Lo Monaco: "Lukaku al top ha sempre mercato in Europa. Vi dico dove può andare"
Pietro Lo Monaco, direttore sportivo, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Manna è stato molto chiaro in conferenza stampa, però vorrei partire proprio dal ruolo del direttore sportivo. In questi casi quanto è complicato farsi venire anche delle idee?
"Il lavoro di Manna, in questi momenti, soprattutto quando c'è tutto questo traffico all'interno della rosa, non è mai agevole. Nel senso che quando hai una rosa in questo momento di 45 calciatori e passa, tra l'altro buoni calciatori, attenzione, non hai scartine, hai giocatori di buon livello, perché al di là che qualcuno non si sia espresso secondo le aspettative, il Napoli aveva l'anno scorso una buona rosa. I giocatori che ha preso... Io vi faccio un esempio: Lucca è un giocatore che io non darei via. Nel senso che quando c'era Lukaku sono due giocatori similari, anche se magari Lucca è solo terminale offensivo e basta. Io sono rimasto un po' stranizzato quando Conte l'ha preso, però oggi, avendo Højlund, che è un animale d'attacco, uno che si muove su tutto il fronte d'attacco, uno che non sta fermo, avere l'alternativa con caratteristiche diverse, e nella fattispecie parlo di Lucca, non sarebbe mica male. Sarebbe una coppia, e per coppia io intendo il titolare e l'alternativa, che si integrano perfettamente, hanno caratteristiche diverse e possono servire a seconda delle situazioni delle gare. Quindi Lucca è un giocatore su cui ci penserei due volte prima di rimandarlo di nuovo in giro. Un altro giocatore che io vedrei con curiosità, con Allegri, è Lindström. Lindström è il mio giocatore, quindi voglio dire, il Napoli non ha una rosa scarsa. Quei 45 giocatori che si ritrova, a parte i giovani, escludendo i giovani che evidentemente vengono messi anche nella rosa perché sono sotto contratto, il Napoli ha l'imbarazzo della scelta. Non è che il Napoli deve fare solo delle scelte tecniche, a meno che non voglia tirare una linea e fare una rivoluzione. Non mi sembra il caso, anche perché ad oggi il Napoli ha una bilancia di pagamenti meno, quasi meno 50 milioni di euro, se non vado errato o giù di lì, perché in uscita e in entrata ha speso. Ha speso per Højlund, ha speso per Elmas, degli stati importanti. In entrata diciamo che c'è qualche cosina di Simeone. Quindi il Napoli ha sicuramente il tempo per poter valutare le cose nel migliore dei modi. Poi leggo di movimenti che sta facendo Jebalios, che è un'operazione intelligente, un giocatore in scadenza di contratto e un giocatore che andrebbe a completare la batteria di esterni d'attacco, perché quando hai Politano, Neres, Jebalios ed Elmas è tanta roba. È sicuramente una batteria di esterni d'attacco di tutto rispetto, di tutto rilievo. Le punte centrali abbiamo detto, si tratta di andare a vedere un pochino il centrocampo. De Bruyne l'anno scorso ha fatto bene, confido in Allegri. Allegri ha preso Modric a 40 anni, l'ha messo al centro del motore del Milan e Modric stanno insistendo affinché possa continuare. Vuol dire che ha fatto benissimo. Quindi, al di là dell'età, De Bruyne è un giocatore che Allegri io penso sia maestro a riciclare e a rimettere in piedi determinati calciatori. Il Napoli ha una rosa importante, ha il tempo per poter agire, non penso che debba fare tantissimo. Quello che deve fare lo farà, però è giusto anche che in questo momento dia un occhio particolare a quello che è lo smaltimento della rosa, perché poi non è assolutamente facile fare un campionato con tutti questi calciatori. Anche perché il direttore è al limite per questo parametro dei costi-ricavi, il famoso 70% dell'UEFA. Poi ci sono anche dei rinnovi da fare, quindi sarà ancora di più al limite."
Le chiedo anche di Lukaku.
