Barcellona, l'ex presidente: "Non sottovalutate il Napoli! E' in salute ed ha ottime individualità"

Il grande giorno è arrivato: stasera, tra le mura del "Camp Nou", il Barcellona riceverà la visita del Napoli per il ritorno degli ottavi
08.08.2020 11:01 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Barcellona, l'ex presidente: "Non sottovalutate il Napoli! E' in salute ed ha ottime individualità"

Il grande giorno è arrivato: stasera, tra le mura del "Camp Nou", il Barcellona riceverà la visita del Napoli per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Per presentare la sfida, oltre a commentare i temi più attuali che legano i blaugrana alla Serie A, TuttoMercatoWeb.com ha intervistato in esclusiva Joan Gaspart, storico dirigente, vice-presidente e poi presidente del Barça capace di portare in Catalogna campioni del calibro di Diego Armando Maradona, Ronaldo, Romario e Rivaldo, oltre a lanciare tra i tanti nella Masia un giovane talento argentino chiamato Lionel Messi. Correva l'anno 2000...

Signor Gaspart, che partita si aspetta questa sera fra Barcellona e Napoli?
"Sarà una sfida tirata e intensa, come una finale. I blaugrana partono un po' avvantaggiati perché giocano in casa e, soprattutto, perché vengono dall'1-1 del San Paolo, ma questo Napoli non può certamente essere sottovalutato".

Come vede il Barça oggi? Il campionato si è chiuso tra mille polemiche...
"La Liga non c'entra nulla, la Champions è una competizione a sé e sono convinto che i campioni del Barcellona avranno tutte le motivazioni, nonché le qualità, per andare avanti e raggiungere le final eight di Lisbona. Da tifoso, spero vivamente nella vittoria della sesta Champions della nostra storia. Magari può essere l'anno buono".

Al "Camp Nou" non ci sarà però il fattore pubblico.
"Peccato davvero, il Camp Nou è sempre il dodicesimo uomo del Barça e per me il calcio senza tifosi non è calcio. Dobbiamo però al contempo rispettare chi non c'è più, chi si è ammalato e chi sta male: la salute viene prima di tutto, sempre".

E sul Napoli cosa si dice invece a Barcellona?
"La squadra azzurra è in salute, ha ottime individualità e per questo dico che il Barça non può prenderla affatto sottogamba. Mister Gattuso era un gran lottatore in campo e lo è anche oggi in panchina, il suo Napoli non partirà certo scoraggiato".

Quanto peserà il fatto di non avere Insigne al 100%?
"Non sappiamo ancora se il capitano giocherà dal 1', ma il Napoli ha una rosa lunga e Gattuso saprà eventualmente sostituirlo con un giocatore alla sua altezza. Mi aspetto una partita davvero emozionante, a prescindere dai singoli che andranno in campo".

Dal Napoli alla Juventus: che idea si è fatto dello scambio Arthur-Pjanic?
"Arthur è un gran bel calciatore, altrimenti la Juventus non lo avrebbe comprato... Stesso discorso per Pjanic, che vanta una visione di gioco come pochi altri centrocampisti in circolazione. Non voglio entrare nei dettagli o nelle polemiche, se Barça e Juve hanno chiuso questa operazione di mercato avranno sicuramente avuto le loro buone ragioni".

C'è un altro calciatore di Serie A in orbita blaugrana: Lautaro Martinez.
"Parliamo di un attaccante tra i più interessanti in prospettiva... Lautaro farebbe comodo a tante squadre, ma in questo momento gli introiti economici delle società calcistiche si sono ridotti nettamente e non è facile quindi portare avanti delle trattative che richiedano un esborso così importante. Come, appunto, nel caso di Lautaro".

Restiamo a Milano, sponda nerazzurra: Messi all'Inter è un sogno realizzabile secondo lei?
"Per me Messi all'Inter è un sogno impossibile. Conosco bene Leo, fui proprio io a portarlo al Barça nel 2000. Allora era 'solo' un giovane pieno di talento, oggi è il miglior calciatore del mondo. Lui e la sua famiglia stanno benissimo a Barcellona e sono convinto che non se ne andranno".

Con buona pace dei tifosi nerazzurri.
"Lo escludo. Messi chiuderà la carriera al Barça, il club della sua vita. Leo è un uomo molto intelligente oltre ad essere un campione. Al massimo, quando sarà ormai in procinto di appendere gli scarpini al chiodo, tenterà un'ultima esperienza in un calcio minore come quello cinese. Ma secondo me gli restano ancora altri 3-4 anni ad altissimi livelli. È sempre il più forte di tutti, uno dei miei orgogli più grandi".