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Pistocchi: "Rosa un falso problema, è il 2° organico! Le idee di Allegri sono datate”

Pistocchi: "Rosa un falso problema, è il 2° organico! Le idee di Allegri sono datate”
Oggi alle 18:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Maurizio Pistocchi analizza il difficile avvio del Napoli e individua le principali responsabilità nelle scelte tattiche.

Maurizio Pistocchi, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Dando tutte le attenuanti possibili ad Allegri, che non conosceva questa rosa e ha bisogno di tempo per mettere a posto le cose, è evidente che adesso ci sia un problema. Questo è il peggior Napoli degli ultimi quindici anni sia per punti conquistati sia per gol segnati. Secondo me ci sono problematiche soprattutto di atteggiamento".

Cosa non ti è piaciuto della gestione della partita contro la Fiorentina?
"Il Napoli ha trovato il gol su palla inattiva e poi si è ritirato indietro. Ha abbassato il baricentro e, come spesso accade alle squadre di Allegri, ha lasciato l'iniziativa alla Fiorentina, che alla fine ha pareggiato. Era una partita che secondo me andava gestita in un'altra maniera. Mi domando però anche se in questo momento la squadra abbia la condizione atletica per giocare più alta ed essere maggiormente reattiva".

De Bruyne ti è sembrato uno dei calciatori maggiormente in difficoltà?
"Ieri l'ho visto malissimo. De Bruyne è un grandissimo giocatore, ma se non corre la squadra rischia di giocare in dieci. C'è stata un'azione molto indicativa: è partito insieme a Ndiaye e sembrava una Ferrari contro una 500, gli ha mangiato il campo. Kevin ha grande qualità, è intelligente, ma Allegri deve trovargli un'altra posizione perché in quella zona del campo, se non riesce a correre, diventa un problema".

Quanto incide invece la qualità della rosa sulle difficoltà del Napoli?
"Per me il problema non è assolutamente la rosa. I tifosi pensano spesso che i giocatori delle altre squadre siano migliori, ma guardiamo l'Inter: vince da anni mantenendo un nucleo formato da Barella, Calhanoglu, Dimarco, Bastoni e altri giocatori che sono lì da tempo. Il Napoli ha un'identità simile con Rrahmani, Di Lorenzo, Politano, Lobotka e tanti calciatori che conoscono perfettamente l'ambiente. Per me i problemi sono la condizione atletica, l'atteggiamento e anche alcune idee calcistiche di Allegri che mi sembrano datate".

C'è chi considera comunque positivo questo primo bilancio stagionale. Sei d'accordo?
"Se questo è un bilancio positivo, non so cosa possa essere considerato negativo. Siamo abituati a un Napoli che per anni è stato dominante sul piano del gioco e della pericolosità. I numeri dicono che con sette punti è il peggior Napoli degli ultimi quindici anni e lo stesso vale per i sette gol segnati. Non vedo come si possa definire positivo questo avvio".

Quali attenuanti riconosci comunque ad Allegri?
"È appena arrivato e deve ancora trasmettere completamente i suoi concetti. La squadra mi sembra abbastanza confusa e ha avuto anche infortuni importanti. Non voglio essere negativo a prescindere e bisogna concedergli tempo. Però, per quello che vedo oggi, il Napoli ha grossi problemi nell'atteggiamento, nella condizione atletica e nelle idee di gioco".

Secondo te questa rosa resta comunque una delle migliori del campionato?
"Io non pretendo di avere la verità in tasca e magari mi sbaglio, ma secondo me, dopo quella dell'Inter, la rosa del Napoli è la migliore della Serie A".

Ma se i nomi sono importanti e poi in campo il rendimento non arriva, non diventa comunque un problema di squadra?
"Ho visto Frosinone-Como e il Frosinone ha giocato benissimo. Quanti nomi dei suoi giocatori conosciamo? Il punto è proprio questo: quale compito ha l'allenatore, che viene pagato anche molto bene? Deve far stare bene in campo la squadra, trasmettere idee e darle un'organizzazione. Quando guardi una partita devi poter dire: 'Qui si vede la mano dell'allenatore'. Nel Napoli oggi si vede? Io credo di no".

Quindi consideri la rosa un falso problema?
"A mio modo di vedere sì. È un falso problema che viene sollevato quando non arrivano i risultati. La rosa del Napoli è completa in difesa, a centrocampo e in attacco. Il problema è darle un'identità. Guardo squadre che sulla carta non hanno certo giocatori superiori a quelli del Napoli e le vedo giocare a memoria".

Perché secondo te intorno alla valutazione della rosa ci sono giudizi così differenti rispetto a pochi mesi fa?
"Questo è un punto importante. Quando è stato annunciato Allegri, tanti opinionisti e giornalisti sostenevano che fosse la scelta giusta e che in precedenza non avesse fallito perché non aveva avuto rose all'altezza. Adesso qualcuno sta già ridimensionando quella del Napoli. Ma quasi tutti i calciatori che c'erano sono rimasti. Magari questa squadra non è attrezzata per mettere seriamente in difficoltà l'Inter, ma non può neanche avere numeri da metà classifica".

Quanto conta allora avere un'idea di calcio precisa?
"Tantissimo. Mi viene in mente un vecchio aneddoto legato ad Arrigo Sacchi. Quando chiedeva un determinato giocatore perché riteneva che mancasse un elemento alla squadra, un dirigente gli mostrò semplicemente la maglia con quel numero e gli disse, in sostanza: il giocatore devi costruirlo tu. È un esempio per dire che i calciatori devono essere inseriti dentro un'idea. Se sai cosa vuoi fare e conosci le caratteristiche dei tuoi uomini, devi riuscire a costruire un'identità".

Il dubbio su Allegri riguarda quindi soprattutto l'evoluzione del suo calcio?
"Negli ultimi anni alla Juventus e nell'ultima esperienza al Milan, Allegri mi ha dato l'impressione di non essere più completamente adeguato al calcio contemporaneo. Guardo giocare Frosinone, Como, Roma, Inter, Juventus e Milan e mi sembrano tutte squadre con un'idea più moderna rispetto a quella proposta da Allegri".

Il tuo è già un giudizio definitivo sull'allenatore?
"No. Potrei sbagliarmi e sarei felicissimo di farlo, perché mi farebbe piacere vedere il Napoli fare bene. Bisogna concedergli tempo e vedere come evolverà il lavoro. Però l'inizio non è stato bello e oggi i problemi sono evidenti. Speriamo che le cose possano migliorare".