"Lukaku sta bene, io non penso che in campo europeo Lukaku faccia difficoltà a trovare una sistemazione. Si dà via, non si deve pensare nemmeno un minuto a titubanze. È un giocatore avanti negli anni, un giocatore che ha dato, un giocatore che da un punto di vista fisico..."
Ma a quale mercato può interessare in particolar modo, direttore? Quale squadra di Champions può andare su Lukaku?
"Ma si trova sempre. La squadra turca, la squadra greca, si trova sempre. Lukaku è un nome che si presenta da solo. Non penso che le difficoltà siano quelle di sistemare un calciatore come Lukaku, assolutamente no."
Manna ha parlato anche di difensori, si è soffermato sulla questione Buongiorno. Si pensa a qualche centrale?
"È Beukema che dovrebbe rimanere nel frattempo. Però torna in gruppo ad allenarsi almeno tra un paio di settimane, cioè non si è mai allenato per il momento. Io sono d'accordo, però non sono infortuni che dicono: lo perdo tutto l'anno. Sono infortuni che in qualche modo prevedono il rientro dei calciatori. Quindi, se tamponamento devo fare, io vado a tamponare con una promessa, con un giocatore di prospettiva, con un giocatore giovane che lo metto là e poi mi rimane tranquillamente a disposizione, pronto per il futuro. Il Napoli ha il tempo per poter operare in questo senso qua, bisogna avere anche il coraggio giusto per fare le cose. In giro ce n'è di giocatori di buon livello, quindi mi preoccuperei fino a un certo punto di questa situazione."
Manna ha detto che per migliorare i 6-7 giocatori che il Napoli ha davanti, in Italia è difficile e servirebbe spendere un po' di soldi. Quindi dalle sue parole pare che sia impossibile migliorare tutto il parco offensivo. Stiamo vedendo anche la Roma che, pur avendo disponibilità, deve fare questo acquisto e non riesce a prendere nessuno. L'Italia sta uscendo sempre di più da certe operazioni e da certi mercati.
"Io non so cosa significa. In Italia quello che manca è sicuramente fantasia. Quello che manca è, e di questo mi sorprendo molto, la capacità di ricerca. Voi avete visto i mondiali: i mondiali sono pieni di giocatori, anche in nazioni tra virgolette insospettabili dove la cultura del calcio non è il massimo della vita. Oggi ci sono delle nazioni che hanno fatto passi da gigante, propongono dei buoni prospetti. Leggete il Marocco: chi l'avrebbe pensato che il Marocco proponesse tanti buoni giocatori? Solo un pazzo come me poteva prendere 35 anni fa un giocatore del Marocco a Udine, però senza che passasse mai dall'Italia fece una plusvalenza di 15 miliardi. Quindi ci sono i buoni giocatori, sono dappertutto. Poi bisogna avere la fantasia innanzitutto e la capacità di andarli a scovare. Seconda cosa, il coraggio di farli giocare. Non arrivare al caso, il giovane gioca perché il caso ha voluto che Vergara andasse in campo. Io penso che in Italia, come avete visto, il Catanzaro aveva Liberali, era sotto gli occhi di tutti con un prezzo di riscatto, una clausola rescissoria a 6 milioni di euro, è andato al Como perché credono in questo prodotto, nei giovani, anche se li prendono per lo più stranieri e ci hanno puntato. Ci sono i buoni giocatori in Italia, anche nelle immediate vicinanze. Basta girare un po' la testa e avere il coraggio giusto. Poi dopo uno si dà i paletti prima ancora di cominciare e dice: no, questo non può andare solo perché noi siamo il Napoli o siamo la Juventus o siamo il Milan. I buoni giocatori ci sono dappertutto, credetemi."
Una curiosità: la gestione di un ragazzo come Rao, che lei conosce sicuramente, si è messo in mostra a Bari, classe 2006. Hanno raccontato che lo volevano 10 club di Serie B. Il Napoli ha deciso di darlo in prestito oneroso, un milione di euro, al Pisa, ma con prestito secco. Secondo lei è una buona gestione di questo ragazzo che ha fatto grandi cose in B?
