L’impresa con il Napoli, poi il crollo: il Copenhagen dovrà giocare per non retrocedere

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Oggi alle 21:00Notizie
di Francesco Carbone
L’esclusione dal Championship round costringe il Copenaghen a disputare il relegation round, con l’addio già certo alla prossima Champions League.

In Danimarca fa discutere il clamoroso fallimento sportivo del Copenaghen. Il club più titolato del Paese, con 16 campionati e 10 Coppe di Danimarca in bacheca, ha chiuso la regular season di Superliga al settimo posto, restando escluso dal Championship round che assegnerà il titolo. Un risultato sorprendente per quella che, sulla carta e numeri alla mano, è la squadra più attrezzata del torneo. Secondo i dati Capology, il Copenaghen vanta infatti il monte ingaggi più alto del campionato con circa 21 milioni di euro, nettamente superiore ai 15 del Midtjylland e ai 13 del Brondby. In rosa figurano anche volti noti al calcio italiano come Hatzidiakos, Richardson e Cornelius, oltre a profili di spessore internazionale come Thomas Delaney e l’ex talento del Borussia Dortmund Moukoko.

Dall’impresa europea contro il Napoli al crollo in campionato

L’esclusione dal Championship round costringe il Copenaghen a disputare il relegation round, con l’addio già certo alla prossima Champions League. Resta però una doppia possibilità per accedere alle coppe: vincere il mini-girone salvezza e poi lo spareggio per la Conference League contro la terza del Championship round, oppure conquistare la Coppa di Danimarca, competizione in cui la squadra è in semifinale dopo il 2-1 dell’andata contro il Viborg. Eppure, solo pochi mesi fa, il Copenaghen aveva strappato un prestigioso pareggio al Napoli in Champions League, nonostante l’inferiorità numerica dal 35’ per l’espulsione di Delaney, risultato che si sarebbe rivelato decisivo in negativo per gli uomini di Antonio Conte. Da quella serata, però, è iniziato un tracollo inatteso: cinque sconfitte e un pareggio in campionato, oltre al ko europeo contro il Barcellona, hanno fatto scivolare la squadra dal quarto al settimo posto. Per ritrovare una stagione così deludente bisogna tornare al 1999/2000, quando il Copenaghen chiuse addirittura ottavo.