Chiariello: “I primi allenamenti di Mazzarri hanno portato entusiasmo, gli dobbiamo riconoscere una cosa”
A Radio Napoli Centrale, nel corso di 'Un Calcio alla Radio', il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo editoriale: "Le nazionali ci restituiscono gente carica di entusiasmo, sperando che non succeda niente nelle prossime gare che ci faccia stare preoccupati, come gli infortuni accaduti in passato. Per esempio Zielinski non ha giocato, da capire le sue condizioni. Lobotka ha giocato e vinto, Raspadori ha segnato giocando una gran partita contro la Macedonia, Spalletti sa come utilizzarlo. Ora giocherà Di Lorenzo nella battaglia con l’Ucraina, che determinerà quale squadra sarà qualificata direttamente per gli Europei. C’è Kvaratskhelia che ha fatto doppietta con la Georgia contro la Scozia con le immagini del telecronista georgiano che urla: ‘Kvaradona’, che hanno fatto il giro del web. Per me lui rimarrà per sempre Kvarabest, perché assomiglia più a George Best, Maradona non è avvicinabile da nessuno. Olivera batte addirittura l’Argentina in una posizione di campo per lui abbastanza ignota, da centrale a marcare Messi. Qualcuno è un po’ avvilito, vedi Lindstrom, che giocando quasi niente col Napoli ha praticamente perso la nazionale. Lindstrom non è certamente felice della scelta fatta, aveva richieste anche dalla Premier ma è venuto a Napoli perché sapeva di avere più spazio, spazio che Garcia gli ha negato. Mazzarri, che è un conservatore e che ha sempre fatto poco il turnover, saprà trovare spazio per i giocatori scontenti come Lindstrom, Elmas e Simeone? Questo è da capire.
Intanto i primi allenamenti di Mazzarri hanno prodotto un notevole entusiasmo nell’ambiente napoletano. Sia a Castel Volturno, dove è stato accolto come uno di casa, sia in campo dove i calciatori lo hanno accolto con curiosità e simpatia. La foto dove è a colloquio con Osimhen è diventata virale, poi c’è la battuta: come faranno a dialogare in inglese visto che Mazzarri è stato mandato via dalla Premier proprio perché non era riuscito ad imparare bene la lingua? Qualcuno dice che sono colloqui tosco-nigeriani, ma in qualche modo si capiranno. Fatto sta che Mazzarri ha deciso di ripartire dagli schemi e i principi di gioco di Spalletti e di proseguire su quella strada. L’ha dichiarato pubblicamente nell’auto spotone che si è fatto sul Corriere dello Sport, l’ha ribadito di persona a De Laurentiis. Seguirà questa strada, di rivitalizzare e ridare un’anima alla squadra che l’aveva persa insieme alle certezze in campo. Di Mazzarri possiamo dire tutto, ma una cosa certo la dobbiamo riconoscere: è uomo di campo, che si rimbocca le maniche e che lavora tanto sul campo e non è un allenatore gestore. Nella storia recente del Napoli possiamo dire con certezza che ogni volta ci si è affidati ad allenatori gestori anche di chiara fama, vedi Benitez, Ancelotti e Garcia, le cose non andate molte bene. Quando il Napoli si affidato a uomini di campo, neanche tanto famosi, le cose sono andate benissimo. Dal primo Mazzarri, passando per Sarri e proseguendo con Spalletti, ed ora siamo al Mazzarri 2.0. Sono uomini che hanno saputo dare identità e un’anima alla squadra, una sinergia col tifo. Quindi hanno saputo creare quell’entusiasmo che hanno portato: Sarri e Spalletti andare per due volte vicino al titolo, quest’ultimo addirittura vincerlo per distacco, e Mazzarri stesso una volta con una Coppa Italia vinta. L’unico caso negativo di uomo di campo lo possiamo identificare in Gattuso, che pure una Coppa Italia l’ha portata.
Mazzarri riuscirà nell’intento immediato di fare l’elettroshock alla squadra? Quella che si è visto con l’Empoli ha preoccupato in assoluto per mancanza di idee e di anima, giocatori con le facce avvilite, senza nervo e senza capacità di reazione. Quelle facce non le vogliamo vedere più! Ora per fortuna si parte da una partita in trasferta, dove il Napoli anche con Garcia aveva una media punti da scudetto, essendo la squadra che fuori casa ha fatto meglio di tutti, dietro l’Inter di un solo punto. Ripartire dalle trasferte di Bergamo e Madrid può essere quindi quasi un tocca sana, perché il Napoli rende di più fuori casa. Ma certo, poi arriva l’Inter al Maradona e in casa il Napoli ha una media quasi da retrocessione: tre sconfitte in campionato e una in Champions. Di queste le ha meritate quasi tutte, paradossalmente solo con il Real Madrid non ha meritato di perdere. Il guaio che anche l’Empoli ha meritato di vincere contro il Napoli di Garcia, che di suo le ha sbagliate quasi tutte. Ci saranno anche colpe indubbie del presidente, questo commissariamento che è servito solo a procrastinare nel tempo una situazione già incancrenita, ma di fondo Garcia le ha sbagliate tutte. Chiudiamo quel capitolo, approfittiamo dell’entusiasmo di Mazzarri e dei giocatori che stanno facendo benissimo con le nazionali e sfatiamo un altro luogo comune che sta girando sul web: Spalletti se ne è andato perché ha capito che questa squadra meglio non poteva fare, il valore dei giocatori è stato sopravvalutato e quindi non è una squadra così forte. Fesseria clamorosa!
Il Napoli è la squadra più forte del campionato insieme all’Inter. Ha due giocatori nei top 17 d’Europa, che sono anche i più giovani. La coppia d’attacco Osimhen-Kvara non ce l’ha nessuno, il centrocampo Anguissa-Lobotka-Zielinski solo l’Inter può averlo di pari livello. Sicuramente il Napoli ha dei valori importanti, se Mazzarri saprà farli riemergere ed assemblearli in una squadra che abbia un senso non è ancora tutto perduto. Magari il Mazzarri 2.0 potrebbe anche diventare il nuovo riferimento iconico dei napoletani”.
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