Caso Osimhen: ADL rischia solo se emergono prove concrete
Come riporta Calcioefinanza.it, dopo le ultime notizie sul "Caso Osimhen" non è da escludere la riapertura delle indagini da parte della giustizia sportiva. Secondo alcune indiscrezioni, il Procuratore della FIGC, Giuseppe Chinè, prenderà in considerazione la richiesta formale degli atti d'indagine per valutare la presenza di elementi nuovi che potrebbero giustificare la riapertura del caso.
L'operazione Osimhen aveva già attirato l'attenzione della giustizia sportiva, con accertamenti avviati in precedenza. Tuttavia, nell'aprile del 2022, sia il club, recentemente laureatosi Campione d'Italia, che il presidente De Laurentiis furono prosciolti da ogni accusa dal Tribunale Federale Nazionale. La recente chiusura delle indagini potrebbe però non essere definitiva, poiché Giuseppe Chinè potrebbe chiedere gli atti per valutare attentamente la possibilità di nuovi elementi che potrebbero influenzare la vicenda.
La situazione richiama il caso della Juventus, dove intercettazioni hanno portato a una revisione dell'inchiesta della Procura di Torino. Nel caso del Napoli, eventuali novità ritenute rilevanti potrebbero determinare la riapertura del caso anche a livello sportivo, esponendo il club a rischi di sanzioni e penalizzazioni in classifica, analogamente a quanto accaduto alla Juventus, anche se in quel caso con la detrazione fu più pesante (10 punti) per un ricorso sistematico al meccanismo delle plusvalenze fittizio. Nel caso del Napoli, invece, si tratterebbe di un unicum.
Adesso, la decisione è nelle mani di Giuseppe Chinè, il quale, dopo aver richiesto gli atti, dovrà valutare con attenzione la presenza di elementi nuovi che potrebbero portare a una revisione del verdetto. Solo in questa eventualità, il Napoli potrebbe essere nuovamente coinvolto nelle questioni delle sanzioni sportive, a distanza dall'assoluzione ottenuta nel 2022.
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