Khalaili sfumato, Longari: "Errore strategico, il Napoli doveva chiuderlo prima"
Gianluigi Longari, giornalista di Sportitalia, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Il Napoli ha perso un'occasione su Khalaili oppure ha fatto una riflessione tecnica ed economica?
"Secondo me è una scelta da parte del Napoli, non una necessità economica. È una scelta economica, nel senso che c'è la volontà da parte del Napoli di non spendere in questa sessione di mercato nella maniera in cui aveva fatto negli anni precedenti, quando c'era Conte in panchina. Penso sia una scelta di campo. Io la vedo un po' come un'occasione persa, perché rispetto all'Inter il Napoli su questo profilo c'era arrivato almeno un mese prima. Sul giocatore c'era il Napoli, il giocatore aveva un accordo con il Napoli e il Napoli non ha mai raggiunto le richieste dell'Union Saint-Gilloise, non ci si è nemmeno avvicinato in quella fase."
L'inserimento dell'Inter ha cambiato lo scenario?
"Il mercato porta anche le squadre non solo a fare strategia, ma anche a reagire. Se la tua principale concorrente in Italia perde il suo primo obiettivo, va su un profilo che reputa molto competitivo per la fascia destra e probabilmente, a questo punto, il profilo più competitivo per la fascia destra è Khalaili. Adesso ti trovi davanti la concorrenza dell'Inter, che offre una proposta soddisfacente al giocatore e ha anche la possibilità di spendere più del Napoli, perché aveva destinato un budget molto superiore a quello che era l'obiettivo iniziale. A ciò aggiungi che si è ufficializzata la cessione di Dumfries al Real Madrid e questo vuol dire che, oltre all'aspetto economico, proponi anche un progetto tecnico nel quale il giocatore arriva per prendere il posto di un terzino che va al Real Madrid. È una prospettiva molto appagante per Khalaili."
Il Napoli avrebbe dovuto chiudere prima l'affare Khalaili?
"Secondo me il Napoli avrebbe dovuto chiudere prima questo affare, prima che ci fosse la possibilità di inserimento da parte di altre squadre. Se devi fare una telenovela di mercato per provare a vedere che succede, devi farlo finché non ti rendi conto che la concorrenza può diventare difficile da superare. Nel momento in cui l'Inter perde Dumfries, chiudi Khalaili se si tratta di una cosa fattibile dal punto di vista economico. Così prendi il giocatore e metti ancora in difficoltà la tua diretta concorrente, che avrebbe dovuto cercare un'opzione diversa per sostituire uno degli esterni destri più performanti che il calcio continentale abbia proposto. Secondo me questo è un errore strategico da parte del Napoli, dovuto al fatto che De Laurentiis non voglia più lasciarsi andare a spese molto importanti."
Le difficoltà del Napoli dipendono anche dal bilancio appesantito dalla gestione Conte e dai tanti esuberi?
"Sicuramente sì. Il Napoli non è che non abbia la disponibilità economica per fare questo affare. Poi subentrano discorsi e logiche di bilancio che ti impongono di fare scelte diverse e un mercato diverso, dopo due mercati nei quali hai banchettato. L'estate scorsa si fa male il tuo centravanti, Lukaku, e nel giro di cinque giorni soffi al Milan il centravanti che stava comprando e metti sul piatto 50 milioni di euro per Hojlund. È ovvio che poi, se fai quel tipo di squadra e fai la Champions League che ha fatto il Napoli, i conti ne risentono e devi fare scelte diverse."
Il Napoli avrebbe potuto comunque fare uno sforzo per Khalaili?
"Quella di spendere meno è una scelta condivisibile. Quello che voglio dire è che in quella circostanza forse sarebbe stato più intelligente fare uno sforzo per portarsi a casa Khalaili e soffiarlo alla tua diretta concorrente, mettendola ulteriormente in difficoltà dopo che ha perso probabilmente il più forte esterno destro che c'era in Italia e in Europa. Valeva il rischio di alzare di 4-5 milioni l'offerta all'Union Saint-Gilloise, portarsi a casa Khalaili e mettere ancora più in difficoltà l'Inter. È una scelta dettata da questioni di bilancio, non da necessità economica. Il Napoli, volendo, poteva fare una decisione di mercato dello stesso livello di spesa della passata stagione."
Dal punto di vista tecnico Khalaili era davvero adatto al Napoli?
"Condivido il ragionamento tecnico. Khalaili è un giocatore esploso quest'anno da quarto o quinto di centrocampo, mentre in una difesa a quattro praticamente non ha mai giocato da terzino basso. È giovane e ha margini per poter fare anche quel ruolo, però evidentemente, se Allegri dovesse votare più per la difesa a quattro che per quella a tre, un investimento così oneroso forse il Napoli non lo fa su un giocatore che non ha ancora quel ruolo naturale per andare a sostituire Di Lorenzo. Il Napoli cerca da tempo un'alternativa a Di Lorenzo, un giocatore che ha giocato praticamente sempre salvo infortuni, quindi è normale che ci sia una riflessione."
L'Inter può valorizzare meglio Khalaili rispetto al Napoli?
"Questo forse è stato un punto di forza dell'Inter. Il giocatore si sente stuzzicato dalla possibilità di venire a fare esattamente il suo ruolo in un contesto tattico che lo valorizza. Un conto è farlo al Napoli allenato da Allegri, un conto è farlo all'Inter, perché nel calcio dell'Inter il quinto ha compiti molto più propositivi. Khalaili viene definito anche come attaccante: nasce esterno alto e poi viene adattato a quinto. È un tipo di traiettoria simile a quella fatta da Perisic, che parte da esterno alto e poi si trasforma in quinto."
Allegri avrebbe potuto comunque trovare una collocazione a Khalaili?
"Allegri, che a me non fa impazzire dal punto di vista tattico, ha un pregio: la duttilità tattica, il trasformismo. Non è un allenatore con un dogma tattico che non mette mai in discussione. Khalaili poteva essere un'opzione: nel 4-3-3 poteva fare il quarto di difesa o paradossalmente il terzo d'attacco, cioè il suo ruolo naturale. Se poi si scopre che è un esterno a tutta fascia fenomenale, può valere la pena cambiare modulo e fare il 3-5-2, che è esattamente quello che Allegri ha fatto l'anno scorso con il Milan. Non è un talebano tattico: l'unica cosa su cui non transige è privilegiare la fase difensiva al resto. Sicuramente un calciatore con caratteristiche spiccatamente offensive come Khalaili, se deve scegliere tra un progetto tattico e l'altro, cerca quello che lo valorizza di più."
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