De Bruyne show, Mignano: "Capiremo che calciatore è solo quando andrà via"
Raffaele Mignano, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Era ora di vedere un Napoli di questo tipo. Se volessi utilizzare una titolazione direi che è stato un 'Napoli al bacio'. Ha cambiato, trasformato e rivitalizzato il proprio modo di giocare. Contro un Frosinone tutt'altro che semplice ha preso in mano la partita, l'ha gestita bene anche una volta passato in vantaggio e ha espresso ottime individualità. Ha dimostrato inoltre di poter essere una squadra camaleontica, capace di adattarsi sia alla difesa a tre sia a quella a quattro. Chi lo dava già per spacciato dopo le prime partite dovrà ricredersi. Cinque o sei gare sono davvero troppo poche per tracciare il bilancio di un'intera stagione. Adesso la crescita si vede e bisogna capire quali ulteriori margini possa avere una squadra che può essere protagonista".
Più del modulo ha impressionato la fame mostrata fin dai primi minuti. Ti aspetti lo stesso Napoli anche contro il Villarreal e nelle prossime partite?
"Sì, perché penso che Allegri stia pian piano entrando nella testa dei calciatori. Durante questa pausa ha lavorato molto e credo continuerà a farlo soprattutto sull'aspetto psicologico, che non è affatto secondario in una rosa composta da giocatori importanti e tecnicamente molto validi. Il gruppo sta imparando la lezione del professor Allegri. È come se si fossero guardati negli occhi e avessero stretto un patto tra loro, cercando anche di riconciliarsi con il pubblico e con una città che si era molto divisa nel giudicare le prime prestazioni. È una ricostruzione un po' romanzata, ma credo che all'interno del gruppo qualcosa sia realmente scattato. Contro il Frosinone si è trasformato in un risultato soprattutto convincente".
Badiashile e Lang sono due dei calciatori che sembrano maggiormente rivitalizzati. Che impressione ti hanno fatto?
"Badiashile è stato attento e preciso. Non credo sia ancora al massimo della condizione, ma può dare un contributo molto importante durante una stagione così intensa. Qui vedo anche il merito di Allegri, che porta con sé l'esperienza accumulata nei grandi club e sa come gestire giocatori arrivati magari con qualche difficoltà e rimetterli in carreggiata. Lo stesso discorso vale, in maniera diversa, per Lang. Tecnicamente non mi permetto di discuterlo: possiede qualità notevoli. Contro il Frosinone mi è piaciuto perché ha giocato maggiormente per la squadra e ha mostrato cattiveria nell'attaccare l'area e cercare la conclusione. Lang ha però una personalità particolare, molto libera e spregiudicata. Questa sorta di anarchia fa parte anche del suo carattere, così come la tendenza a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come ha fatto parlando di Conte. Non lo condanno per questo. Bisogna valutarlo sia come uomo sia come calciatore e, sotto il profilo tecnico, per me non si discute: anche lui si candida a essere protagonista della stagione".
Su De Bruyne sei particolarmente netto: che giocatore può essere ancora per il Napoli?
"De Bruyne sarà ancora oggetto di tantissime discussioni durante questa stagione, ne sono sicuro. Ma ai tifosi dico una cosa: vi accorgerete davvero del valore del grande campione che il Napoli ha avuto quando De Bruyne andrà via. Soltanto allora probabilmente comprenderemo fino in fondo quale giocatore abbia indossato questa maglia. Allegri gli ha praticamente consegnato le chiavi della squadra ed era un passaggio che andava fatto. De Bruyne rappresenta anche la vetrina bella del Napoli, quella che esporta il brand del club in Italia e in Europa. È un top player e questo non può essere messo in discussione. Un calciatore del genere aumenta anche l'attrattività del progetto: se De Bruyne ha scelto Napoli, altri grandi giocatori possono guardare al club e pensare di voler vivere la stessa esperienza. Per me è un numero 10 nel senso calcistico del termine: pensa come un 10, si muove come un 10, ragiona come un 10 e dimostra di avere un talento straordinario. La maglia numero 10, naturalmente, resta quella di Diego e non la affiderei a nessuno. Ma se parliamo di caratteristiche e leadership, De Bruyne è un 10".
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