Crisi Napoli, Orsi: "Allegri ha le sue colpe, ma la squadra sembra svuotata"
Nando Orsi, ex portiere e allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Il Napoli deve innanzitutto fare una prestazione diversa rispetto alle ultime partite, ritrovare unità di squadra e mettere da parte litigi e tensioni. Affronta una Lazio che è prima in classifica, con nove vittorie e un pareggio, e che sta giocando con grande fiducia. Il Napoli, al contrario, mi sembra una squadra che entra in campo con tanta voglia di fare, ma che alla prima difficoltà si scioglie. Ed è sorprendente, considerando l'esperienza dei giocatori che ha a disposizione. Se guardiamo soltanto i nomi, il Napoli è superiore alla Lazio. Ma le partite si giocano anche con i cambi e oggi Allegri, quando si gira verso la panchina, ha pochissime alternative per via degli infortuni. Gattuso, invece, può contare anche su giocatori che entrano dalla panchina e mantengono alto il livello della squadra".
Ti aspettavi da Allegri una squadra così fragile, soprattutto nella gestione delle partite e dello spogliatoio?
"Allegri ha sicuramente le sue colpe, nella gestione del gruppo e nelle scelte. Ma se spostiamo tutte le responsabilità su una sola persona commettiamo un errore. Le responsabilità sono di tutti, a partire dal presidente fino ad arrivare ai calciatori. In campo vanno i giocatori e molti non stanno rendendo per quelle che sono le loro qualità. Quando guardo il Napoli contro il Porto o contro il Venezia, ho la sensazione di vedere una squadra svuotata. È un gruppo che negli ultimi anni ha vinto due Scudetti e che forse ha già dato il massimo. Ci sono calciatori che giocano insieme da tanto tempo, hanno un anno in più e possono aver perso parte delle motivazioni. Mi aspettavo certamente qualcosa in più da Allegri, ma anche da De Bruyne, da Anguissa, dai difensori e da tanti altri. Non possiamo pensare che sia soltanto l'allenatore a dover risolvere tutto".
Il Napoli ha subito 24 gol e continua a commettere errori anche a difesa schierata. È soprattutto un problema di organizzazione?
"Un problema di organizzazione può esserci, ma secondo me bisogna considerare anche la responsabilità dei singoli e la mancanza di attenzione collettiva. Le situazioni sui calci piazzati vengono provate in allenamento. Poi può capitare di sbagliare, come è successo contro il Porto. Ma quando subisci un gol in quel modo, da squadra esperta devi reagire e fare in modo che non accada nuovamente. Il Napoli si disponeva con tanti giocatori vicino al limite dell'area piccola, lasciando spazio a chi arrivava da fuori. Per due volte gli avversari sono riusciti a partire da dietro e ad anticipare i difensori con il terzo tempo. In quei momenti bisogna avere maggiore attenzione, percepire il pericolo. Puoi anche non arrivare sul pallone, ma devi impedire all'avversario di colpirlo indisturbato. Mi è sembrato invece che mancasse proprio questa percezione del pericolo. Con giocatori così esperti faccio fatica a pensare che sia soltanto un problema di organizzazione. C'è anche poca attenzione e questo non deve succedere".
Il Napoli rischia di compromettere definitivamente la stagione. Che cosa deve fare per evitare un ulteriore crollo?
"È una squadra dalla quale ci aspettavamo molto di più, sia in campionato sia in Champions League. Non può permettersi di continuare a fare queste brutte figure. Bisogna restare uniti. I giocatori devono guardarsi negli occhi nello spogliatoio, mettere da parte i rancori e capire che questa è una partita fondamentale, anche se siamo ancora nella prima parte della stagione. L'allenatore deve trovare le parole giuste per motivare diversamente la squadra. In questo momento, secondo me, il problema non è tanto tattico quanto psicologico e di compattezza. Contro la Lazio mi aspetto un Napoli che abbia fame, che sia anche un po' ignorante nell'atteggiamento, nel senso positivo del termine. Deve mettere in campo determinazione, cattiveria agonistica e voglia di vincere. Quella di domani deve essere soprattutto una partita di pancia, più che una partita tattica. Vincere permetterebbe di affrontare la sosta con maggiore serenità, parlare dei problemi e provare a ricominciare".
Il ritiro deciso dalla società può aiutare a ricompattare uno spogliatoio nel quale sono emerse tensioni anche pubblicamente?
"È proprio questo l'aspetto più brutto: vedere i calciatori che, dopo una partita, sembrano scaricarsi le responsabilità a vicenda. Il ritiro può essere utile se serve a chiarire queste situazioni. I giocatori sono professionisti e devono essere capaci di mettere da parte i rancori personali. Anche Allegri deve essere bravo a ricucire determinati rapporti e a riportare serenità all'interno del gruppo. Alla fine quello che conta è il bene comune, non l'interesse del singolo. Il Napoli ha ancora le qualità per uscire da questa situazione, ma deve ritrovare compattezza e dimostrare sul campo di essere una squadra".
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