Capuano: "Tutti hanno citato il caso Dumfries a Napoli per spiegare il non mani di Ricci"
Oggi su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il giornalista di “Radio 24” Giovanni Capuano. Di seguito le sue parole: "Graziano Cesari non sbaglia mai, ma il dibattito sull’episodio di Ricci era chiaro e liquidabile in cinque secondi nel post-partita del derby di Milan. Quello non è calcio di rigore per mille ragioni che sono state spiegate ad Open Var poiché in linea di massima rigori del genere non vanno mai concessi. Tutti hanno citato il caso più celebre di Dumfries a Napoli per spiegare che in linea di massima rigori del genere non devono essere concessi. Contrariamente a quanto è accaduto nel corso di Genoa-Roma dove è stato commesso un errore a non concedere il calcio di rigore.
Non capisco cosa vuol dire che gli arbitri conducono troppe partite per i loro standard. C’è un regolamento che dice che gli arbitri devono disputare un numero minimo di partite per essere valutati per poi essere dismessi a fine stagione poiché ritenuti non adeguati. In futuro il sistema arbitrale potrà essere cambiato così come le sue regole, ma fino a quel momento Rocchi deve seguire queste linee guida e, di conseguenza, garantire a tutti gli arbitri un certo tot di partite.
La classe arbitrale italiana non è così disastrosa come viene dipinta da qualcuno per convenienze legate al tifo o alla vicinanza ad una certa politica sportiva. Io credo che la differenza la faccia la qualità del dibattito. Siamo reduci da un turno di Champions dove due arbitri italiani hanno fatto molto bene. Guida e Mariani non sono nemmeno gli arbitri più affidabili di cui dispone Rocchi che, invece, sono Doveri e Colombo. In Italia disponiamo di un pacchetto di arbitri con cui possiamo garantire la regolarità del campionato e che esporteremo anche in Europa.
Ormai è stato deciso per partito preso che il campionato non è regolare e che gli arbitri sono un problema al posto di essere una risorsa. Ricordiamoci che l’arbitro è il soggetto più criticabile che esista nel mondo del calcio, mentre chi critica se ne sta a casa e fa brutte figure. C’è chi cerca di lucrare sul sistema arbitrale per cambiare tutto il sistema in modo da guadagnare qualche vantaggio in futuro e di poter contare di più. La qualità del dibattito fa la differenza, anche quando gli arbitri sbagliano.
Rocchi è al quinto anno in cui ricopre il ruolo di designatore arbitrale e in questi quattro anni che sono trascorsi ha organizzato due incontri con gli allenatori che sono quelli che si lamentano maggiormente del Var, che non lo capiscono, che dicono che ci vuole più dialogo, chiarezza e uniformità nelle decisioni e che le regole vanno spiegate. Puntualmente gli stessi allenatori non si presentano mandando i vice e lo staff. La situazione fino ad oggi non è cambiata.
A questo punto penso che a nessuno freghi nulla di aiutare gli arbitri. Discutiamo della Marotta League o della Juventus League, intanto, come ho detto prima, la qualità la fa sempre il dibattito. Conte non si è mai presentato così come non lo ha mai fatto Gasperini che sono i due tecnici più critici sull’utilizzo del Var, su come deve essere utilizzato e spiegato. Tutti si chiedano perché questi incontri li fanno con i Presidenti e non con gli allenatori
Ieri sera se avete visto Real Madrid-Manchester City, gli inglesi in almeno 5 o 6 situazioni hanno usato il sistema dei semiblocchi e nessuno si è fatto esplodere o è stato fischiato fallo, il Real Madrid ha persino rischiato di prendere gol. Lo stesso che ha raccontato il designatore italiano dopo Milan-Parma, ma in quel caso lui fu linciato. Non c’è una circolare che spiega cosa si può fare o non bisogna fare con il sistema dei semiblocchi. Il tema è molto discusso a livello europeo. In assenza di questa circolare non si può annullare il gol perché un giocatore è fermo nell’area piccola, anche se è contro lo spirito del gioco. Ieri abbiamo avuto la dimostrazione al Bernabeu di questo regolamento, solo che dei semiblocchi che Haaland faceva su Courtois non se ne parla da nessuna parte, mentre da due settimane c’è chi da a Rocchi del prezzolato perché ha cercato di spiegare questa semplice equazione applicata a due episodi del calcio italiano
Rocchi dice delle cose simili a quello che dice il capo degli arbitri mondiali, nonché membro dell’IFAB. Nell’ultima intervista il capo degli arbitri mondiali ha argomento che negli ultimi anni il Var è entrato in un’altra dimensione ed è impossibile immaginare che non si arrivi a stabilire con l’uso della tecnologia una verità di campo.
Io una proposta in termini assoluti: in Italia abbia uno strumento ancora per qualche mese che si chiama “Open Var”. Non so se verrà riproposto l’anno prossimo, io spero di no perché a nessuno interessa ascoltare quello che viene detto tanto che è diventato ormai solo uno strumento di pressione sugli arbitri. Se hai uno strumento come quello devi avere l’onestà di accettare quello che viene detto. Non è possibile che per una settimana Rocchi sia un eroe da lapidare e nella settimana seguente è un eroe vero e proprio perché dice che non c’era rigore. Se ti conviene una certa narrazione e hai un bacino d’utenza, dici quello che ti fa comodo.
So quanto agli arbitri costa dire in pubblico quali sono i loro errori e le loro missioni, la mia linea è che se viene detto che una certa decisione è un errore, la registro come errore, se mi viene detto che è un fatto giusto, la registro così. Se fai un’operazione ti accorgi che sparso per la stagione non ci sono stati favoriti, sfavoriti, complotti e che il campionato non è stato condizionato dagli errori arbitrali e, probabilmente, c’è meno confusione di quella che viene descritta. Se, invece, ci approcciamo ad Open Var cercando di far prevalere la nostra tesi, al contrario della trasparenza che cercano di mettere gli arbitri,, abbiamo messo in mano ai tifosi uno strumento per raccontare che è tutto marcio ed è tutto costruito. Per questo spero che Open Var sparisca dalla prossima stagione".
Serie A Enilive 2025-2026
![]() |
VS | ![]() |
| Napoli | Lecce |
Editore: TC&C SRL - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro




