Podcast

Il match analyst Galardo: “Problema di gestione sul 2-1! Cambio modulo e Badiashile..."

Il match analyst Galardo: “Problema di gestione sul 2-1! Cambio modulo e Badiashile..."
Oggi alle 21:45Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone

Il Napoli esce da San Siro con una sconfitta che lascia più di qualche rimpianto. Gli azzurri erano avanti 2-0, hanno creato tanto, ma hanno subito la rimonta dell’Inter anche per alcune scelte nella gestione del match. Dove ha svoltato la partita? E quanto hanno pesato il cambio di modulo e l’ingresso di Badiashile? Ne abbiamo parlato con il match analyst Francesco Galardo è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Inter-Napoli? Sarà stato già detto da chiunque, ovviamente, ma parto dal presupposto che sia stata una partita talmente aperta che credo avrebbe potuto svoltare da un lato o dall’altro. Se proprio dobbiamo trovare qualche problemino, secondo me è stato nella gestione della partita dopo il primo gol dell’Inter, quindi dopo il 2-1.

Lì si poteva, anche se parlare a posteriori è sempre più facile perché trovarsi in campo e prendere decisioni così importanti non è semplice, ipotizzare una gestione diversa. Magari evitare l'inserimento di Badiashile, che veniva da un lungo stop e non era in perfetta forma, oppure evitare di cambiare modulo. Si poteva inserire Gilmour non come sostituto di Lobotka, ma magari insieme a lui, per cercare di essere un pochino più equilibrati. La partita, secondo me, va divisa in due, tra primo e secondo tempo, non tanto per quello che ha fatto il Napoli, ma per quello che ha fatto l'Inter. Nella prima parte del primo tempo, soprattutto fino al cooling break, l'Inter ha schiacciato il Napoli nella sua area di rigore, però ha avuto solo potenziali occasioni. Di reali situazioni di pericolo ce ne sono state poche, perché si è quasi autoneutralizzata. Dimarco, ad esempio, aveva molta libertà di variare su tutto il fronte: non rimaneva largo, attaccava la profondità, spesso si vedeva centrale, altre volte in associazione a destra. Il Napoli, mettendosi lì dietro con un castelletto centrale ben fatto, è riuscito a neutralizzarlo. Poi, una volta passata la sfuriata iniziale dell'Inter, il Napoli è riuscito a prendere campo e a creare diverse occasioni da gol, compresa quella clamorosa di Anguissa. Dopo il 2-0, il Napoli era partito a mille con delle ripartenze che, devo dire, mi hanno impressionato. Fino al doppio vantaggio è arrivato tre o quattro volte a velocità veramente importanti. Però, ovviamente, l'Inter lì ha sfruttato un po' la pigrizia dei difensori e degli esterni del Napoli. Sul primo gol, Politano si perde Dimarco in una situazione classica, perché quel taglio profondo, anche se il passaggio arrivava da Zielinski, è una situazione che l'Inter fa sempre”.

Ho rivisto anche il gol del 2-1. E’ come se il Napoli si fosse rilassato sul doppio vantaggio. È stata quella la chiave della partita? “Secondo me è stato proprio quello, perché poi la partita ha cambiato completamente inerzia. Poteva andare veramente in un senso o nell'altro, ma fino al 2-0 il Napoli era assolutamente padrone della partita. È stata una distrazione, anche perché è sempre bene ricordare che l'Inter è probabilmente la squadra più forte del campionato. Voglio capire se la Roma possa arrivare a quei livelli, ma l'Inter è la squadra più forte del campionato. Ieri, però, il Napoli ha creato tantissimo e credo che, al di là di tutto, l'esperienza e il futuro degli azzurri debbano concentrarsi proprio su quanto hanno creato in queste prime partite. Siamo ancora in alto mare per dare qualsiasi tipo di giudizio. L'ultimo aspetto, quello che hai sottolineato, mi sembra il più interessante. Si parla sempre di un Allegri difensivista, non dico esclusivamente, ma con una parte preponderante dedicata alla fase difensiva, mentre la fase offensiva viene lasciata all'estro dei giocatori.

