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Forgione: “Lucca strapagato e risultati non accettabili! A gennaio serve un attaccante"

Forgione: “Lucca strapagato e risultati non accettabili! A gennaio serve un attaccante"
Oggi alle 17:00Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Angelo Forgione chiede un nuovo attaccante a gennaio per affiancare Hojlund.

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone, smartTv e DAB Campania.

Il Napoli a gennaio dovrebbe intervenire sul mercato anche per trovare un'alternativa a Hojlund?
“Evidentemente il faro è puntato sulla seconda punta, che chiaramente è solare, lo stiamo capendo, l'abbiamo capito l'anno scorso, ma lo stiamo capendo anche quest'anno. Non si vuole certamente buttare la croce addosso a Lucca, ma un attaccante che viene pagato quanto è stato pagato Lucca o fa bene, e quindi segna e fa la differenza, oppure è costretto a portare addosso la croce del prezzo che è stato pagato. Siccome su Lucca si è fatto un investimento anche troppo esoso e non è stato ripagato in termini di gol e prestazioni, è evidente che tutti quanti hanno una visione del Napoli che è una squadra monca, che ha un attaccante e non ha il suo alter ego. Se oggi il Napoli si consente di avere come alter ego Lucca, ci riprova ancora una seconda volta a rilanciarlo, ma i risultati non sono ancora accettabili. È chiaro che poi bisogna pensare a gennaio, ritornare sul mercato e mettere dentro un attaccante importante. E mi chiedo anche: magari i fari sono puntati su Lucca perché Lucca è stato strapagato e gioca anche magari male, ma io mi chiedo poi, Guiu, che fine ha fatto? Perché questo ragazzo non gioca? Perché non viene impiegato? Perché non viene provato magari come seconda punta? Qualche chance gliela si può anche dare a questo ragazzo, il quale invece è totalmente dimenticato e anche lui non è che sia stato regalato”.

Il Napoli deve tornare alla vecchia filosofia di mercato di De Laurentiis?
“Speriamo che Guiu torni in forma, disponibile al 100% quanto prima, perché io vorrei provare a capire anche questo ragazzo che tipo di calciatore è, se è carne o pesce. Anche perché poi qui si tratta proprio di valutare le ultime scelte. Sostanzialmente tutto un cerchio nel quale poi va messo il mercato, il modo di intendere il mercato del Napoli nell'ultimo anno, che ha perso completamente il filo rispetto al Napoli che è sempre stato. Il Napoli deve tornare a essere il Napoli che conosciamo, il Napoli di De Laurentiis: andare sul mercato laddove magari non va nessuno, pescare calciatori promettenti, portarli dentro, valorizzarli e fare del Napoli qualcosa di più grande di ciò che è la sua dimensione. Questo è il senso del Napoli di De Laurentiis. A me pare che invece da un anno a questa parte, forse anche qualcosa di più, ma mi limiterei semplicemente a quest'ultimo anno, per varie vicissitudini che conosciamo, non solo interne ma anche esterne, e per i paletti che sono stati messi sul mercato, il Napoli abbia perso un po' la bussola e deve tornare a recuperarla”.

Gli infortuni di Favasuli e Olivera possono frenare l'eventuale passaggio di Allegri alla difesa a tre?
“Mi pare abbastanza difficile abbozzare delle rivoluzioni tattiche quando non hai gli uomini a disposizione, quando non hai la sicurezza e la certezza, anche a livello psicologico, di una situazione di classifica che magari devi recuperare. Quindi al momento non vedo la possibilità di fare questo esperimento. Immagino che Allegri lo proporrà, lo proporrà magari più avanti”.

Questo calendario, con soste così lunghe per le Nazionali, andrebbe ripensato?
“De Laurentiis qualche tempo fa disse una cosa giustissima che io sposo e condivido appieno. Basterebbe semplicemente accorpare queste pause in un periodo della stagione, magari quello finale. Si gioca tutto il campionato senza pause per le Nazionali e poi magari a maggio dedichi un mese, un mese e mezzo alla Nazionale, ma a campionati finiti. Secondo me sarebbe una soluzione ottima che salva i quattro interessi della Nazionale, quindi dei commissari tecnici che potrebbero lavorare in quel mese particolare. Poi magari apri delle finestre durante la stagione, questo sì, senza interrompere completamente il lavoro dei ct, però a livello agonistico crei questo spazio nel corso dell'anno, magari anche due spazi nel corso dell'anno dove si può giocare serenamente. Ma interrompere il campionato in questa maniera brutale per giocare quattro partite della Nazionale e stressare i calciatori alla stessa maniera come si fa nei club... Qui bisogna porsi proprio il problema di giocare di meno, invece mi pare di capire che non si fa nulla per fare questo”.