De Giovanni: "Non avrei preso Allegri, ma neanche Guardiola ora potrebbe fare qualcosa"
Maurizio De Giovanni, scrittore e grande tifoso del Napoli, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "La Lazio arriva probabilmente nel suo miglior momento degli ultimi cinque o sei anni. È una squadra serena, che gioca una partita alla settimana, può gestire le energie ed è riuscita a compattarsi anche grazie alla contestazione nei confronti della società. Gattuso, poi, è bravissimo a motivare i giocatori e a creare un gruppo unito. Il Napoli, invece, arriva nel momento peggiore degli ultimi dieci anni. Per certi versi considero questa situazione persino peggiore di quella vissuta dopo Spalletti, perché allora c'era confusione tecnica, mentre oggi la confusione riguarda praticamente ogni aspetto. In teoria tutto farebbe pensare a una sconfitta, perché la Lazio è molto motivata e il Napoli appare spaccato anche all'interno dello spogliatoio. Eppure ho buone sensazioni. Credo che questi giocatori abbiano ancora orgoglio e che debbano tirarlo fuori proprio adesso. La Lazio prima o poi dovrà fermarsi e il Maradona può avere un ruolo importante".
Sei favorevole a un eventuale esonero di Allegri?
"Io Allegri non l'avrei mai preso, ma adesso non lo esonererei. Bisogna essere coerenti e considerare anche l'aspetto economico. Allegri e il suo staff costano, secondo le mie stime, almeno sei milioni netti all'anno per tre stagioni. Per la società significa sostenere una spesa lorda molto importante. Se dovessi prendere un altro allenatore di livello, il costo complessivo della panchina potrebbe arrivare intorno ai venti milioni annui. Sarebbe un'operazione suicida dal punto di vista economico. Poi ci lamentiamo che il Napoli non compra giocatori o che non ha le risorse per rinforzarsi. Non possiamo ignorare questi aspetti quando parliamo di cambiare allenatore. Il Napoli non è la Juventus, che può permettersi ricapitalizzazioni da centinaia di milioni. Chi metterebbe quei soldi nella società azzurra?".
Ma il Napoli può davvero giustificare sette sconfitte nelle prime quattordici partite soltanto con gli infortuni?
"Il problema è che oggi il Napoli ha tredici o quattordici giocatori realmente disponibili, perché ci sono tantissimi infortuni di lungo periodo. E non possiamo neppure pensare che basti aspettare il rientro degli assenti, perché nel frattempo rischiano di farsi male quelli che giocano sempre. Prendiamo la fascia sinistra: se hai Olivera e Spinazzola e uno dei due si infortuna, l'altro è costretto a giocare ogni tre giorni. Ma non tutti sono fisicamente in grado di sostenere quei ritmi senza conseguenze. È un circolo vizioso. Il Napoli perde continuamente giocatori e quelli rimasti devono affrontare un numero eccessivo di partite. Non credo che cambiare allenatore possa risolvere questa situazione".
Un altro allenatore non potrebbe comunque ottenere qualcosa in più da questa squadra?
"Ma quale allenatore potrebbe fare qualcosa di diverso con questi giocatori? Anche se arrivasse Guardiola, chi farebbe giocare al posto di quelli che scendono in campo oggi? Quale modulo potrebbe cambiare radicalmente la situazione?. Se ti do spaghetti, acqua e pomodoro, non posso chiederti un risotto alla milanese. Anche il miglior cuoco del mondo potrà preparare degli ottimi spaghetti al pomodoro, ma non potrà fare un risotto senza gli ingredienti necessari. Il Napoli ha giocatori con caratteristiche molto diverse. Gilmour e Lobotka non sono la stessa cosa, così come Lang e Alisson Santos oppure Lucca e Hojlund. Non puoi pensare di sostituirli senza modificare il modo di giocare. Per questo non credo che la rosa sia numericamente e qualitativamente adeguata alle esigenze della stagione".
Il Napoli, però, ha perso anche partite nelle quali disponeva di diversi titolari. Come spieghi questi risultati?
"Bisogna guardare come sono arrivate le sconfitte. Il Napoli ha spesso avuto un crollo verticale tra il sessantesimo e il settantesimo minuto. È lì che emergono le difficoltà fisiche. Contro la Juventus, dopo aver subito gol nella ripresa, la squadra non ha praticamente più tirato in porta. Non aveva la forza di reagire. Anche in altre partite, quando sarebbe stato necessario aumentare il ritmo negli ultimi venti minuti, il Napoli non ci è riuscito. I cambi hanno spesso un valore nettamente inferiore rispetto ai titolari. E quando chi gioca dall'inizio non ha più energie, diventa difficile competere con avversari che possono mantenere un'intensità superiore".
Ritieni che la società abbia sbagliato soprattutto nella costruzione della rosa?
"Assolutamente sì. Il Napoli avrebbe dovuto avviare un ricambio generazionale già a giugno e non l'ha fatto. Ci sono tanti giocatori avanti con l'età, altri con uno storico di infortuni importante e una rosa che, complessivamente, non offre sufficienti garanzie dal punto di vista atletico. Non si tratta soltanto di opinioni. Basta guardare l'età dei calciatori, il loro storico fisico e la continuità con cui riescono a scendere in campo. Quando hai tanti elementi che non possono sostenere tre partite alla settimana, devi intervenire sul mercato in maniera diversa. Il Napoli avrebbe dovuto acquistare giocatori in ogni reparto per cominciare a ringiovanire la squadra".
Eppure il Napoli è tra le squadre che difendono peggio in campionato. Non credi che Allegri abbia responsabilità anche nell'organizzazione della fase difensiva?
"Su questo sono d'accordo: il Napoli difende male. Ma bisogna distinguere tra il valore dei difensori e il funzionamento complessivo della fase difensiva. Il problema principale, secondo me, riguarda il centrocampo. I centrocampisti non riescono più ad accorciare, non hanno le gambe per accompagnare l'azione offensiva e poi tornare a proteggere la difesa. Se un difensore esce in avanti per contrastare un avversario e il centrocampista non lo segue, si creano spazi enormi. Oggi anche squadre meno attrezzate sanno dialogare nello stretto e sfruttare queste situazioni. Non è soltanto una questione di difensori. Anguissa, McTominay, De Bruyne e gli altri centrocampisti devono sostenere un lavoro enorme, ma fisicamente non sempre riescono a farlo. È questo che rende la fase difensiva così vulnerabile".
Quindi, nonostante il rendimento attuale, confermeresti Allegri anche per il futuro?
"Quando fai un contratto triennale a un allenatore come Allegri, secondo me devi essere pronto a tenerlo per tre anni. Ripeto: non era la scelta che avrei fatto io. Ma una volta che hai deciso di investire così tanto su di lui, non puoi permetterti di buttare via tutto dopo pochi mesi. È come comprare un'automobile molto costosa e poi scoprire che non risponde alle tue esigenze. Non puoi semplicemente buttarla e comprarne un'altra se non hai le risorse per farlo. Il Napoli ha sbagliato a non rinnovare adeguatamente la rosa. Oggi bisogna fare i conti con gli infortuni, con la condizione atletica e forse anche con le motivazioni di un gruppo che ha già vinto tanto. Non credo che un nuovo allenatore possa risolvere da solo tutti questi problemi".
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