"Una domanda che vi faccio io: che ruolo occupa Rao? Me la faccio a voi. Dove è la migliore collocazione di Rao?"
A sinistra.
"Benissimo. È un 2006, ha 20 anni, lo consideriamo un ragazzino. Io dico che quando viene il momento, ecco perché facevo riferimento al coraggio, il Napoli ha giovani. Perché va a prendere un milione di euro di prestito secco con pochissime possibilità di valorizzazione? Vi faccio una domanda: voi, se foste il Pisa, avendo il prestito secco, nel senso che il giocatore comunque ritorna al Napoli, ho speso i soldi, ma alla fine che interesse ho a valorizzarlo? Fino a un certo punto chiaramente. Poi, se non ce l'ha il Napoli... Anche se ne ha uno di pari livello, fa giocare il suo, no? Si fa sempre il prestito secco, insomma, è una cosa che non... mi sa tanto, a meno che uno non sia sicuro che il giocatore va là, ti fa 35 partite. Però io spendo 25 milioni per giovani, amici miei? Non li spendo 25 milioni per giovani. Io metto Rao e Rosa al posto di giovani, non vado a perdere. Però voglio dire, queste poi sono strategie. Con questo io non voglio assolutamente dire: ognuno la vede in un certo modo, la vede a modo proprio. Però ripeto, il Napoli ha perso Gaetano. Il Napoli non ha permesso che Ambrosino potesse venire fuori con tutta la propria forza, non è stato valorizzato per niente. Il giocatore ci sa fare. Gaetano è un giocatore che ci sta benissimo, eppure sono state delle scelte che hanno portato questi giocatori in giro a destra e a sinistra per poi perderli. Ma io ho recuperato un euro, due euro? E che serve davanti alla possibilità che ho davanti, che è un giocatore mio, cresciuto nel mio vivaio e che viene a fare il titolare?"
Direttore, solo un minuto in più per chiederle, proprio per la gestione dei tanti giovani: perché in Italia non si usa questa metodologia più in uso all'estero, soprattutto in Spagna, cioè la percentuale di rivendita, la recompra? Il caso di Nico Paz è emblematico, perché a volte non sai neanche cosa vai a vendere, come Rao: che cifra puoi chiedere, che prospettive puoi avere. Perché non si mette una rivendita?
"Questo dipende dalla fantasia di mercato dell'operatore. È l'operatore che mette in piedi queste operazioni, recompra eccetera. Io penso che il Pisa, se si è dimostrato disponibile a spendere un milione di euro per il prestito di un giocatore che sa benissimo che non sarà mai suo, io penso che credano nel ragazzo in questo momento. Quindi andare a fare un'operazione che potesse prevedere anche una possibilità di compra e ricompra, come avete detto voi, ma questo esiste in Italia da sempre, sui prestiti con diritto di riscatto e contro riscatto ci sono sempre stati, da che mondo è mondo. Però a parte che è il concetto che è sbagliato: i settori giovanili a che cosa servono? L'attività giovanile e tutto il resto a che cosa servono? Servono a far sì che qualche giocatore arrivi in prima squadra. Non è vincere il campionato Primavera che ti serve, ti aiuta, ma il settore giovanile è importante nella misura in cui costruisce il giocatore per la prima squadra. Quindi se viene meno questa finalità, evidentemente il tram è un tram sbagliato, cammina su una linea sbagliata, non su una linea giusta. Però ripeto, voi andate a guardare. Non guardate le prime scelte del Napoli, guardate quelle che sono in questo momento da seconda scelta e guardate quanto sono state spese per queste seconde scelte. Poi ponetevi la domanda: ma al posto di questo non ci poteva essere Gaetano? Ma al posto di questo non ci poteva essere un altro? Cosa avrei speso? È una questione semplice, ma purtroppo dipende dalla progettualità che uno si dà. Il resto poi è fantasia, perché ognuno poi la vede a modo proprio."
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