere la situazione attraverso il dialogo e, a questo punto, sembra che con questi giocatori il dialogo non basti. Aveva ragione il sergente Conte a utilizzare il pugno di ferro? Io credo che Allegri abbia provato, come al solito, a difendere la squadra, ma poi siano stati gli stessi giocatori a far emergere quello che succede realmente nello spogliatoio. È una squadra arrabbiata, nella quale si litiga. C'è una frase di Politano che fa capire tantissimo: si può perdere 2-1, ma non si può perdere 4-1. È un rimprovero anche ai compagni, come a dire che servono dignità e unione e che prestazioni del genere non si possono accettare. Credo che abbiano fatto bene anche McTominay e Hojlund a dire che sono tutti responsabili, ma da questo deve venir fuori qualcosa di diverso. Anche Allegri deve cambiare approccio: basta dialogo, non è più possibile gestire la situazione in questo modo. De Laurentiis è intervenuto e ha fatto bene. Vedremo quale sarà il nuovo approccio del Napoli e se Allegri rimarrà. Al momento mi sembra che la fiducia nel tecnico sia confermata, ma bisogna vedere cosa succederà in campo".
Ora arriva la Lazio di Gattuso, capolista. Ti aspetti una reazione d'orgoglio da parte di un Napoli ferito, anche alla luce del ritiro deciso dalla società?
"Me lo auguro per loro, perché sono prima di tutto professionisti e certe prestazioni in campo non si possono vedere. Però è reale anche il fatto che il Napoli continui ad avere tante defezioni. Faccio un esempio nel mio piccolo: io non ho certamente le condizioni di viaggio dei calciatori e non devo correre per 95 minuti, ma quando sono tornata da Porto, il venerdì, mentre preparavo le trasmissioni, ero molto stanca. Non avevo la mia solita concentrazione. Lo dico per far capire che un giocatore, quando sa di dover giocare sempre perché non ha sostituti ed è già stanco per le tante partite disputate, può anche voler buttare il cuore oltre l'ostacolo, ma deve fare i conti con limiti fisici e strutturali. Spesso ce ne dimentichiamo. Quando iniziano gli infortuni e la coperta diventa corta, aumenta anche il rischio che chi continua a giocare si faccia male. Mi auguro quindi una reazione d'orgoglio, ma non so quante energie possano avere contro una Lazio che corre. È una squadra forte, un'underdog che è venuta fuori contro ogni pronostico, con giocatori motivati che credono nella causa. Gattuso è stato bravissimo e ha raccontato di aver ricevuto telefonate da alcuni giocatori che volevano dimostrare quanto valessero. Lo stanno facendo. Penso a Frattesi, che non veniva considerato un top player e ha scelto la Lazio per esprimersi al meglio e giocare con continuità. Questo si vede nelle prestazioni della squadra, che però concede anche tanti spazi. Se il Napoli sarà bravo a sfruttarli tatticamente, potrà provare a ottenere un risultato positivo e soprattutto una prestazione convincente, dopo la prima contestazione arrivata a Porto".
Il Napoli ha comunque una formazione di valore, sulla carta anche superiore a quella della Lazio. Un'altra prestazione negativa potrebbe portare la società a mettere in discussione Allegri durante la sosta per le nazionali?
"Sicuramente sì, ma più che altro dipenderà dalla prestazione. Per questo dicevo che Allegri in questo momento non è in discussione, però bisogna vedere come andrà la partita contro la Lazio. Se dovessero emergere ancora criticità importanti, sarebbe naturale cominciare a valutare anche l'ipotesi di mettere in discussione l'allenatore. Penso che sia umano. Vedremo che tipo di prestazione arriverà, quali saranno le decisioni della società e le dichiarazioni dei tesserati".
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