Lille, Davide Ancelotti: “Ho imparato dal migliore. Mio padre mi disse subito di accettare"
Dopo la breve esperienza sulla panchina del Botafogo, Davide Ancelotti è pronto a rilanciarsi alla guida del Lille. Il tecnico italiano, classe 1989, inizierà così la sua nuova avventura in Ligue 1, dove avrà l'opportunità di mettere in pratica le idee maturate negli anni trascorsi al fianco del padre Carlo nei più importanti club europei. In un'intervista concessa a L'Équipe, Ancelotti ha affrontato il tema del cognome che porta, spiegando di non viverlo come un peso ma come una responsabilità personale. "Sono molto felice di aver imparato dal migliore. Il mio nome non è un peso, sono io che ho deciso di diventare allenatore e questa è una mia responsabilità. Se fossi stato un avvocato nessuno ne avrebbe parlato".
Davide ha poi sottolineato come suo padre Carlo resti un punto di riferimento, senza però rappresentare l’unica fonte d’ispirazione: "Se ci sono cose che non so fare, gli chiederò consiglio, perché sicuramente avrà già vissuto situazioni simili. Ho avuto anche altre influenze: Klopp, Guardiola, De Zerbi, Emery, che per me è uno dei numeri uno, Luis Enrique. Nel rugby ammiro molto Rassie Erasmus".
Retroscena del suo arrivo al club francese, spiegando che a informarlo dell’interesse del Lilla fu proprio il padre: "Mi chiamò un giorno alle due di notte perché Olivier Létang, presidente del Lille, gli aveva chiesto il mio numero. Mi disse che una squadra era interessata a me. Gli risposi: 'Non dirmi chi è, dimmi solo se devo andarci oppure no'. E lui mi disse: ‘Certo'".
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