Bucchioni: "Mercato Napoli? In Italia pochi soldi e poche idee"
Enzo Bucchioni, giornalista, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Enzo Bucchioni sulla Nazionale
"Un caos totale che ci riporta indietro di un mese. La sensazione è che si stia azzerando tutto quello che era stato costruito. La storia di alcuni personaggi, come Maldini, ci dice che difficilmente accetterà un no di Malagò sulla scelta del commissario tecnico. Aveva chiesto autonomia completa, gli era stata concessa, ha scelto Pirlo e, a questo punto, secondo me insieme a Pirlo salterà anche lui. Abbiamo perso un altro mese di tempo.
C'è da ricostruire una Nazionale e un intero movimento calcistico, servono riforme profonde, idee e innovazione. Maldini e Leonardo sembravano gli uomini giusti per farlo: due figure di spessore internazionale e grande carisma. Poi però tutto si è incagliato sulla scelta di Pirlo, una decisione che sinceramente non ho mai compreso e che probabilmente non ha capito neppure Malagò.
La vicenda della sponsorizzazione con un'agenzia di scommesse russa è servita, secondo me, a bocciare una scelta tecnica che non era gradita. Quel problema si sarebbe potuto superare: Pirlo avrebbe potuto rinunciare allo sponsor. In realtà dietro c'era una forte contrarietà alla scelta tecnica.
Condivido anche l'analisi sulla debolezza di Malagò. Pensavamo fosse un uomo forte, ma oggi non lo è. Di fronte a una scelta impopolare come quella di Pirlo, non solo a livello di opinione pubblica ma anche nel mondo del calcio, non è riuscito a sostenerla. Quando in Lega vennero presentati Maldini e Leonardo si parlava ancora di Guardiola, nessuno immaginava Pirlo. Quando il suo nome è uscito allo scoperto, tutto il movimento calcistico ha manifestato contrarietà e Malagò non ha avuto la forza di difendere la decisione del suo direttore tecnico.
La vicenda delle scommesse gli ha dato una via d'uscita per bocciare Maldini, cosa che fino a poche ore prima non aveva potuto fare. È la dimostrazione che il presidente federale è ancora condizionato dalle varie componenti del calcio italiano e non ha la forza di decidere autonomamente."
Sul mercato del Napoli
"L'infortunio di Buongiorno apre inevitabilmente una casella da riempire e il Napoli dovrà intervenire. Si è parlato tanto di Gatti, ma come succede spesso nel mercato italiano bisogna aspettare che si muovano anche gli altri club. Oggi il Napoli non può decidere autonomamente di prendere un giocatore pagando qualsiasi cifra.
La società aveva già spiegato che sarebbero serviti soltanto degli aggiustamenti: ridurre il numero dei giocatori in rosa, confermare quelli graditi ad Allegri e, al massimo, prendere un esterno destro come alternativa a Di Lorenzo. Poi è arrivato l'infortunio di Buongiorno e adesso bisognerà capire come si muoverà il mercato.
Se la Juventus prenderà un altro difensore, magari Lucumí, allora Gatti potrebbe diventare realmente cedibile a cifre più vicine a quelle del Napoli. È solo un esempio, ma rende l'idea: bisogna avere pazienza perché il mercato italiano, con pochi soldi e poche idee, deve ancora entrare nel vivo.
Anche Juventus e Milan sono bloccate. Prima devono vendere e solo dopo potranno comprare. Il Napoli, rispetto alle altre big, è comunque avvantaggiato perché deve fare poco. Quel poco, però, deve farlo bene: serve un difensore centrale affidabile e gradito ad Allegri. Per il resto la squadra è sostanzialmente fatta.
Mi incuriosisce anche l'idea di Allegri di provare Vergara da centrocampista offensivo. Potrebbe diventare una soluzione in più in mezzo al campo. Gli esterni ci sono, gli attaccanti anche. Ora bisogna soprattutto lavorare sulle uscite, perché saranno proprio le cessioni a generare le risorse per completare la difesa."
Sul futuro di Lukaku, De Bruyne e Vergara
"Su Lukaku la situazione è abbastanza semplice. Lo dico da tempo ed è quello che ha confermato anche il suo procuratore Pastorello: Lukaku non può restare al Napoli e non ci resterà. Non può fare la riserva di Hojlund. Non solo per una questione di prestigio, ma anche perché fisicamente è un giocatore che ha bisogno di continuità. Non è uno che entra per dieci o quindici minuti. Ha bisogno di giocare con regolarità per essere al meglio.
C'è poi un aspetto ambientale: dopo quello che è successo, tenerlo sarebbe complicato. Bisognerà trovargli una soluzione. Lo stesso discorso vale anche per Lucca. Finora non ho sentito da parte di Allegri parole particolarmente entusiaste nei suoi confronti. Quando un allenatore dice che deve valutarlo, spesso è una risposta diplomatica.
Lucca è un altro giocatore che difficilmente accetta il ruolo di riserva. È soprattutto una questione mentale: bisogna dimostrare sul campo di meritare il posto e non pensare che il posto spetti di diritto. Se invece pensi di meritarti il ruolo solo perché ti chiami Lucca, allora devi cercare una squadra che ti garantisca la titolarità.
**Per quanto riguarda De Bruyne, invece, credo che Allegri voglia prima valutarlo sul campo. Tutto dipenderà dalle motivazioni. Se tornerà con la voglia di dimostrare di essere ancora De Bruyne, allora resterà. In quel caso Vergara potrebbe rappresentare l'alternativa ideale: un giocatore giovane, fresco, con caratteristiche in parte simili, ovviamente con le dovute proporzioni, che possa crescere alle spalle del belga e dare il suo contributo entrando a gara in corso."
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