Anche nelle due occasioni avute dal Napoli prima della rete decisiva di Lautaro, gli azzurri accompagnano l'azione con cinque o sei giocatori, addirittura al novantesimo, nonostante il famoso 5-3-2. Tutti dicono che sia stato un errore, per carità. Sarà stato anche così, ma voglio capire come sarebbe stata dipinta la gara da tutti gli osservatori se il Napoli avesse vinto la partita. Detto questo, forse oggi prendiamo troppi gol semplici. È confortante il fatto che il Napoli, quando attacca, riesca a rendersi pericoloso. Sono più che soddisfacenti i gol fatti dagli azzurri. Il problema è che, al di là degli errori sotto porta di ieri, facciamo anche delle sbavature difensive non da poco. Il Napoli e la Roma sono le squadre migliori della Serie A, almeno in questo inizio di stagione. Questo aspetto va curato, per evitare sbavature come quelle che ci sono state”.

Sei d'accordo anche sulla questione del cambio modulo? “Sono d'accordissimo sulla questione del cambio modulo, anche se Allegri ha fatto una scelta. Ha scelto di portarsi l'Inter nella propria area di rigore per cercare di trovare spazio per andare ad attaccarla. È una scelta comprensibile. Io, da umile istruttore di settore giovanile, avrei fatto altro, ma semplicemente perché c'è un approccio che piace di più a me. Non significa che sia la scelta esatta. È vero che il Napoli ha avuto due occasioni importanti, ma un paio di occasioni clamorose le ha avute anche l'Inter. Quindi questo conferma ancora di più il fatto che la partita poteva svoltare in qualsiasi direzione. Il Napoli ci andava, e questo è positivo. Non ha subito soltanto per poi affidarsi a un contropiede estemporaneo. Quando attaccava riusciva a rendersi pericoloso, anche accompagnando l'azione con tanti giocatori. A un certo punto Spinazzola, dalla sua sinistra, ha avuto un corridoio per Neres, che si stava involando, ma ha fatto un passaggio esterno completamente sbagliato. Se avesse indovinato quel corridoio, Neres si sarebbe trovato lanciato sulla sinistra verso la porta, praticamente indisturbato, perché non c'era nessuno dell'Inter. Era ripartito dalla metà campo del Napoli e purtroppo ha sbagliato il tocco. Il Napoli poteva sicuramente fare anche molto di più in fase offensiva, soprattutto nella gestione di alcuni passaggi”.

Si è parlato tanto della sostituzione Badiashile per Alisson Santos. È stata un po' la sliding door del match, quella di abbassarsi forse in maniera prematura? “È inevitabile pensarla così, ma per due motivi. Sia per il cambio modulo, sia perché con questo cambio addirittura a tratti il Napoli si è messo molto indietro. Neres si abbassava proprio quando l'Inter attaccava a pieno organico e finiva quasi sulla linea dei difensori. L'Inter, poi, ha iniziato ad attaccare anche con i terzini, quindi era davvero a pieno organico. Quello che non mi spiego è Badiashile. Arriva da un'esperienza al Chelsea estremamente negativa, questo è bene ricordarlo. Arriva al Napoli dopo un lungo stop, dopo aver avuto dei problemi fisici e in una condizione nella quale, magari anche mentalmente, non è proprio al top. Inserirlo in questa partita, in questa condizione, con l'Inter che deve recuperare e attacca a pieno organico, in una gara super aperta dove al minimo errore vieni castigato, secondo me è stata quella la sliding door. Questo cambio posso capire che sia stato fatto per sostituire Alisson Santos, ma non per inserire un difensore in quel momento, perché Badiashile non era pronto. Avrei messo Olivera, che ha già minuti nelle gambe. Badiashile è mentalmente e fisicamente ancora non pronto per questa partita, ma anche per questo tipo di evento. Con il Bologna si poteva anche fare, perché sarebbe stato un contesto un po' più tranquillo. Prima di questa partita, invece, non lo era. Adesso il Bologna è diventato fondamentale. Secondo me non era il momento di sperimentare a dieci minuti dal termine, in vantaggio a San Siro. Diciamolo chiaramente: è un errore che poi paghi”.