Cobolli Gigli sottolinea: “Ho notato che qualcosa non va tra ADL e Conte”

Cobolli Gigli sottolinea: “Ho notato che qualcosa non va tra ADL e Conte”TuttoNapoli.net
© foto di Filippo Gabutti
Oggi alle 17:10Le Interviste
di Francesco Carbone
L'ex presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, ha rilasciato una lunga ed interessante intervista ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

L'ex presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, ha rilasciato una lunga ed interessante intervista ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.

Per la FIGC Malagò è il candidato dei club di Serie A: che ne pensa?
"Quando ero presidente della Juventus, lo proposi in Lega ai presidenti delle altre squadre, quando ci trovammo a decidere per un nuovo presidente della FIGC, già quasi vent'anni fa. Malagò sa fare il suo mestiere e si dà da fare. Il problema non è la persona da scegliere, che sia Malagò o un ex calciatore come Del Piero e così via, ma come ha detto Gravina al Corriere della Sera è la struttura a non funzionare".

Come andò quando lo propose lei?
"Allora ci fu un 'no', anche da parte di De Laurentiis. Adesso vedo che è supportato da De Laurentiis e da quasi tutti gli altri".

A proposito di De Laurentiis: Conte può essere il ct giusto per la Nazionale?
"Mi faccia dire una cosa. De Laurentiis è un ottimo presidente, ha riportato il Napoli in A e poi a vincere titoli e scudetti. In questo momento però mi sembra di notare che ci sia qualcosa che non va fra lui e Conte. Lui ha detto: 'Se Conte me lo chiedesse, lo lascerei andare in Nazionale'. Mi ha stupito. Poi ha detto quella cosa della richiesta di Conte per non far andare i tifosi in ritiro. Mi sembra che qualcosa non funzioni e magari De Laurentiis stia valutando che l'unione con Conte non debba proseguire. Conte in Nazionale? Anche con lui servirebbe aiuto dai club. Poi il grande problema è che 2/3 dei giocatori sono stranieri".

A cosa si riferisce in particolare quando parla della struttura che non funziona?
"I club non aiutano la Nazionale, si vede quando devono prestare i propri giocatori all'Italia, come prima della sfida alla Bosnia-Erzegovina. Gli interessi delle società sono nettamente prevalenti sulla volontà di far crescere la Nazionale".