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Forgione: "Hojlund che colpe ha? Troppo lavoro sporco e pochi palloni buoni"

Forgione: "Hojlund che colpe ha? Troppo lavoro sporco e pochi palloni buoni"
Oggi alle 19:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

C'è bisogno che l’ambiente si carichi un po’ e ritrovi quello spirito combattivo che ha perso da quando non ci si gioca più almeno la speranza Scudetto. Tu cosa ne pensi?

"Per me è necessario. Adesso bisogna evitare qualsiasi tipo di polemica, anche questi dibattiti che si stanno montando in queste ore, da qualche giorno, poi fluttuanti anche nell’esito, dipende dalla situazione. Io questi dibattiti li rimanderei a un altro momento. Adesso bisogna compattarsi tutti quanti e stare attorno alla squadra senza fare troppe polemiche attorno all’allenatore, perché io credo che adesso bisogna portare, come ha detto anche lui, questa nave in porto e poi ripartire da capo. Non bisogna fare eccessivi drammi perché la stagione sapevamo che si era messa male e quindi averla portata fin qui mi pare di poter dire che comunque si siano salvati capra e cavoli. Cerchiamo di non affondare, perché poi ci vuole poco a rovinare tutto. Invece il Napoli non deve rovinare assolutamente nulla: ha a portata di mano un traguardo comunque importante per la vita del club e bisogna raggiungerlo. Quindi evitiamo le polemiche, le rimandiamo a dopo e poi decidiamo, anche perché queste polemiche saranno completamente rinvigorite oppure totalmente smorzate nel momento in cui ci sarà il risultato finale. Poi il presidente e l’allenatore si incontreranno e capiremo tutti un po’ di che morte dovremo morire."

Hoylund è il 98° giocatore per xG nelle ultime sei presenze in Serie A, nelle quali ha fatto zero tiri in porta. Dov’è il problema?

"Il problema è proprio nella capacità di innescare i giocatori deputati a fare gol. Ormai è evidente, è solare il problema: non si riesce proprio a lavorare per mettere in condizione chi deve mettere la palla in rete di farlo. Se hai una punta centrale che sta lì e fa spalle alla porta, purtroppo riceve palloni non corretti. Va bene il lavoro sporco, ma il lavoro sporco deve anche essere propedeutico a una fase diversa. Se quella fase diversa non esiste, che è la fase principale del gioco di un attaccante, di una punta centrale, poi alla fine perdi completamente la forza offensiva, la capacità offensiva, e disinneschi quello che deve essere il tuo terminale. Io credo che lavorare troppo sulle fasce o comunque lavorare per mandare un calciatore in profondità, facendogli fare solo il centravanti boa in stile pallanuoto, faccia perdere la capacità offensiva di quel calciatore."

Come mai in questa annata il Napoli è stato così criticato?

"Ritengo che questa piazza non sia diversa da altre piazze. Quando c’è troppa abbondanza, quando c’è troppo cibo a tavola, poi le prelibatezze perdono valore, cala l’appetito. C’è una sorta di schizofrenia in questa piazza. Noi ci permettiamo di discutere allenatori come Ancelotti e Conte. Per carità, con Ancelotti è chiaro che i risultati non sono venuti, ma bisogna discutere perché non sono venuti quei risultati. Ancelotti non è venuto certamente qui a pettinare le bambole. E adesso, dopo uno Scudetto di Conte, ci permettiamo anche di discutere Conte. Abbiamo avuto negli ultimi anni allenatori che sono veramente i migliori sulla piazza, se non perlomeno i migliori italiani in giro per il mondo. Bisogna stare un attimo attenti. Questa schizofrenia si manifesta nel momento in cui, come dico sempre, fino a 4-5 anni fa, quando non arrivavano gli Scudetti, il bersaglio era De Laurentiis perché il Napoli non vinceva. Adesso il bersaglio è l’allenatore perché magari si vince ma non c’è il gioco. Il discorso è voler la botte piena e la moglie ubriaca, ma è difficile avere entrambe le cose. Quindi dobbiamo stare molto calmi e dare credito a questo presidente, a questa società che lavora bene, e non buttare a mare il bambino con tutti i panni quando le cose non vanno bene. Perché poi alla fine, guardando con lucidità le cose, non stanno andando male: il Napoli è secondo, non è decimo. Sono le aspettative che stanno inquadrando male la situazione."

È vero che il Napoli è secondo anche per demeriti delle altre squadre?

"Se facciamo questo discorso però non ne usciamo, perché con lo stesso discorso si sta ragionando anche sullo Scudetto dell’anno scorso. Molti dicono che il Napoli ha vinto lo Scudetto perché l’Inter glielo ha regalato, ma non è così. Se c’è una concorrenza che evidentemente non è a livello, il Napoli questo secondo posto se lo sta guadagnando come si è guadagnato il primo posto l’anno scorso. Non è che gli altri, se non sono riusciti a fare meglio, è perché sono scarsi. È chiaro che c’è un livello scarso in generale nel campionato italiano, dove forse solo l’Inter è riuscita a dimostrare il suo valore, però non è che il Napoli sia talmente scarso da dover ringraziare gli altri perché sono stati ancora più scarsi. Mi sembra un discorso un po’ paradossale. Io me lo tengo il secondo posto, con tutto che il Napoli è in netta depressione di gioco e di risultati. Ma lo è perché in questo momento, come ho detto prima, non ha forze: non ha forze nelle gambe, non ha energie mentali. Quindi bisogna arrivare all’ultimo chilometro, chiudere questa contesa, tagliare il traguardo e ricominciare. Poi, se le cose dovessero cambiare, staremo qui a parlare in futuro di come abbiamo considerato il campionato di Conte e magari al ritroso rivaluteremo questo secondo posto."

Conte ha parlato spesso di presupposti per rimanere a Napoli. Quali sono invece i tuoi presupposti per far rimanere Conte? 

"Conte deve lavorare, indubbiamente. Intanto deve ridurre le sue pretese, perché evidentemente quest’anno ha dimostrato di non essere così capace dal punto di vista manageriale. Si presenterà al tavolo della discussione con De Laurentiis con una forza minore rispetto all’anno scorso, anche perché l’anno scorso aveva vinto lo Scudetto, era l’eroe della città, aveva salvato capra e cavoli, quindi poteva garantirsi una posizione migliore di quella che non ha quest’anno. Quest’anno la posizione di vantaggio ce l’ha De Laurentiis. Conte deve accettare determinati diktat che quest’anno può fare De Laurentiis: l’anno scorso li poteva fare Conte. Sicuramente deve lavorare su una migliore cifra estetica del gioco del Napoli, perché il Napoli in questo momento sta dimostrando di non riuscire a ottimizzare le sue capacità e possibilità. Conte è un allenatore di primo ordine, e lo ribadisco: di primo ordine. Quindi discutere un allenatore di primo ordine, come ho detto prima, mi risulta abbastanza cervellotico. Però, se è un allenatore di primo ordine, deve anche dimostrarlo, perché negli ultimi tempi purtroppo sta subendo un’involuzione. Anche lui forse ci sta capendo poco. Deve avere la serenità di accettare determinate situazioni e anche la serenità di ricominciare da capo, perché evidentemente il progetto tattico di quest’anno ha dimostrato che non funziona. Quindi bisogna portare delle migliorie e sicuramente un allenatore come lui può farlo, perché non può essere un allenatore fermo sulle sue rigide posizioni."