Fallimento sul mercato? Molaro: "Serviva energia nuova! Poche idee..."
Il giornalista Francesco Molaro, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli nel corso di Cronaca Azzurra, ha analizzato il pareggio contro la Fiorentina, il rendimento del centrocampo e le scelte compiute dal club durante il calciomercato. In chiusura, ha ricordato anche Sandro Mazzola. Di seguito le sue dichiarazioni.
Qual è il tuo umore dopo questo pareggio? Cosa riserverà il futuro prossimo al Napoli? Sei più preoccupato oppure hai visto qualcosa che ti lascia ben sperare per il prosieguo della stagione?
“Siamo tutti preoccupati. Il pareggio di ieri ci lascia solo un punticino, senza grosse speranze di aver visto qualcosa di buono. La preoccupazione è soprattutto questa lunga sosta, che adesso alimenterà, piano piano e sempre più velocemente, il fuoco delle polemiche. Questo mi dispiace. Io speravo nella vittoria, ma non perché potesse cambiare la stagione del Napoli: soprattutto perché avrebbe potuto allentare un po’ le polemiche. Lo dicevo anche prima della gara: tre settimane di macerazione nelle polemiche non avrebbero fatto bene al Napoli e, in realtà, si stanno prefigurando. “Tre settimane da ricordare”, cantava Fred Bongusto. Saranno tre settimane così, saranno terribili, perché si dirà di tutto. Stanno già uscendo cose strane e adesso bisognerà vedere se le fonti sono attendibili o meno. Non voglio entrare neanche in questi meandri, perché rischiamo di creare confusione e alimentare ulteriormente la polemica tra i tifosi, gli addetti ai lavori e gli opinionisti. Io sono dispiaciuto perché ieri il Napoli poteva vincere. Ha avuto le carte per farlo e, dopo il gol, avrebbe potuto gestire il vantaggio e fare ancora male a una Fiorentina che abbiamo visto stanchissima e anche un po’ impaurita dopo l’1-0 del Napoli. Gli azzurri avrebbero potuto approfittare maggiormente di quella fase”.
Il migliore in campo è stato Billy Gilmour, al di là del gol realizzato. Allegri terrà conto della scelta del doppio play anche quando torneranno McTominay e un Anguissa a pieno regime?
“Per ora ha funzionato. Io sono dell’idea che, quando ci saranno i titolari, giocheranno i titolari. È chiaro che la speranza riguarda soprattutto McTominay, affinché si riprenda il posto. All’Anguissa visto ieri preferisco Gilmour, ma potrebbe anche uscire De Bruyne per una questione di forma. Sono convinto che questa squadra abbia bisogno di gente che corra e dia l’anima in questo momento, perché è veramente difficile trovare soluzioni per il gol. Eppure da Lobotka e Gilmour sono arrivate le reti di questa prima parte di campionato che sono servite a conquistare quattro punti. Se ci pensate, questi quattro punti del Napoli arrivano da due giocatori che non segnano molto o che comunque non hanno spiccate doti da goleador. Hanno fatto bene ed è stato bravo Allegri in questo, però io mi aspetto qualcosa in più dai titolari che rientreranno, da McTominay e dallo stesso De Bruyne. Ieri la Fiorentina era apparsa abbastanza impaurita e aveva già perso due volte in casa contro il Napoli. In quel momento bisognava trasferire quel senso di urgenza nell’andare a raddoppiare e nell’affondare un avversario che poi avrebbe fatto fatica a rialzarsi nella ripresa. È chiaro che da Allegri vogliamo di più. Lui ieri lo ha detto chiaro e tondo: “Devo migliorare anche io, devo cambiare anche io”. Io continuo a dire che, oltre ai limiti che tu giustamente evidenzi sul piano tattico, vedo una squadra stanca e non motivata. Lo capisci quando entrano giocatori come Favasuli”.
Durante il calciomercato abbiamo spesso sottolineato che il Napoli avrebbe avuto bisogno di innesti capaci di portare entusiasmo ed energia:
“Energia nuova, ragazzi. Questo è mancato durante il calciomercato, perché ormai conosciamo tutta la rosa. Il Napoli ha innestato soltanto Favasuli. Badiashile è arrivato per sopperire ai problemi di Buongiorno, Beukema e Marianucci. Lo sapete come la penso sul calciomercato del Napoli. Mi aspettavo qualcosa in più in termini di idee e di acquisti, ma soprattutto di idee, visto che non si potevano certamente fare acquisti per tutti. Mi aspettavo qualche intuizione in più, perché abbiamo visto che i giocatori ci sono e si possono trovare non soltanto nei maggiori campionati internazionali, ma anche nelle categorie italiane di seconda fascia”.
Un tuo ricordo di Sandro Mazzola:
“Sicuramente non ho ricordi personali, perché ha giocato in tempi più lontani. Sono ricordi legati soprattutto alle occasioni in cui lo abbiamo ascoltato in televisione. Era un personaggio di grande caratura, grande spessore e grande umiltà. Una persona perbene, uno di quei calciatori e leader che forse oggi mancano un po’”.
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