Perché Lucca non è partito? Il retroscena: “Ecco cosa chiedevano al Napoli…”
Alessandro Ranieri, procuratore sportivo, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "La Fiorentina ha investito tanto e ha messo a disposizione della squadra parecchi giocatori. Dall'altro lato il Napoli ha avuto alcuni vincoli legati alle regole e soprattutto agli indici relativi ai costi, nonostante la società sia messa molto bene dal punto di vista economico. Questo secondo me ha penalizzato la possibilità di fare ulteriori acquisti".
Anche il mancato arrivo di Gabriel Jesus è dipeso dalle mancate cessioni?
"Negli ultimi giorni non si è riusciti a trovare una soluzione per Lucca e Lang e credo che questo abbia condizionato alcune operazioni, compresa quella per Gabriel Jesus. Probabilmente, con qualche uscita in più, il Napoli avrebbe potuto fare anche qualcos'altro, magari pure in difesa oltre all'arrivo di Badiashile, che contro l'Inter non ha avuto certamente un impatto importante".
Bisogna però considerare anche i riscatti sostenuti dal Napoli?
"Assolutamente. Il Napoli ha dovuto riscattare Alisson Santos e Hojlund, oltre ad avere la seconda tranche relativa a Milinkovic-Savic. Poi sono arrivati Favasuli e Badiashile. Se però confrontiamo semplicemente entrate e uscite delle due società, è evidente che la Fiorentina abbia fatto molto di più rispetto al Napoli".
Con le difficoltà incontrate sul mercato, il Napoli avrebbe potuto puntare maggiormente sui propri giovani?
"È una domanda interessante. Ci sono diversi ragazzi che hanno fatto bene, penso a Prisco, Garofalo e Rao, mentre Vergara ha già dimostrato cosa può fare. Il problema è che il livello della prima squadra si è alzato e un giovane deve essere pronto per affrontare avversari come Arsenal, Inter o Fiorentina. Non è così semplice passare dalle buone prestazioni nelle amichevoli a essere competitivo immediatamente in questo contesto".
Allegri, però, nella sua carriera ha dimostrato di saper lanciare i giovani.
"Infatti credo che da parte sua ci sia anche la volontà di non bruciarli. Allegri è un allenatore molto esperto e sia al Milan sia soprattutto alla Juventus ha dato spazio ai giovani. Bisogna però scegliere il momento giusto e capire se siano pronti per determinate partite".
Qualche ragazzo della Primavera potrebbe comunque essere aggregato più spesso?
"Secondo me sì. Ho visto qualche volta la Primavera e ci sono ragazzi interessanti. Si potrebbe portarne qualcuno in prima squadra anche soltanto per fargli respirare quell'aria, permettergli di conoscere quello che vuole Allegri e iniziare ad abituarsi a un certo livello. Poi, se una partita dovesse mettersi bene, potrebbe esserci anche l'occasione per concedere qualche minuto".
La Fiorentina, così come Atalanta e altri club, sembra investire molto di più nel settore giovanile. È lì che il Napoli deve crescere?
"Sicuramente. Ho visitato due o tre volte il centro sportivo della Fiorentina ed è spettacolare. Investono tantissimo, così come fanno a Bergamo, Sassuolo e anche società come il Frosinone. Poi ci sono Roma, Milan, Inter e Juventus, alcune delle quali hanno anche costruito una seconda squadra Under 23. Il Napoli, invece, deve ancora crescere molto sotto questo aspetto".
C'è il rischio che tanti talenti campani continuino a crescere lontano da Napoli?
"È un peccato. Ci sono tanti ragazzi della nostra regione che vanno altrove e poi magari riescono a costruirsi una carriera importante. Anche Benevento, Avellino e Salernitana investono nei vivai. Il Napoli dovrebbe cercare di non farsi sfuggire determinati profili. Avere in prima squadra calciatori cresciuti nel territorio darebbe anche un senso di appartenenza maggiore e sarebbe una doppia soddisfazione".
Guardando già a gennaio, dove ti aspetti un intervento del Napoli?
"Sicuramente a centrocampo qualcosa andrebbe fatto. Il direttore sportivo ha detto esplicitamente che a gennaio potrebbe esserci qualche operazione e, vedendo la rosa e soprattutto la situazione in mezzo al campo, credo che sia il reparto nel quale ci sia maggiore necessità".
E per Anguissa cosa ti aspetti?
"Mi aspetto un accordo quanto prima. Non so quanto la situazione attuale sia legata agli infortuni, ma parlando con l'intermediario che lo segue in Italia so che c'è qualche mal di pancia. Magari inconsciamente questa situazione può riflettersi anche sull'aspetto fisico. Per questo mi aspetto che si possa arrivare a una soluzione".
In difesa e in attacco, invece, il Napoli potrebbe essere già numericamente coperto?
"In difesa, con i rientri di Marianucci e Buongiorno, credo che ci siano più alternative. Anche davanti numericamente ci sono diversi calciatori: bisognerà vedere cosa succederà con Lucca e Lang, oltre a considerare Giovane, Alisson Santos e Neres. Vergara, secondo me, è un calciatore più offensivo e lo stesso De Bruyne può essere utilizzato più avanti. Molto dipenderà anche dal rendimento della squadra nei prossimi mesi".
Lucca è stato davvero vicino a lasciare il Napoli?
"A me risulta che sia stato offerto più volte, anche con formule molto favorevoli. Il problema è che in alcuni casi veniva chiesto al Napoli di contribuire anche al pagamento dello stipendio. Non si è trovata la soluzione e quindi è rimasto".
Quanto può incidere Fiorentina-Napoli anche sulle strategie e sul clima intorno ad Allegri?
"È una partita molto importante. Se il Napoli dovesse perdere, inevitabilmente qualcuno inizierebbe subito a mettere in discussione determinate scelte. Abbiamo già visto due cambi di panchina tra Bologna e Fiorentina e anche in altre grandi squadre c'è stata pressione sugli allenatori. Nel calcio di oggi il tempo concesso è sempre meno".
Quindi il mercato, in realtà, non chiude mai davvero?
"Praticamente no. Pensavo di poter staccare un po' la spina, ma siamo sempre al lavoro. Per noi agenti naturalmente significa anche opportunità, commissioni e fatture, quindi non ci lamentiamo. Però è indicativo che alla Fiorentina, nonostante un mercato faraonico rispetto a quello del Napoli, siano già state rimesse in discussione alcune scelte compiute appena quindici o venti giorni prima".
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