Castelli: "Illogico e irrispettoso criticare già Allegri! Diamo tempo al Napoli"
Emanuela Castelli, giornalista, è intervenuta sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Venti giorni di pausa saranno davvero infiniti per i tifosi del Napoli, così come per quelli delle altre squadre. Sarà un periodo nel quale Allegri potrà lavorare con i calciatori che rimarranno a disposizione, ma prima c'è la Fiorentina e ci sono tre punti preziosissimi. Innanzitutto per la classifica, perché il Napoli è un po' in ritardo, e poi anche per l'umore. Gli azzurri devono assolutamente provare a tornare da Firenze con il bottino pieno".
Vedi comunque un Napoli in crescita nonostante gli ultimi risultati?
"Sì, la squadra è in ripresa e secondo me bisogna dirlo. Anch'io amo un certo tipo di calcio: trovo indimenticabile il gioco di Spalletti e quello di Sarri. È evidente che a tutti piaccia divertirsi guardando una partita. Con Allegri dobbiamo però abituarci a uno stile differente e non mi aspetto una squadra sempre spumeggiante. I numeri sulla pericolosità e sulle occasioni create, però, ci dicono che il Napoli ha prodotto senza riuscire a capitalizzare abbastanza. A questo vanno aggiunti gli errori difensivi che sono costati carissimo".
Quanto potrebbe aiutare il Napoli giocare contemporaneamente con Gilmour e Lobotka?
"Credo che al Napoli serva tenere il pallone il più possibile. Quando si abbassa, concede campo e porta tutti gli uomini dietro la linea della palla, prende gol sistematicamente. Lo abbiamo visto a Milano, anche se contro una grandissima squadra, e più in generale nella storia recente del Napoli. Il doppio play può aiutare molto perché permette di avere maggiore qualità nella costruzione, nella manovra e nel possesso".
Quindi il possesso può diventare anche uno strumento per proteggere la difesa?
"Assolutamente. Come ha detto anche Rafa Marin, se il pallone è tra i piedi degli azzurri non puoi prendere gol e ti esponi meno ai pericoli. In alcuni momenti noto invece un Napoli troppo remissivo e attendista e lo trovo molto pericoloso. Da questo punto di vista avere due giocatori come Gilmour e Lobotka può rappresentare un vantaggio".
Quanto ti preoccupa invece l'assenza prolungata di Anguissa?
"Abbastanza. Anche oggi ha svolto lavoro differenziato e quindi evidentemente non è pronto per affrontare la Fiorentina, sicuramente non per novanta minuti. L'assenza di Anguissa pesa perché un centrocampista con le sue caratteristiche, capace anche di recuperare palloni, è importante soprattutto se vuoi giocare con il 4-3-3".
Il 4-2-3-1 può essere una soluzione alternativa?
"È un sistema molto interessante, ma deve esserci maggiore incisività sulle fasce. Gli esterni del Napoli in questo momento non stanno producendo tantissimo, anche a livello di cross. Hojlund non viene messo nelle condizioni di essere pericoloso quanto potrebbe e, sotto questo aspetto, credo che le responsabilità non siano principalmente sue".
Perché secondo te il Napoli di Allegri non riesce ancora a coinvolgere completamente i tifosi?
"Per essere sincera, non condivido affatto questa critica pregiudiziale nei confronti di Allegri. Posso capire che il personaggio non sia gradito a una parte della piazza per alcune uscite del passato o per la sua associazione con la Juventus. Ma anche Conte era associatissimo alla Juventus e poi ha conquistato Napoli attraverso le vittorie e il carattere. Allegri, invece, è stato accolto quasi come se fosse il peggior allenatore disponibile sul mercato. Lo trovo illogico, assurdo e anche poco rispettoso della sua carriera".
Quindi ritieni che alcune critiche partano più dal personaggio Allegri che dal suo lavoro a Napoli?
"Sì. Questo Napoli risulta antipatico a qualcuno perché è antipatico Allegri. Non gli vengono riconosciuti neanche meriti oggettivi, come la capacità dimostrata in carriera di lanciare giovani. Poi naturalmente bisogna criticarlo quando sbaglia".
Ad esempio, l'inserimento di Badiashile contro l'Inter è stato un errore?
"È stata una mossa pessima, lo abbiamo detto tutti e lo ha riconosciuto anche lui. Però quella scelta dimostra anche la volontà dell'allenatore di utilizzare tutta la rosa e provare a far sentire ogni giocatore parte del progetto. Ha sbagliato nettamente il momento e la scelta, questo è inequivocabile, ma il principio di coinvolgere tutti secondo me è corretto".
Rispetto alla gestione di Conte vedi quindi una differenza?
"Conte era bravissimo a spremere i suoi calciatori e a ottenere il massimo, però tendeva a utilizzare quasi sempre gli stessi. Alcuni ragazzi, come Vergara, sono stati chiamati in causa anche perché si erano verificati tanti infortuni contemporaneamente. Allegri sta provando invece a coinvolgere maggiormente l'intero gruppo".
Cinque partite sono troppo poche per dare un giudizio su Allegri?
"Assolutamente sì. Allegri ha una carriera straordinaria alle spalle ed è uno degli allenatori più vincenti del calcio italiano. Se farà male a Napoli dovremo giudicarlo anche duramente, ma quattro o cinque partite non rappresentano un campione sufficiente. Credo che possa dare molto al Napoli, ma deve anche essere messo nelle condizioni di lavorare".
Anche il mercato ridotto e i tanti infortuni vanno considerati nella valutazione?
"Certo. Ha accettato una squadra che sostanzialmente ha fatto pochissimo mercato. Oltre a Favasuli, che in questo momento sta strabiliando, è arrivato Badiashile e poco altro, mentre ci sono state diverse cessioni. In più Allegri sta affrontando una serie impressionante di problemi fisici e indisponibilità. In una situazione del genere bisogna concedergli tempo. Veramente, diamogli tempo".
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