Corbo: "De Bruyne ormai ha una certa età, quanto può ancora durare?"
Antonio Corbo, giornalista, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Come valuti la permanenza di De Bruyne?
"Bisogna essere molto sereni e oggettivi. Questa è la mia opinione. De Bruyne ha una certa età. Quanto può dare? E si valuta quanto può dare parlandone con Allegri, che poi si assume la responsabilità della conclusione. Punto 2: il Napoli quanto ricava risparmiando un ingaggio molto oneroso e quanto ricava dalla squadra che eventualmente ingaggia De Bruyne? Bisogna fare il pari e il dispari tra quanto può dare De Bruyne in questo anno e quanto il Napoli ricava. E poi il presidente decide. Sono sicuramente tutti ragionamenti legittimi. Ma è una regola questa: se chi ragiona con la testa del tifoso, le decisioni sono sempre condizionate dalle simpatie, soprattutto dal personaggio, dal fascino, dalle suggestioni. C'è un presidente che quando va sotto col bilancio deve andare a riparare. Quando va sopra va a incassare gli utili. Quindi c'è un presidente che si deve prendere la responsabilità di decidere ascoltando il direttore sportivo, il manager e l'allenatore. Deve valutare tra due ipotesi: quanto può dare, in teoria ovviamente, De Bruyne al Napoli alla sua età e quanto può portare nelle casse l'eventuale cessione. Questa è la derivante e viene proprio da queste due valutazioni."
Se le condizioni fisiche dovessero essere abbastanza rassicuranti, perché ovviamente con quei 35 anni il Napoli avrebbe bisogno di De Bruyne in squadra, nel centrocampo di Allegri ce lo vede? Oppure sarebbe comunque come un giocatore a gettoni, uno che può dare di tanto in tanto un contributo?
"Bisogna capire, valutare sempre, quanto può essere determinante sulla stagione del Napoli un contributo episodico, estemporaneo, di un giocatore importantissimo come lui, oppure quanto conviene mettere in cassa un po' di soldi e investirli su un giovane."
Questa sarà anche un po' l'estate X, un po' l'esame per Giovanni Manna come direttore sportivo.
"Le condizioni per cedere i giocatori sono scarse, appena discrete. Perché? Perché c'è una situazione di mercato di assoluta depressione, siamo in fase di recessione. Quando al mercato c'è uno che ha l'urgenza di vendere, ovviamente non riesce mai a vendere agilmente perché è lo stesso mercato che ti condanna. Nel senso che se io so che tu hai giocatori da vendere, cerco di aspettare che i prezzi calino. Quindi i fattori che decidono sono il tempo: chi deve comprare fa passare sempre più tempo nella speranza che si abbassi il prezzo. Questa è la legge del mercato, e poi interviene. Quindi è difficile cedere, però Manna è bravo. Ma soprattutto si può operare anche con qualche scambio. Se ci sono dei giocatori ormai chiaramente che sono dei doppioni, si può anche tentare di cedere, favorire la cessione ad un club che ha una contropartita interessante sul piano tecnico. Questo è il lavoro che deve fare il manager, sempre d'intesa con il presidente, che ovviamente cerca sempre, proprio in quanto presidente, non in quanto De Laurentiis, di fare gli interessi del club, di spendere meno e incassare di più. È un momento difficile per il Napoli perché ha fretta di smaltire tutti gli acquisti sbagliati che ha fatto nel biennio recente, ed è un momento difficile per il mercato. Se oggi c'è un giocatore reclamizzato sul mercato, un club va e spende, investe. Se invece ci sono tanti giocatori che vanno sul mercato perché vengono da una stagione deludente o deficitaria, è chiaro che è più difficile piazzarli."
Per quanto riguarda la rosa attuale del Napoli, dove ci sarebbe bisogno di intervenire?
"Sono tre acquisti da fare. Con la massima urgenza bisogna decidere subito quali sono i tre punti chiave. Punto uno: un centrale difensivo. Punto due: occorre un secondo attaccante, perché il secondo attaccante, dando per scontato che Lukaku non farà parte del Napoli, anche perché lui ha creato intorno a sé una situazione di gelo anche all'interno della squadra, quindi occorre un attaccante proprio di ruolo e Luca finora non ha risposto come magari si sperava. Quindi occorre un attaccante, un centrale di difesa e poi io investirei per un giocatore che sia un giovane di grande avvenire. E qui si vede la forza della società, del manager, dell'organizzazione, di chi può capire dove bisogna investire per fare un affare. Perché il Napoli ha bisogno urgente di comprare un giocatore di avvenire in modo da riattivare l'istinto delle plusvalenze."
Mi interessa molto la tua opinione sulla questione Italia, FIGC, sul caos che sta succedendo.
"Io vi dico la mia, perché ho partecipato anche a una trasmissione notturna di Gigi Marzullo su Rai 1 e ho insistito sul profilo di Malagò. Malagò è un personaggio che a Roma viene definito il piacione, nel senso che va sempre per ammorbidire i toni, per la condivisione, per essere d'accordo con tutti, per un certo equilibrio e uno stile di comportamento. In questo momento occorre un personaggio, vista la situazione che si è creata, un personaggio decisionista. Uno che cominci dalla scelta non del direttore tecnico, visto che prendere il direttore tecnico significa poi che il direttore tecnico deve prendere il CT, però se lo prende sbagliato tu non puoi dire che è sbagliato e quindi rimani nel guado. Malagò ha fatto di tutto per diventare presidente della Federcalcio. Non è arrivato nessuno dalla Luna o da Venere a dire: Malagò, per favore, tu devi fare il presidente della Federazione calcio. Hai fatto di tutto, dopo il Coni, dove hai fatto bene anche con Cortina Milano, hai una buona carriera. Hai fatto di tutto per chiudere la tua carriera come presidente della Federazione calcio, visto che il calcio ti piace. Bene, ti devi prendere le responsabilità. La prima responsabilità è scegliere l'allenatore. Poi, in subordine, devi prendere un dirigente in grado di studiare le riforme per il calcio italiano e riportare in qualche modo il calcio italiano ai livelli di una volta. Bisogna decidere se è possibile ridurre non il numero degli stranieri da tesserare, ma degli stranieri da impiegare contemporaneamente in una partita. Pensate che il numero degli stranieri che vanno in campo è talmente forte, talmente alto, che un italiano non riesce ad emergere. E se un italiano non emerge non giocherà mai in nazionale e la nazionale sarà sempre eliminata dai prossimi mondiali. Quindi occorre la riforma del calcio e la devi affidare a persone di studio competenti che valutino anche gli aspetti del diritto internazionale e del diritto del lavoro. Sul piano tecnico ti devi affidare a una persona. Tu sei Malagò, sei diventato presidente della Federazione calcio: scegli il tuo commissario tecnico. Perché il giudizio che l'Italia darà su Malagò presidente del calcio sarà in proporzione ai risultati della nazionale."
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